Storie di Motoestate: Simone Campanini titolo-bis, stavolta in 600 Open

Storie di Moto
mercoledì, 30 ottobre 2024 alle 17:46
campanini motoestate 600 open 2024
Secondo titolo Motoestate in due anni, stavolta in 600 Open. Vi avevamo raccontato la storia di Simone Campanini a fine 2023, in occasione del suo titolo Race Attack 600. Quest'anno, sempre fedelissimo alla Yamaha R6, ha cambiato categoria, ma il risultato finale è stato comunque lo stesso. Un'altra stagione conclusa in festa per il 35enne parmense, nella vita quotidiana montatore meccanico, lavoro a cui alterna la grande passione per le moto trasmessagli dal nonno. Un impegno parallelo non semplice da gestire, ma Campanini ci riesce grazie anche al costante aiuto del suo "team personale". La moglie Rita, il figlioletto Alessandro, la sorella, il cognato, AM Racing (che si occupa della ciclistica della sua moto), Protan Engine (si occupa di motore e tutto il resto e tutte le persone che lo aiutano nei vari round.

Simone Campanini: secondo titolo Motoestate in due anni, quest'anno in 600 Open.

Il risultato è quello sperato! Quando vuoi vincere qualcosa e ce la fai, la soddisfazione è sempre grande. Poi quando vedi la gente che ti vuole bene che si emoziona con te, è ancora più bello! Parlo della squadra, della mia famiglia, di tutte le persone che mi seguono. È una soddisfazione anche perché non avrei mai pensato di riuscire a replicarlo in una categoria diversa, con persone diverse, gomme diverse... Oltre ad una pista differente rispetto allo scorso anno.

Possiamo parlare di un titolo a sorpresa?

Io sono sempre ottimista, diciamo però che dovevo anche essere realista. Intanto volevo provarci, sapendo di poter fare bene, anche perché i primi tempi che avevo visto con le Pirelli racing erano già nettamente migliori rispetto a quelli che avevo fatto con le Dunlop stradali. Mi aspettavo di riuscire a lottare costantemente per i primi tre posti, quello sì, poi diciamo che è andata anche meglio quindi va bene così!
campanini-motoestate-famiglia

Secondo titolo Motoestate con una dedica in particolare?

In particolare no: questo è uno sport individuale, ma alla fine si può dire che è di gruppo, io da solo non posso fare niente. Chi mi assiste sia in casa che in pista per qualsiasi cosa sulla moto. La mia famiglia, ovvero mia moglie, mia sorella e mio cognato che vengono sempre con me e mi danno una mano sia sulle moto che a livello mentale. Ogni tanto riusciamo a portare anche mio figlio, è sempre molto agitato ma quando c'è mi dà tranquillità. Anche se mi preoccupa il fatto che gli piace l'ambiente, si diverte e già va in moto! [risata] Gli amici, che mi danno sempre consigli sulla guida e su dove posso migliorare. Claudio Ravazzola, che ci teneva a farmi arrivare preparato fisicamente, e Riccardo Rollo, che mi ha curato qualche problema fisico durante la stagione.

Rivediamo il tuo 2024, partendo dal passaggio in una nuova categoria.

C'è stato un cambio di gomme, secondo me migliori di quelle che usavo l'anno scorso. Anche se ci ho messo un po': nel primo test ho fatto dei tempi che mi hanno un po' preoccupato, non erano in linea con quelli che ci aspettavamo. Devo dire però che poi non so bene cosa mi succede, ma io cambio tanto dai test alla gara. Non mi sentivo pronti prima di cominciare, invece poi nelle prime qualifiche è tornato magicamente quello che mi aspettavo! Siamo quindi andati subito nella direzione giusta per essere competitivi e puntare in alto.

Come commenti la tua stagione Motoestate?

C'è stato un momento che mi ha fatto dire "Perdo il campionato, è ora di smettere", ma c'è stato anche un momento in cui mi dicevo "Non possiamo vincere"... Nell'arco di due settimane c'è stato di tutto! Il primo round a Varano era andato bene, a Cremona e Magione invece ci siamo preoccupati: con quei rettilinei eravamo più in difficoltà. Poi dovevamo tornare a Varano, quindi ero ottimista. Ma il peggio doveva venire...

Cos'è successo?

Due settimane prima sono andato a fare un test e purtroppo ho fatto un highside importante. Non mi ricordo niente, ho perso la memoria e sono svenuto per qualche minuto, prima di rialzarmi da solo. La botta era stata forte e anche la moto aveva riportato parecchi danni. Fino al mercoledì-giovedì della settimana della gara però ogni volta che mi mettevo il casco avevo mal di testa. Non ero in condizione e mi ero detto "Basta, molliamo". Ma ho deciso di aspettare ancora un giorno e giovedì, magicamente, mi era passato tutto!

Possiamo dire che lì hai iniziato a credere che fosse possibile vincere.

E non ero nemmeno sicuro di riuscire a correre. Nel frattempo avevo sistemato la moto e abbiamo deciso di provare, senza neanche un test. Per una scivolata ho saltato le qualifiche 1, mi domandavo se ne valesse la pena... Ma eravamo lì, ho visto i tempi degli altri e ho provato. Mi è andata bene, ho fatto bene a continuare! Anche perché sono uscito davanti al mio diretto avversario. Sono stato sfortunato per un mese, ma lì mi è tornato indietro qualcosa: uno dei miei avversari ha avuto un problema tecnico e si è dovuto ritirare.

Adesso come stai? Hai ancora conseguenze di quel trauma cranico?

No, da quando mi è passato quel giovedì non ho più sentito niente! Devo dire che in 10 giorni è passato tutto e non ho più avuto nessun problema.

Secondo titolo Motoestate in due anni. Quale dei due ti dà più soddisfazione?

Devo dire che mi sono goduto di più quello dell'anno scorso. È stato il mio campionato di partenza, ho sempre voluto vincere quello, poi passare di categoria e vincere ancora. Non è che poi ci si abitua, ma il primo forse ti dà quella soddisfazione in più. Anche se certamente non avrei mai immaginato di vincere un secondo titolo di fila, in una categoria al debutto in cui non conosci gli avversari e non sai cosa aspettarti.

Hai già qualche idea per il 2025?

Mi piacerebbe rimanere sempre nella stessa categoria, ma facendo un salto avanti. O correre nel National Trophy o nella Coppa Italia, ad esempio nella Dunlop Cup. Vorrei lasciare il Motoestate, ma sarebbe bello fare anche almeno una wild card solo per mettere il numero 1, quando ti ricapita? [risata] L'idea comunque sarebbe andare avanti, qualche contatto c'è, vediamo se salta fuori qualcosa.

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