Nei primi giorni del settembre 1980 una telefonata insolita venne passata all’interno di Enzo
Ferrari, nel suo ufficio al piano terra della bella casa colonica prospicente il Circuito di Fiorano Modenese. Era Simonetta Scalfari, la moglie del fondatore di Repubblica Eugenio, grande fotoreporter e ideatrice della AGF- Agenzia Giornalistica Fotografica di Roma che chiese un appuntamento al Commendatore per realizzare un servizio fotografico su di lui e la sua fabbrica. Ferrari accettò la proposta e da li a pochi giorni fu organizzato un memorabile reportage.
Frassineti, un maestro della fotografia
Gli scatti furono affidati ad un giovane fotografo, Mimmo Frassineti. Il Maestro ha ricordato l’episodio durante la presentazione della mostra, scelta dalla Ago, fabbriche culturali, dalla Fondazione di Modena e dalla Cassa Depositi e Prestiti per inaugurare la nuova ala del
Palazzo dei Musei della città austro estense. Nello stesso museo do sono conservate due tra le opere d’arte più note dell’umanità. Il ritratto di Francesco I d’Este di Diego Velasquez e la Bibbia di Borso d’Este, capolavoro assoluto della miniatura rinascimentale e testo guida per gli illustratori di tutti i tempi.
Il ricordo dell'artista
"La fabbrica del 1980 era un capannone unico" ha spiegato Frassineti durante l’incontro. "In pratica le macchine venivano montate attraverso un impegno collettivo, secondo una sorta di rito, dove ogni operaio recitava una parte, che superava la semplice somma delle singole azioni. Davanti ai miei occhi si parò un quadro. Un lavoro coordinato di più persone attorno a un singolo elemento, che fosse il motore o la carrozzeria o una sospensione. I mei scatti si focalizzarono sulle persone. Non foto rubate, ma ritratti, realizzati con la loro collaborazione. Poi mi portarono nell’ufficio del Commendatore, le pareti erano azzurre, alle sue spalle il ritratto dell’aviatore Francesco Baracca, dono della madre dell’eroe. Chiesi a
Ferrari di alzarsi dalla scrivania, perché le foto dietro al tavolo non vengono mai bene. Poi uscimmo in cortile a completare il lavoro, in quel momento in pista girava la 312 T5 di Gilles Villenuve".
Il ritorno a Maranello
A distanza di 44 anni da quel giorno, nel settembre dell’anno scorso Frassineti è tornato a Maranello per completare il lavoro e fotografare la
Ferrari di oggi, che è diventata l’azienda punto di riferimento per tempi, metodi e spazi architettonici. I due reportage compongono la mostra “Sguardi d’impresa: Mimmo Frassineti fotografa la Ferrari” visibile nel nuovo spazio ubicato in Viale Vittorio Veneto 9 fino al 16 novembre.
Gli scatti scelti sono 60, e fanno parte del patrimonio artistico della Cassa Depositi e Prestiti, tra le più antiche istituzioni finanzarie italiane. E' stata fondata nel 1850 prima dell’unità d’Italia per raccogliere il risparmio postale e oggi braccio finanziario del ministero dell’Economia e delle Finanze. Le foto raccontano sette momenti chiave della produzione manifatturiera. I titoli: “connessioni”, “sintonia”, “manifattura”, “precisione”, “orgoglio”, “passione” e “pazienza”. Mettono in luce continuità e trasformazioni nel lavoro e nei siti di produzione. Il risultato non è solo un confronto tra due epoche, ma anche una riflessione sul legame profondo che unisce l’uomo e la macchina. Un rapporto fatto di orgoglio, passione, competenza e responsabilità.
Modena capitale della Motor Valley
A Modena il rapporto tra arte e mito della velocità si fa sempre più stretto. Per il 2026 sono in arrivo altri due grandi progetti, la serie Netflix in 6 episodi “
MotorValley” con Luca Argentero, diretta da Matteo Rovere, Pippo Mezzapesa e Lydia Patitucci. Inoltre il film “Maserati: The Brothers”, con Anthony Hopkins, Andy Garcia, Jessica Alba e Al Pacino per la regia del premio Oscar Bobby Moresco.