MotoGP eSport

MotoGP eSport: Generazioni a confronto Lewis Hamilton vs Max Verstappen

Sim Racing, MotoGP eSport e altre simulazioni sono giochi per adolescenti o una cosa seria? Gli appassionati sono divisi, i piloti...anche

14 maggio 2020 - 13:00

Il Sim Racing, ossia la simulazione di guida automobilistica, durante il lockdown ha affascinato sportivi provenienti da tanti mondi diversi. Anche Valentino Rossi, che pur essendo un Mito delle moto ormai strizza sempre più l’occhio alle auto, si è fatto affascinare dalla specialità più realistica dell’eSport a motore. Ma il  virtuale, a quattro ruote oppure MotoGP eSport,  non ha ancora  catturato la “vecchia guardia”: appassionati e anche parecchi piloti.

Hamilton contro corrente

Il sei volte campione del Mondo di Formula1, Lewis Hamilton, non si è unito ai suoi colleghi durante la quarantena da Covid-19; il fenomeno inglese è stato assente a tutti i VirtualGP organizzati fin qui da Liberty Media (promoter della F1), per intrattenere in pubblico in assenza di gare, e non ha intenzione di iniziare adesso.  Il campione del Mondo in carica, è famoso per non essere un assiduo frequentatore neanche del simulatore della Mercedes F1 che ha sede a Brackley, nel Regno Unito.  Lewis ha affermato: “Non sono interessato a questo tipo di competizione on line da quando sono arrivato in F1 non ho più giocato ai giochi di corse, ho giocato a Call of Duty con Leclerc e Gasly. Le gare simulate non mi attirano.” Lo stesso Charles ha affermato “Sto giocando con Hamilton a Call of Duty, ma non è bravo come in pista..”

L’inaspettata difesa

La risposta arriva puntuale dall’altro grande assente ai VirtualGP di Formula1, Max Verstappen. L’olandese, passa molto tempo al simulatore invece, ma su una piattaforma simulativa come Iracing; ritenendo il titolo ufficiale Codemaster F1 2019, soltanto un gioco, quindi non utile ad un allenamento vero e proprio. Max ha quindi difeso in mondo dei simulatori, rispondendo  a quanto ha recentemente affermato il suo rivale alla Mercedes, in un’intervista con David Coulthard sul canale Instagram di Puma: “Credo che il Sim Racing  sia il modo migliore per tenersi in forma in questo periodo di lockdown. Anche se riconosco che esiste una sostanziale differenza con il mondo reale, in questo periodo ho guidato molto al simulatore, perchè alla fine della giornata senti comunque la pressione in qualifica, ti impegni nelle partenze, nei sorpassi, cerchi di non rovinare tutto nel primo giro e cose di questo tipo”.

Chi ha ragione?

Ormai lo scontro è totale: c’è chi sostiene e apprezza  simulatori ed  eSports,  chi invece si schiera contro. Per molti il virtuale è unacosa fittizia o un divertimento per bambini, al massimo adolescenti. La realtà, probabilmente è che gli scontri generazionali sono sempre esistiti e sempre esisteranno. C’è chi si “converte” al mondo del Sim Racing, vedi Valentino Rossi,  perchè lo trova un buon modo per divertirsi. Chi l’ha provato o ci corre lo sa benissimo: non è la realtà, ma  gli somiglia molto più di quanto i detrattori immaginno. . Vedendo quanto successo sabato 2 maggio, nella eRace della Indycar, fra il campione in carica della serie Simon Pagenaud e l’astro nascente F1, Lando Norris, non lo possiamo considerare più “soltanto un gioco”.

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