Alvaro Bautista ha la possibilità di restare in Ducati ufficiale e, alla soglia dei 41 anni, allungarsi la carriera da due volte campione del mondo Superbike. Il matrimonio fra Aruba e il fantino spagnolo sembrava al capolinea, quando settimane fa la squadra ha fatto scattare l'opzione che prevedeva la chiusura anticipata del biennale che sarebbe scaduto a fine 2026. Ma c'è stato un ritorno di fiamma: le pedine del mercato piloti non si sono mosse come la squadra sperava e l'usato sicuro torna ad essere un'opzione assai probabile. Bautista allora resta? Probabile, ma c'è una grana da risolvere...
Un ingaggio minimal
Aruba, sponsor-proprietario del team ufficiale Ducati in Superbike, è andata per settimane a caccia di un giovane da far crescere all'ombra di Nicolò Bulega e lanciare definitivamente nel 2027, quando l'attuale prima guida volerà in MotoGP. Budget sul tavolo: 150 mila €. Ai responsabili del team sembrava una somma ragionevole, in aggiunta all'opportunità di correre con la corazzata del campionato in sella alla nuova Panigale V4. Invece hanno trovato parecchia resistenza, perchè l'ingaggio è stato ritenuto troppo basso da tutti i candidati. Pare che abbia respinto l'offerta anche Jaume Masia, 24 anni, che attualmente è il pilota Ducati (di gran lunga..) più veloce in Supersport ma gareggia con Calero Racing, una struttura privatissima. Il pilota nega, ma la fonte dell'informazione è assai autorevole. Probabile che l'ex iridato Moto3 abbia alternative più allettanti, specie dal punto di vista economico.
Bautista ora che farà?
Scartata, al momento, l'ipotesi "giovane da crescere", Aruba è tornata a valutare la conferma di
Alvaro Bautista. Che per altro sarebbe già sotto contratto. L'estensione però è subordinata alla rinegoziazione dell'ingaggio. Cioè non si parla più della stessa cifra incassata in questo 2025, ma di parecchio meno: i soliti 150 mila € di cui sopra. Tanto per dare l'idea: Danilo Petrucci, in Barni Racing, cioè una struttura satellite, prende poco meno. Quindi, in sostanza, per restare sulla Ducati Bautista dovrà accontentarsi di un salario da...privato di lusso.
Che alternative ci sono?
A momento sullo scacchiere di mercato Superbike restano tre moto ufficiali e relativo ingaggio di prima fascia: una Honda HRC (sull'altra ci sarà Jake Dixon dalla Moto2), una delle quattro Yamaha (già annunciati Locatelli, Gardner e Manzi) e una BMW, dando per scontato l'ingaggio di Danilo Petrucci. Dunque, teoricamente, per
Alvaro Bautista il mercato resta aperto. Però lo spagnolo ha due gravi handicap: l'età, anche se Max Biaggi nel 2012 ha vinto il secondo Mondiale con Aprilia proprio a 41 anni, e la zavorra di sei chili imposta (a lui soltanto...) dal regolamento. Quindi il dubbio è amletico: sperare in una volta di mercato, con il rischio di restare con il cerino in mano, o correre per la sesta stagione con una moto e un team che conosce come le sue tasche, accontentandosi di un ingaggio super ridotto?
Chi ci guadagnerebbe?
Il caso di Marc Marquez '22 non è paragonabile, perchè è vero che rinunciò ai 12 milioni netti della Honda HRC pur di assicurarsi una Ducati, per uno stipendio (per uno come lui...) quasi simbolico. Ma davanti aveva la prospettiva di approdare nel team ufficiale, di nuovo con un salario all'altezza e per giunta sulla migliore moto della griglia, com'è poi avvenuto. Bautista invece è a fine corsa, quindi deve unicamente decidere se concedersi o meno un'altra annata con un potenziale tecnico vincente. Se Bautista resta, chi ci guadagna davvero è Aruba che nel 2026 schiererebbe la stessa fortissima coppia di piloti con, più o meno, il medesimo investimento. Si, perchè Nicolò Bulega ha ottenuto un consistente aumento d'ingaggio, si parla di 700 mila €. Quindi Bautista, se accetta, si dovrà accontentare di un quinto rispetto al più giovane compagno...