Monza F1: Quando Collins rinunciò al Mondiale per far vincere Fangio, vallo a spiegare ai ferraristi di oggi

Formula 1
mercoledì, 02 settembre 2026 alle 12:15
Fangio
La Formula 1 arriva a Monza e la memoria torna indietro a tantissime pagine di gloria che l'automobilismo ha scritto fra quelle curve leggendare. L'edizione del 1956 ci permette di ricordare un gesto memorabile, di quando il motorsport non era solo coraggio, ma anche galanteria.
In quell'epoca non c'era ancora la diretta TV ma GP d'Italia, che in quella circostanza chiudeva il Mondiale e aveva pure titolazione come d'Europa, in quanto ultimo atto del Campionato. Nelle sette uscite precedenti non era ancora emerso il campione del Mondo sì arrivò così nel Bel Paese con Juan Manuel Fangio, Peter Collins sulle Ferrari e Jean Behra con la Maserati a giocarsi il tutto per tutto. Accadde qualcosa che nessuno si aspettava e che probabilmente mai si ripeterà.

Fangio aveva tutta dalla sua

Fangio giungeva a Monza con il vento in poppa, avendo vinto il precedente GP di Germania. L'argentino aveva dominato la tappa al Nurburgring, che a quei tempi era un anello terribile da oltre venti chilometri, dando ben 46 secondi a Stirling Moss su Maserati. I due risultati peggiori venivano scartati e quindi paradossalmente anche Moss restava in corsa, nel caso avesse vinto il GP e dietro fosse successo il finimondo. Juan Manuel aveva però tutto dalla sua. Il sabato fece la pole position, un tripudio vero per il Cavallino Rampante che piazzò tre sue vetture nei primi tre posti. Behra era solo quinto e Moss addirittura sesto mentre Collins non andò oltre la settima casella. Tutti erano sicuri del trionfo del pilota sudamericano.

Il grande gesto di altruismo di Collins 

Quell'edizione di Monza fu una incredibile girandola di emozioni e colpi di scena, tanto che finirino la corsa solo undici piloti. Moss nel giro di poco recuperò sino alla prima piazza ma Fangio pareva in controllo. Nel corso del 46esimo giro, arrivò il dramma. La Ferrari dell'argentino ebbe un problema, rientrando ai box. il team richiamo la rossa di Luigi Musso per metterci sopra il leader del campionato, ma l'italiano incredibilmente continuò la gara. Peter Collins con l'altra rossa si trovava in seconda posizione ed era ormai virtualmente Campione del Mondo. Il giovane britannico capì tuttavia che era successo qualcosa a Fangio. Rientrò ai box e cedette la sua vettura a Juan Manuel pronunciando delle parole che fecero storia: "Io sono ancora giovane ed avrò altre occasione, per te Maestro, potrebbe essere l'ultima". Fangio sbalordito salì sulla rossa del compagno e con una rimonta strabiliante si classificò secondo alle spalle di Moss.

Fangio campione, Collins nella storia

il passaggio sotto alla bandiera a scacchi come secondo classificato permise a Fangio di laurearsi campione per la quarta volta mentre terzo giunse Ron Flockhart al suo unico podio in Formula 1 dopo essere scattato dalla ventitreesima casella. Fangio si prese tutti i meriti e tutte le ovazioni, insieme a Moss che comunque aveva vinto la tappa di Monza. Ma il vero vincitore era stato Collins. Peter non riuscì mai più ad essere così veloce da vincere un Mondiale mentre l'argentino ne vinse un altro l'anno dopo. il pilota britannico scelse di non privare il vecchio Campione del titolo alloro che aveva meritato. Era convinto che sarebbe arrivato anche il suo momento di gloria, invece Peter Collins morì tragicamente due anni dopo nel corso del GP di Germania. Peter Collins è diventato immortale rinunciando al risultato per favorire la Ferrari. Ma vallo a raccontare ai piloti di oggi, che si infuriano se il team gli chiede di cedere una posizione di rincalzo: vero Lewis Hamilton?
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FOTO: Formula 1

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