Denise Dal Zotto sarà nel Mondiale Femminile con Pata AG Motorsport Italia. Le sue sensazioni ed il bilancio 2025 nell'intervista.
“Quand’ero piccola andavamo a vedere la Superbike e chiedevo
gli autografi ai piloti. Chi l'avrebbe detto..." È uno dei tanti pensieri di
Denise Dal Zotto dopo l’ufficialità, confermata nei giorni scorsi dal suo futuro team
Pata AG Motorsport
Italia, del suo approdo nel Mondiale Femminile nel 2026 (a giorni dovrebbe arrivare l'entry list completa). Un risultato cercato a
lungo ed ora ottenuto, ora il primo obiettivo sarà arrivare preparata al primo
round per partire subito col piede giusto. Dopo le due wild card disputate quest’anno,
assieme al team Rokit Rookies ed alla Affinity Sports Academy di Leon
Haslam, ecco il salto
WorldWCR a tempo con la struttura guidata da Alessandra
Gambardella. Ci siamo fatti raccontare le prime sensazioni dalla giovane pilota
di Feltre, oltre a fare il punto sulla stagione appena conclusa in Yamaha R7
Cup.
Denise Dal Zotto, il sogno Mondiale è realtà! Com’è arrivato
questo accordo?
Sono felicissima! Era l’obiettivo di tutto il lavoro che
ho fatto quest’anno. Con AG Motorsport ci siamo conosciuti un paio d’anni fa in
R3 Cup, che organizzano loro. Quest’anno, per altri motivi, ho avuto l’occasione
di parlare con Alessandra [Gambardella], nel team sono sempre stati tutti molto
disponibili nei miei confronti. Poi ad agosto sono andata a vedere una gara
della Coppa Italia e sono passata a salutarli, ma abbiamo iniziato a parlare,
siamo andati a cena… Alla fine mi hanno fatto questa proposta, abbiamo fatto un
test insieme con la 300, abbiamo continuato a parlarne e abbiamo deciso. Sono
tanto, tanto, tanto contenta! Sottolineo il “tanto” [risata]
Le due wild card di quest’anno sono servite, giusto?
Sono andate molto bene e sicuramente mi avranno dato una
mano, mi sono fatta conoscere un po’ di più. Ma AG Motorsport comunque, prima
di prendere una decisione insieme, abbiamo fatto un test, hanno visto come sono
e hanno fatto le loro valutazioni. È una squadra che guarda sempre con
attenzione i piloti, prendendo solo quelli di cui erano davvero convinti.
Questo mi rende ancora più felice.
Qual è la stata la wild card più bella?
Non so decidere! Cremona è stata bellissima perché era in
Italia, quindi molte persone che mi stanno a cuore sono venute a vedermi, ed
era la prima: ero spaesata, non sapevo niente, ma è andata bene e sono arrivati
punti. Donington è stata bellissima perché non tornavo in Inghilterra da un
anno e la pista mi è sempre piaciuta tantissimo! Poi essere lì con Leon, la
mamma, il papà, rivedere tante persone… È andata anche abbastanza bene, a parte
Gara 1. Nuova squadra nel 2026, ma rimane sempre una
collaborazione importante, giusto?
Continuo ad essere legata all’Academy di Leon Haslam. Ovviamente
ne avevo parlato anche con lui, gli avevo chiesto cosa ne pensava e mi aveva
detto che secondo lui era una bella opportunità, perché è un team che fa il
Mondiale da tantissimi anni, mi può aiutare anche sul lato meccanico, ed
essendo italiani li ho più vicini anche per gli allenamenti. Cosa che invece
lui fatica a fare, essendo in Inghilterra! Probabilmente andrò ad allenarmi l’Academy
in Spagna, quando ci sarà la gara in Inghilterra Leon verrà a darmi una mano… Non
ci sarà il nome Affinity Sports Academy, però io comunque continuo il mio
percorso anche con lui.
Come valuti la tua stagione 2025?
Diciamo che io voglio sempre di più! È stata una stagione
sfortunata, ho avuto tantissimi problemi tecnici che mi hanno portato spesso a partire
indietro in griglia, questo ha influito abbastanza. Oppure è successo come al
Mugello, ero 10^ e stavo andando molto bene, ma mi hanno centrato… E prima non
avevo fatto né FP1 né Q1 perché la moto si spegneva. Quasi ogni gara c’erano
problemi, se non c’erano capitava altro che non dipendeva da me. È stata una
stagione molto complessa, ma di crescita, devo dire che sono cresciuta tanto. Era
tutto nuovo, sicuramente avrei voluto un po’ di più, ma puntavo a prepararmi
per l’anno prossimo. Prendiamo le cose buone, ho imparato tanto e posso dire di
essere contenta di questa stagione.
Per finire, com’è andata la Superfinale al Paul Ricard?
È una pista molto particolare che non avevo mai visto, il
primo turno è stato tutto da capire: è un circuito con vari layout, quindi c’erano
tratti chiusi coi coni per farti passare da altre parti… Da capire. Infatti tra
primo e secondo turno ho abbassato molto i tempi, anche se in qualifica non è
andata granché e ho fatto fatica a recuperare… Un peccato Gara 2, ero nel
gruppo per il 14° posto e mi hanno superato all’ultimo giro. A prescindere è
stato un bel weekend!
Adesso come ti trovi con la R7?
Molto bene, mi piace tanto! Ci voleva tempo, anche perché
rispetto agli altri non avevo una moto da allenamento, quindi ci ho messo di
più. È molto diversa dalla R3 che avevo prima, ma adesso ci capiamo di più,
grazie anche ad alcune modifiche.
Guardando al 2026: c’è qualche obiettivo di partenza, risultati
a parte?
Ci poniamo subito degli obiettivi. Molte piste non le ho
viste, dovrò provare ad andare a vederle prima se possibile. I primi obiettivi
saranno sicuramente crescere, avvicinarci il più possibile ai piloti davanti,
imparare tanto, ma di base l’obiettivo che mi pongo è essere veloce e competitiva.
Ho tutto l’inverno per prepararmi e sicuramente sono con il team giusto per
imparare tante cose. Ma non ho ancora fatto niente: sì, sono nel Mondiale, e ho
avuto quei 10 minuti in cui mi sono passate per la testa tante cose… Ma devo
meritarmelo!
Intanto è una prima soddisfazione, no?
Quand’ero piccola andavamo a vedere la Superbike a Misano
e Imola. Chiedevo gli autografi alla gente, non sapevo niente. Ho anche una
foto con Leon Haslam, quando avevo 12 anni. Adesso sono anche io in quel
paddock, chi l’avrebbe mai detto! Ho lavorato tantissimo e ne ho ancora da
fare, ma senza i miei genitori non ci sarei mai riusciti: hanno sempre fatto di tutto
per vedermi felice e sono contentissimi. Pensando a loro, nella mia testa ci sono stati quei primi
minuti di “Sono nel Mondiale! Guarda dove siamo arrivati!” e un po’ mi
veniva da piangere. Mi hanno detto che è un traguardo, ma appunto non ho ancora
fatto niente.