MotoGP: Luigi Dall’Igna: “Mappatura 8, scelta dolorosa che andava fatta”

Mistero risolto: La Ducati ha ordinato a Jorge Lorenzo di lasciare la vittoria a Andrea Dovizioso. Il ben augurante precedente nella Superbike 2012

30 ottobre 2017 - 10:15

Andrea Dovizioso ha vinto il GP della Malesia da solo oppure Jorge Lorenzo l’ha fatto passare? Prima in diretta TV e poi sul Web si sono scatenate supposizioni e interpretazioni. Ma è stata la Ducati stessa a togliere i veli…

MAPPING 8 – Il messaggio lanciato dal box via radio sul cruscotto del maiorchino “Suggested Mapping 8” ha generato il sospetto, che Luigi Dall’Igna, il gran capo delle corse Ducati, ha risolto con un’eleganza magistrale. “In certi momenti bisogna pensare a chi è a casa e lavora duro per vincere il Mondiale. Sono scelte dolorose, ma che vanno fatte. Portare questo Marquez all’ultima gara è già un successo, a Valencia sarà difficilissimo, ma ci proveremo”. Chiaro?

PRECEDENTE – Invitare Lorenzo a non mettersi in mezzo era l’unica cosa che, ragionevolmente, Ducati potesse fare. Fosse finita al contrario, Marquez avrebbe festeggiato il sesto Mondiale e la dirigenza in rosso sarebbe finita sulla graticola. L’autogol sarebbe stato tanto clamoroso da sfiorare il ridicolo.  Invece è finita come “doveva”: anche se le speranze sono ridotte al lumicino, la Ducati andrà a Valencia potendo ancora giocarsela. Luigi Dal’Igna può vantare un precedente ben augurante: nel 2012, quando era capo dell’Aprilia, Max Biaggi vinse il sesto titolo Mondiale grazie al provvidenziale gioco di squadra che lo stesso Gran Condottierò ordinò nel round di Mosca. L’irlandese Eugene Laverty cedette il terzo posto a Max, tre punti poi risultati decisivi: il pilota di punta arrivò all’ultimo appuntamento in Francia con 30,5 punti di vantaggio su Tom Sykes ma cadde in gara1 e nella sfida decisiva riuscì ad evitare il clamoroso ribaltone per appena…mezzo punto!

LORENZO CHE CLASSE – Mettetevi nei panni di Jorge. Non solo ha rinunciato alla vittoria, ma non ha fatto teatrini, come poteva essere rallentare vistosamente per dare l’idea, come abbiamo visto fare  mille volte nelle corse. E dopo aver rinunciato a quella che sarebbe stata la sua prima vittoria con Ducati, nelle dichiarazioni post gara ha pure finto di aver perso davvero. “Ho spinto al massimo ma negli ultimi giri sono andato un po’ in crisi con le gomme, soprattutto con quella anteriore, e mi sono preso qualche spavento in varie curve” è stata la versione ufficiale di Lorenzo. “Non era il caso di fare sciocchezze e quando ho rischiato di cadere alla curva 15 e mi ha passato Andrea ho capito che non me la sarei potuta giocare per la vittoria.”. 

RISCATTO – Lorenzo dovrà “ovviamente” giocare  per Dovizioso anche  a Valencia, visto che vincere la gara è per l’italiano la conditio sine qua non per sperare di fregare Marquez. Per Luigi Dall’Igna sarà un altro pomeriggio di passione, considerando anche la stima, il rispetto e anche l’amicizia che lo lega praticamente da sempre a Jorge. Ma, alla fine, per il carismatico ingegnere veneto conta  l’interesse aziendale.  I piloti sono pagati (tanto) anche per fare il lavoro sporco.

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