British Superbike

Via del British Superbike 2020 a settembre? Gli scenari

Stuart Higgs, Direttore del British Superbike, fa il punto della situazione: la stagione 2020 prenderà il via, ma a determinate condizioni e con il pubblico.

13 aprile 2020 - 14:50

L’emergenza Coronavirus rischia di far crollare il “sistema” del Motorsport. Ci sono realtà dove si ha la netta sensazione di “navigare a vista”, altre dove ci si confronta con la realtà dei fatti. Nel BSB British Superbike, nel pieno della pandemia COVID-19, si valutano tutti i possibili scenari. Salvare la stagione 2020? Sì, ma non ad ogni costo: solo se dovessero presentarsi i giusti presupposti. In salute, sicurezza, senza pregiudicare l’integrità del campionato e la sua stessa essenza e natura. Partecipazione del pubblico in pista compresa.

SITUAZIONE

Attualmente, in via ufficiale, il British Superbike è sospeso almeno fino a tutto il mese di maggio compreso. La stagione 2020 che doveva prendere il via lo scorso weekend a Silverstone, non vedrà la luce per diversi mesi. Con le attuali restrizioni imposte dal governo britannico, il BSB ha visto posticipati i primi tre round: Silverstone National, Oulton Park e Donington National (3 gare). Tris di appuntamenti non ri-collocati nel calendario, in attesa di buone nuove sul fronte emergenza COVID-19.

SCENARI

Stuart Higgs, direttore del British Superbike, ha fatto il punto della situazione intervenendo nel corso di “Superbike Sunday”, trasmissione di approfondimento di British Eurosport trasmessa proprio per colmare il vuoto della mancata disputa delle gare del BSB 2020. “In MSVR stiamo cercando di prevedere ed anticipare ogni possibile scenario, che possa trattarsi di una partenza a giugno o a fine settembre in virtù di come si svilupperà l’emergenza Coronavirus“, spiega Higgs. “Ovviamente le nostre valutazioni al riguardo dovranno essere sostenibili per tutte le persone coinvolte nel British Superbike: squadre, piloti, organizzatori, circuiti e, chiaramente, anche per il pubblico.

L’IMPORTANZA DEL PUBBLICO

Se c’è un campionato che il proprio successo l’ha costruito sul pubblico (vero…) presente in pista con una media di 30.000 spettatori a weekend di gara, questo è proprio il BSB. “Correre a porte chiuse potrebbe essere un’ipotesi, ma si tratta della meno privilegiata da parte di tutti noi“, conferma Stuart Higgs. “Non avrebbe senso far ripartire il BSB solo per il pubblico televisivo: comporterebbe delle ripercussioni economiche non di poco conto. Oltretutto il nostro è un campionato prevalentemente rivolto al pubblico attivamente presente in pista, non da casa.

VANTAGGI

Rispetto ad altre realtà, il BSB può inoltre contare su due punti di forza. Per quanto campionato di respiro internazionale, resta una serie “domestic” con solo una tappa (Assen) oltremanica. Inoltre il promoter MSVR gestisce a sua volta diversi tracciati meta abituale della serie: Brands Hatch, Cadwell Park, Oulton Park, Snetterton e Donington. “Rispetto ai campionati del mondo, in quanto campionato nazionale il BSB ha dei vantaggi“, riafferma Higgs. “La nostra operatività è limitata ad un’area ristretta, non dobbiamo pertanto organizzare delle trasferte in giro per il mondo con inevitabili problematiche logistiche e di voli aerei. Questo, combinato al fatto che gestiamo gran parte dei circuiti e siamo in ottimi rapporti con i circuiti indipendenti, ci pone in una posizione favorevole per una repentina ripresa delle attività ove possibile. Con tutte le parti coinvolte manteniamo un dialogo costante per valutare ogni possibile soluzione“.

VIA DOPO L’ESTATE?

Tra le possibili soluzioni si è chiacchierato (senza conferme in tal senso) di round “triple header” con 3 gare per tutti i weekend di gara, o di abrogare le “doppie” tappe del calendario sui medesimi tracciati (vedi Donington, Oulton Park o Brands Hatch). Scenari, ipotesi, così come un possibile avvio del British Superbike 2020 dopo l’estate. “Presumibilmente settembre è la data limite per una possibile partenza della stagione“, ammette il direttore del BSB per conto di MotorSportVision Racing. “Realisticamente non si potrà correre l’ultimo fine settimana di ottobre per via del meteo britannico. Prima riusciremo ad iniziare, meglio sarà, ma bisogna essere concreti e valutare tutte le opzioni. Se anche dovessimo riuscire a partire per settembre, non avrebbe senso correre per sette weekend di fila: è uno scenario irrealistico per svariate ragioni. Dovessimo disputare la prima gara ad agosto, ad oggi la visione più ottimistica possibile, ci concederebbe dei bonus di tempo per organizzare una serie di round nei successivi due mesi, così da non pregiudicare la totalità e l’integrità della stagione 2020.

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