La favola di Katsuyuki Nakasuga a Valencia 2012: la magia che stupì gli assi

Storie di Moto
sabato, 15 novembre 2025 alle 20:00
Katsuyuki Nakasuga è una leggenda in Giappone: a Valencia 2012 fece uno scherzetto anche agli assi MotoGP
Doveva sostituire Spies e raccogliere dati per lo sviluppo della Yamaha come tester MotoGP. Invece a Valencia 2012 si ritrova sul secondo gradino del podio. Ecco l'’incredibile storia di Katsuyuki Nakasuga.
Quella gara non è passata agli annali del motorsport solo per essere l’ultima gara di Casey Stoner. È storia anche per Katsuyuki Nakasuga. Pochi, pochissimi quelli che lo ricorderanno. Ancor meno coloro che collocherebbero la sua immagine sul podio della MotoGP. Eppure, il fedele collaudatore della Yamaha ha scritto il proprio nome nelle pagine memorabili del motomondiale. L’impresa del GP della Comunidad Valenciana, nell'ultima gara della stagione 2012, ha del miracoloso.

Inaspettata opportunità

Al mattino, Nakasuga diventa papà per la seconda volta; al pomeriggio è chiamato a sostituire l'infortunato Ben Spies. Una comparsata, utile per raccogliere dati per lo sviluppo della moto, nulla di più. Difficile aspettarsi qualcosa di diverso. E invece, quella che doveva essere una sorta di wildcard si trasforma in un'opportunità unica: già dalla pit lane si capisce che non sarebbe stata una gara normale; le condizioni climatiche restano difficili, scombussolando le carte. Uno dei più lesti a uscire dal mazzo è Katsuyuki Nakasuga.

Strategia e audacia, gli ingredienti del sogno

La pioggia smette di cadere, ma la pista rimane bagnata. La scelta degli pneumatici diventa ancor più decisiva. Nonostante le condizioni proibitive dell’asfalto, Nakasuga e il suo team optano per una mossa audace, che si rivela cruciale: usare le gomme slick.
Dopo alcuni giri, molti piloti, inclusi i big che avevano scelto pneumatici da bagnato, sono costretti a rientrare ai box. Il caos in pista e alcuni ritiri (tra cui quello del neo campione del mondo Jorge Lorenzo) permettono al pilota giapponese di risalire fino al podio.
Strategia sì, ma anche grande padronanza della Yamaha e capacità di guida in condizioni limite. Il secondo posto, alle spalle di Dani Pedrosa e davanti al fenomeno Casey Stoner, è dallo stesso Nakasuga definito a fine gara “un sogno, un miracolo”. Era dai tempi di Makoto Tamada, terzo nel GP del Giappone del 2005, che la bandiera del Sol Levante non sventolava sul podio della classe regina.

Una carriera lontana dai riflettori 

Nonostante l’impresa, la popolarità del giapponese si rivela estemporanea e pochi appassionati di motoGP se lo ricorderanno. Ma in realtà Katsuyuki Nakasuga è un cannibale che in Giappone ha mietuto trionfi a raffica. Ha vinto il titolo Superbike giapponese per tredici volte, l'ultima propio quest'anno, alla bella età di 44 anni. Nel suo impressionante palmares ci sono anche quttro successi, peraltro consecutive, nella mitica 8 Ore di Suzuka. In Giappone, da tantissimi anni, è un autentico idolo. A Valencia, almeno per un giorno, è stato l’idolo di tutti.
"In Testa" la magnifica biografia di Jonathan Rea disponibile in libreria e su Amazon Libri. Clicca qui per ordinarlo.

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading