La vita di Maurizio Vitali sembra un prisma con infinite sfaccettature. E' stato un ottimo pilota, uno dei più veloci nel Mondiale 125 GP della prima metà degli anni '80. Angel Nieto, il dominatore di quei tempi, lo considerava un mezzo incubo. Ha smesso molto presto, cominciando a lavorare a fianco di grandissimi campioni. E' una delle figure "storiche" dello staff di Valentino Rossi, con cui si è creato un rapporto fortissimo, diventando uno dei suoi uomini di fiducia. Inoltre Maurizio Vitali è il padre di Luca, uno tra i principali protagonisti del CIV Superbike.
Maurizio Vitali oggi ha 66 anni. E' nato e cresciuto in Romagna e prese il volo facendosi ammirare nel campionato Italiano. Ha partecipato a 125 gare del Motomondiale tra la classe 125 e la 250 conquistando 2 vittorie e 7 podi complessivi. Ha corso utilizzando soprattutto le MBA nella classe 125, Garelli nella 250 e Gazzaniga in 125 e 250.
"Da pilota mi sono classificato per due volte quarto nel Mondiale con la 125 nel 1993 e 1994 - racconta Maurizio Vitali a Corsedimoto - ho vinto 2 gare del Mondiale e 4 titoli italiani".
Qual è il ricordo più bello?
"La vittoria al Mugello (nel 1984, che aveva titolarità GP San Marino, ndr) è stata incredibile anche perché abbiamo girato fortissimo. Eravamo in lotta io e Nieto, un duello talmente feroce che ad ogni giro facevamo cadere il record della pista. E' stato un confronto bellissimo. Però una delle gare che ricordo con maggior piacere è stata ad Hockenheim, in Germania. Avevo una moto abbastanza lenta, eravamo un gruppetto di quasi 20 piloti. Il gruppo si era diviso in 2 ed io ero rimasto nel secondo. Alla fine ero riuscito a batterli e per me era stata quasi come una vittoria, anche se come piazzamento sono finito abbastanza indietro. Mi è rimasta nel cuore ma ovviamente non è paragonabile alla vittoria del Mugello".
Come vivi le gare da padre?
"Sono abbastanza tranquillo. E' da talmente tanto che sono in questo ambiente che per me le corse sono cose normali. Non sono particolarmente teso. Luca è cresciuto nella Stock e in questa categoria era molto veloce, però non ha avuto la fortuna di passare in un team importante nel Mondiale Superbike. Ora fa l'italiano ed è uno dei protagonisti. Ha trovato la sua dimensione. E' in un bellissimo team (Honda Improve, ndr): si divertono fanno delle belle cose e qualche volta riescono pure a vincere. Da padre devo dire che Luca mi dà grandi soddisfazioni".
Luca ha 32 anni: avrà nuove opportunità nel Mondiale Superbike?
"Credo che non sarebbe impossibile per lui fare un paio di stagioni nel Mondiale Superbike. Dipende se c'è l'opportunità e se ne vale la pena perché se deve andare a fare il Mondiale per classificarsi nelle retrovie non ha senso. Meglio restare al CIV da protagonisti".