I dazi di Trump? Ecco cosa e quanto rischia la MotorValley

CDM Club
mercoledì, 06 agosto 2025 alle 13:28
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Il sette agosto entrano in vigore i dazi sui prodotti italiani esportati negli Stati Uniti. Venerdì scorso il presidente americano Trump ha firmato il famoso accordo sottoscritto con Ursula von Der Leyen sul campo da golf di Turnberry in Scozia il 27 luglio, senza però chiarire alcuni punti fondamentali. Il primo riguarda l’automotive. Per le auto, le moto e la componentistica allo stato rimane la tassazione del 27,5%, che però secondo il patto scozzese dovrebbe scendere al 15%.

I dazi di una volta

Quando ero bambino accompagnavo mia mamma Franca, titolare della Luigi Bergonzini Lampadari in San Giovanni del Cantone a pagare “il dazio”.  Trattavamo luci in vetro di Murano e ceramica di Capodimonte, fabbricate a Mogliano Veneto e a Torre del Greco. Per poterlo fare bisognava portare le bolle di accompagnamento di ciò che ci avevano spedito e pagare l’imposta daziaria. Non esisteva ancora la moderna IVA entrata in vigore nel 1973. La premessa vi fa capire a quale regressione del modo di fare economia ci troviamo di fronte.

"Una storia senza senso" direbbe Vasco Rossi

Vasco Rossi, che di moto se ne intende, avendo vinto un mondiale 125cc con Roberto Locatelli e il Vasco Rossi Racing Aprilia ha scritto in una canzone una frase che nella circostanza pare profetica. "Voglio trovare un senso a questa storia Anche se questa storia un senso non ce l’ha". Unioncamere ha già fatto una prima stima di cosa succederà da venerdì, se succederà. Le nuove barriere commerciali provocheranno un calo del Pil italiano dello -0,5% con 1,6 miliardi di mancati introiti e 900 imprese maggiormente esposte. Tra queste, tutte quelle del comparto auto-moto.

L'impatto sulla MotorValley

La MotorValley emiliana esporta verso gli Stati Uniti merci per 2,8 miliardi, il mercato americano vale per Ferrari, Maserati, Lamborghini, Pagani, ModenaAutomobili e Giamaro il 33% delle esportazioni totali e il 26% del fatturato. Una macchina su quattro più o meno. Le aziende che vendono moto negli USA sono 5: Ducati Motor Holding, Mv Agusta Motor, Moto Guzzi, Aprilia e Piaggio, che realizzano negli States 155 milioni di dollari di ricavi che valgono il 21% delle esportazioni e il 16% del fatturato. Per adesso l’unico a commentare questa situazione è stato l’ad di Ferrari SpA Benedetto Vigna. "In seguito al recente accordo – ha spiegato- si attendono minori costi industriali nella seconda parte dell’anno rispetto all’inizio. Non cambierà però la politica commerciale con i ritocchi decisi ai listini per l’America. Non la modificheremo fino a quando la nuova tariffa del 15% non sarà effettivamente applicata, perché al momento non è ancora in vigore e ci vorrà tempo".
Il Cavallino ha deciso comunque di comunicare al cliente in fattura l’extracosto provocato dalla imposta doganale degli Stati Uniti. Nessuna presa di posizione invece dal nuovo presidente di MotorValley Development Andrea Pontremoli, da noi interpellato. C’è grande confusione sotto il cielo e il mese di agosto certo non aiuta. 
Foto Credit: Motorvalley.it

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