Alessandro Zaccone ultimo re MotoE, il cerchio si chiude "Il giorno che poteva non arrivare mai..."

Storie di Moto
venerdì, 21 novembre 2025 alle 19:10
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Alessandro Zaccone iridato MotoE 2025, la soddisfazione della vita prima della Supersport. Le sue emozioni nella nostra intervista
L'ha rincorso per anni, l'ha sfiorato nel 2021 nell'era Energica (prima di un brutto incidente nel round finale), infine ecco la consacrazione nel round di Portimao. Alessandro Zaccone, pilota Aruba Cloud quest'anno, è l'ultimo campione del mondo MotoE, un risultato frutto di risultati di peso ma anche di costanza, che gli ha permesso di chiudere un cerchio. La classe elettrica del Motomondiale è ormai archiviata, ma il 26enne di Rimini s'è preso la grande iniezione di fiducia della vita, che sicuramente lo accompagnerà nella nuova sfida Supersport. Un ritorno visto che ci ha già corso nel 2016 e nel 2017, ma allo stesso tempo anche un nuovo capitolo della sua carriera.

Alessandro Zaccone, sei campione del mondo! 

Quando me lo dicono mi sento anche in imbarazzo [risata]. Fa strano diciamo. Peccato per com'è finita la categoria, poteva essere gestita molto meglio... Ma quello che importa è che abbiamo chiuso bene, quindi siamo contenti così!

Il titolo sfiorato nel 2021, l'infortunio nell'ultimo round, la ripartenza... Un cerchio che si chiude, no? 

Avevo un mezzo debito con la MotoE. È stato poi l'ultima stagione, e di tutti gli anni penso sia stato quello in cui il livello è stato più alto. A maggior ragione è una soddisfazione ancora più grande!

Che bilancio fai della tua stagione? 

Era partita abbastanza bene, a Le Mans abbiamo fatto subito la pole position e un podio. Subito dopo però abbiamo fatto uno zero... Il problema più grosso però è stato che hanno portato una gomma anteriore nuova. Ad Assen c'era la vecchia mescola e infatti abbiamo vinto, con la gomma 2025 invece ho sempre fatto un po' fatica. C'è da dire che, nonostante questo, non ho mai esagerato e sono riuscito sempre a portare a casa punti: sono molto sensibile, se non mi sento bene con la moto non spingo a tutti i costi. Quella è stata una cosa che ci ha ripagato. Durante la stagione però abbiamo lasciato in giro un bel po' di punti: in alcune gare non eravamo molto competitivi, penalità che si potevano evitare, qualche errore mio... Però comunque è andata bene lo stesso, non aver fatto altri zeri ha aiutato.

Si vince con risultati di peso ma anche con costanza, giusto? 

Ci ha aiutato. In alcune gare ci sono stati avversari che erano più veloci ma che si sono stesi e non hanno portato a casa niente. Alla fine abbiamo fatto meglio noi. In passato ci sono stati dei campionati in cui purtroppo non ho fatto meglio per questi errori, ha aiutato anche l'esperienza.

L'obiettivo ad inizio anno è sempre uno, ma quand'è che hai davvero pensato che potevi vincere il titolo? 

Dopo Gara 1 di Portimao! La stagione era partita bene, ma dopo lo zero eravamo molto indietro in campionato, quindi era una rincorsa. Piano piano però ci siamo sempre avvicinati un po' di più, poi a Misano abbiamo fatto un bel weekend e lì ho iniziato a pensare che potevamo provarci. I punti erano pochissimi, solo 5, e con avversari come Casadei e Ferrari non sono niente, non puoi fare calcoli né altro. Anche perché l'anno scorso a Portimao sono sempre stato veloce, ma non ho portato a casa niente: in Gara 1 ho centrato Torres, in Gara 2 ho fatto un doppio Long Lap. Sapevo comunque che potevo essere veloce, ma non sapevo quanto, mentre ad esempio Mattia aveva vinto e fatto 2°! Diciamo che non avevo tutte le frecce a mio favore. Invece quest'anno abbiamo fatto un bel weekend, anche se molto tribolato: è partito male, ma l'abbiamo salvato.

Cos'è successo? Ci racconti il weekend di Portimao? 

Ero stato male di stomaco una settimana prima, ma quando sono arrivato lì ho iniziato a stare veramente male di notte... Nelle prime prove abbiamo fatto noni, nelle prove abbiamo sbagliato gomme e siamo rimasti fuori dalla Q2, quindi si era messo tutto male. In qualifica ha iniziato a piovere e ho sempre fatto una fatica enorme sull'acqua con la MotoE, pensi quasi che sia finita... Invece stavolta la moto era perfetta e ho fatto la pole position! Lì ho cominciato a ricrederci, anche se non era facile. Gara 1 l'ho proprio voluta vincere di forza, anche se non ero a posto e la moto si muoveva da matti, e con Mattia 4° i punti erano diventati 17: non era fatta, ma avevamo messo un mattoncino importante. Gara 2 poi è andata bene, anche se hanno provato a silurarmi in tutti i modi [risata]. Però ce l'abbiamo fatta.

E a livello di salute? 

Ho fatto un weekend... Alla fine è venuto fuori che avevo un'infiammazione alla cistifellea, di notte stavo veramente malissimo. Sono andato anche al Centro Medico, mi volevano portare in ospedale perché si sospettava un'appendicite, solo che ho pensato al campionato e ho detto di no! Ero però un po' avvilito, dovevo fare le gare più importanti della mia vita con un'ora di sonno...

Ma sei un pilota, quindi salta fuori una qualche forza extra, giusto? 

[risata] Devo dire che sono molto sorpreso, in quel weekend ho trovato una forza e una concentrazione che non avevo mai avuto, non così. Sono molto contento!

Tagli il traguardo, sei campione del mondo. C'è stato un primo pensiero? 

No, è come se la testa si fosse svuotata di tutto, è stato difficile da realizzare. Non sai cosa fare, cosa dire... Sono scoppiato a piangere, è stata un'emozione forte: lavori tutta la vita per arrivare a quel giorno ed è difficile che succeda, quel giorno potrebbe non arrivare mai. Ci sono quei ragazzi predestinati, altri invece ci devono lavorare tanto, se la soffrono, e ha un gusto diverso. Realizzarlo è qualcosa di bellissimo, in un attimo ti svuoti di tutta la pressione che avevi addosso e ti dici che sì, ce l'hai fatta.

Cosa vuol dire questo risultato per te? 

È un risultato comunque che ti dà tanta consapevolezza e voglia di fare ancora di più, cose che voglio portarmi avanti l'anno prossimo. Intanto però già il giorno dopo ero al lavoro su una macchina in officina, un amico aveva bisogno di una mano e sono andato subito [risata]

Torni nel Mondiale Supersport, ma possiamo dire che sarà tutto nuovo, giusto? 

Sono contento di tornarci! Quando ci sono stato ero piccolo, era la prima volta che correvo fuori dall'Italia e ho fatto solo l'Europeo, mentre stavolta sarà il Mondiale completo. La Supersport poi è una categoria che ha ripreso piede e ad oggi l'unica che, se lavori bene, ti permette di andare avanti. È stata una cosa un po' dell'ultimo minuto, non nascondo che ero preoccupato perché non è facile trovare un'altra sella a fine settembre, ma ci siamo. Cercheremo di dare il 100% per fare bene!

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