L'anno di debutto in National Trophy 1000 si è concluso da un po' per
Lorenzo Sommariva, ma la sua stagione 2024 di gare ancora non lo è. Il pistoiese classe 2000 infatti sarà al via nell'ultimo round dell'Europeo Moto2 del JuniorGP, in programma eccezionalmente all'inizio della prossima settimana a Estoril (
i dettagli). Un'occasione con vista 2025, Sommariva infatti non nasconde che l'obiettivo sarebbe arrivare a disputare una stagione completa in quel campionato. Ma un passo alla volta, prima si pensa alla wild card, per l'anno prossimo c'è ancora tempo. Com'è andato poi il National 1000, disputato con Nuova M2 Racing ed una Aprilia? Non dimentichiamo poi la sua storia da ex nuotatore... Vi raccontiamo tutto nell'intervista.
Lorenzo Sommariva, com'è arrivata questa occasione nell'Europeo Moto2?
In realtà è da tempo che cerchiamo di fare almeno una gara in Moto2. È un obiettivo che abbiamo sempre avuto, ma non è semplice entrare nel campionato. Verso la fine della stagione nel National Trophy 1000 ho iniziato un po' a controllare le squadre dell'Europeo per trovare un'opportunità per l'ultimo round da wild card o sostituto. Tra i team c'era Promoracing e ho visto che Kaito Toba non avrebbe partecipato alle ultime due gare, quindi li ho contattati. Mi hanno risposto quando avevo la gara del National a Imola, a fine settembre. Abbiamo poi conosciuto il team manager e abbiamo deciso di fare un test a Barcellona. Siamo andati il 24-25 ottobre, ci siamo piaciuti e siamo rimasti in contatto, la settimana scorsa è arrivata la conferma.
Com'è andato quel primo contatto con la Moto2?
Fa tanto casino! Io ho sempre guidato moto di derivazione stradale, un prototipo invece non l'avevo mai guidato. Come moto pensavo peggio, credevo fosse più difficile: tutti mi dicevano che la Moto2 era tanto rigida, e a livello di telaio lo è, ma alla fine a quello ci si abitua. Bisogna adattarsi invece alla forcella davanti, fa tanta più corsa rispetto alle moto a cui sono abituato. Per far lavorare bene l'anteriore devi entrare più forte, devi forzare tutto, perché è tutto spostato più avanti.
Com'è stato passare da una 1000, con cui hai corso per tutto l'anno, ad una Moto2?
A livello di potenza è un aiuto. La 1000 è molto più potente, ha più cavalli, e quando sali su una Moto2 in uscita in curva è un po' più "facile": è una moto meno potente e quindi meno nervosa. Le gomme però quest'anno sono le stesse, mentre l'anno scorso erano Dunlop: questo è uno dei motivi che ci ha convinto a provare. Io ho sempre corso con Pirelli, sarebbe stato un po' un salto nel buio in una categoria nuova, mentre adesso le gomme sono praticamente le stesse, quindi sarà un aiuto.
Il circuito invece sarà una novità.
Non conoscevo Barcellona e non conosco Estoril! Mi guardo un po' di video onboard, ma non ci sono mai andato. Anzi è la prima volta che sto andando all'estero, ho sempre corso in Italia. Lunedì prossimo ci saranno le prime libere e potrò girare assieme agli altri per imparare.
Debutto nell'Europeo Moto2, ti fissi qualche primo obiettivo?
Al momento no. Certamente però l'obiettivo principale sarà mostrare una continua crescita dal lunedì al mercoledì, avvicinandomi sempre di più ai piloti più importanti. È una wild card che mi servirà per conoscere la categoria, il team e il paddock. L'anno prossimo mi piacerebbe disputare tutto il campionato: se riesci ad andare forte ti apre tantissimi sbocchi, anche il Mondiale. Al momento è solo un sogno, ma senza girarci intorno, quello è l'obiettivo di ogni pilota.
Quest'anno eri all'esordio nel National Trophy 1000, com'è andata?
Abbastanza bene. Eravamo partiti forte nei test di marzo, però sono scivolato nell'ultimo test e mi sono lussato una spalla, una lussazione omerale, tipo l'infortunio che ha avuto Di Giannantonio. Da lì in poi ho dovuto riprendere il feeling con la moto, poi ho sofferto anche un po' agli avambracci che si gonfiavano sempre, dopo pochi giri si irrigidivano. Non dico sia stata una stagione in salita, ma secondo me non abbiamo ottenuto quello che si poteva ottenere. Non sono andato male: al Mugello ho girato in 1:53-1:54, a Misano in 1:39, però ho avuto questi limiti. Sono sempre stato tra l'8^ e la 10^ posizione, tranne al Tazio Nuvolari dove ho chiuso 6°. Ma dopo quello che è successo a Luca Salvadori mancavano un po' di piloti, quindi sono state due gare così così.
Che voto ti dai?
Mi do un 7,5 perché so che si poteva fare di più. Eravamo partiti con l'obiettivo di stare nei primi 5, ma il problema all'avambraccio mi ha condizionato. In generale però sono contento. Ho corso sempre col team Nuova M2, con cui ho disputato anche l'ultimo anno nel Trofeo Aprilia RS660. Sono fortissimi e con la moto mi sono trovato bene, mi sarebbero però serviti un po' più di test per capirla meglio. Nel complesso però come stagione non è andata male.
DAL NUOTO ALLE MOTO
Lorenzo Sommariva, dove comincia la tua storia di moto? Non hai iniziato subito.
Ho iniziato tardissimo, nel 2016 e subito con le ruote alte, mentre prima ho fatto nuoto. Devo dire che come sport mi ha formato tanto a livello di impegno e disciplina, è faticosissimo e ce ne vuole tanta. Io poi facevo a livello agonistico e ho disputato anche il campionato italiano: ero delfinista, ho sempre fatto delle belle gare nei 100 delfino. Tutt'ora lavoro come istruttore di nuoto per Aqua Sport a Pistoia, alleno i ragazzini di 12-13 anni alla piscina H2 Sport a Pontelungo. È bellissimo! Quando li porto alle gare si chiude la vena anche a me, sono contento se vanno forte e nuotano bene. Mi piace tanto allenare.
Dal nuoto alle moto: come mai questo cambio?
Ho sempre avuto la passione delle moto, ma qui da me non ci sono piste dove andare a girare, non c'è una cultura delle moto, quindi era difficile capire da dove iniziare. Oltre al fatto che dovevo convincere il mio babbo! Anche lui è appassionato di motori, ma non sapeva come fare. Alla fine, quando avevo 15 anni, l'ho convinto e siamo andati nell'officina di Marco Agostini, che ha fatto il meccanico anche nel Motomondiale. Ci ha illustrato un po' come funziona e siamo partiti così: ho fatto il primo test a Misano, da lì abbiamo continuato.
Come hai detto, subito con le ruote alte.
Sì, non ho fatto quindi tutto il percorso Minimoto, MiniGP... Sono partito subito con la Supersport 300 e la Yamaha R3 Cup, in cui ho corso per tre anni. Nel 2019 sono passato in Dunlop Cup 600, però ho fatto solo due gare: in allenamento in mountain bike sono caduto e mi sono rotto un osso del collo, quindi ho finito lì la stagione. Nel 2020 ho provato a fare il National 600, però era l'anno del Covid e abbiamo fatto solo 2-3 gare. Dal 2021 ho fatto tre anni nel Trofeo Aprilia RS660 e quest'anno sono passato al National 1000.
Torniamo all'attualità: oltre all'ipotesi Europeo Moto2 hai altre idee per il 2025?
Prima guardiamo come va questa gara a Estoril, poi bisogna lavorare bene durante l'inverno, con gli sponsor e tutto, è un impegno molto maggiore. Sono sincero, al momento non ho pensato ad altro per il 2025, sono solo concentrato sul fare bene questa gara in Moto2. Se poi non si riesce troveremo qualcos'altro qui in Italia, ma per ora stiamo lavorando su quello.