C'è chi ha un unico ruolo in un box, e chi è invece un tuttofare. Si definisce così Elisa Antoniazzi, da tempo parte del team trevigiano DMR Racing, attualmente al comando della classifica del CIV Superbike con Alessandro Delbianco e la sua Yamaha (2024). L'ultima esibizione alla Racing Night (a metà a causa della pioggia) a Misano con una nuova doppietta che ha consolidato la sua leadership. Vi raccontiamo la storia di Elisa, parte di una squadra nata nel 2009 come supporto a Valter Durigon, ex pilota CIV Superbike. Un doppio impegno parallelo per pochi anni, prima di passare dietro le quinte a tempo pieno, ma sempre nella 'sua' categoria. Fino al 2019 la parte tecnica era affidata a Full Out, finché non è stato sistemato il reparto corse a Treviso, dove adesso si fanno le moto.
DMR Yamaha, livrea speciale per la Racing Night del CIV Superbike a Misano
Chi è Elisa Antoniazzi?
Adesso quando sono a casa faccio la mamma. Prima avevo una toelettatura per animali, dal 2014 era la mia professione, e ho continuato finché non sono rimasta incinta nel 2022. Prima invece facevo tutt'e due le cose: avevo la partita IVA e chiudevo quando c'erano le gare. Quando è nato il mio bimbo non riuscivo più a conciliare tutto e ho continuato solo con questo, non posso farne a meno. Ho portato mio figlio al suo primo weekend di gare quando aveva quattro mesi! Il mio compagno poi all'inizio non capiva perché non è di questo mondo, ho giocato d'anticipo e l'ho portato subito alla prima gara: s'è appassionato anche lui.
Ci spieghi qual è il tuo ruolo nel team DMR nel CIV Superbike?
Mi definirei un po' un tuttofare, che sia da montare l'hospitality, andare a fare la spesa, andare a parlare con i commissari, in segreteria, in Direzione Gara... Non mi piace darmi appellativi, quello che c'è da fare si fa. Gestisco comunque 17 persone all'interno di un box! Ognuno sa fare il suo lavoro, ma se c'è un problema da risolvere, un imprevisto, da qualcosa che succede in gara o all'albergo che non risponde, hanno me come riferimento.
Quando e come sei approdata nel CIV Superbike?
Ci sono arrivata nel 2014 tramite un amico di un mio amico, all'epoca faceva il National Trophy. Erano lui, suo padre ed un amico meccanico, gli serviva una cuoca, qualcuno che gli facesse da mangiare. Io comunque di moto ero appassionata fin da bambina, mio cugino correva nel motocross, quindi le mie domeniche erano sempre in pista. Nel 2014 arrivo nel National Trophy, quindi nel CIV e inizio ad appassionarmi alla velocità, da lì ho iniziato facendo da mangiare, poi c'era da andare in griglia, portare il carrello, vai a ritirare i tempi...
Sempre più "multitasking".
Piano piano mi sono inserita in quello che è il mondo di queste gare. Dopo qualche anno sono passata ad altri team, sempre con questo ruolo. Se c'era bisogno di montare il box si faceva, poi cavalletti, termocoperte, fare benzina se c'era da fare... Iniziavo anche a seguire i social dei team. Nel 2018, quando Francesco Ciacci, pilota del National, firma con DMR, approdo anche io nella squadra come sua assistente.
Inizia quindi una lunga avventura con questa squadra CIV.
Tempo una gara però e Valter [Durigon] mi dice che certo fare l'assistente di Ciacci, ma che lavoravo per lui. Ho poi scoperto che sia Valter che la sua compagna Monica [Stefanon] erano di Treviso, quindi del mio paese! Per noi, che facevamo il National ed eravamo acerbi a livello di vittorie, era il team Superbike, una squadra di perfetti sconosciuti, tranne Monica, che conoscevo di vista perché abbiamo lavorato nella stessa catena di supermercati. Ho iniziato così con loro, partendo il mercoledì per montare l'hospitality, cosa che faccio ancora oggi. Mi occupo anche ad inizio campionato di quelle che sono le iscrizioni dei piloti, poi di tesserare tutti i meccanici, dell'abbigliamento, penso poi anche agli ospiti in circuito... Tutte le cose di "contorno", diciamo così, mentre dell'aspetto tecnico si occupano Valter e un'altra persona.
Elisa e Monica Stefanon, CIV Vallelunga 2013
Sei diventata una persona importante per DMR.
Sì, Valter mi coinvolge sempre, sono al corrente delle cose, e per me è molto gratificante. Aiuta anche il fatto che abbiamo il reparto corse a Treviso e io abito lì vicino. In un weekend di gara, partiamo il mercoledì per montare la struttura, poi io mi occupo di andare a ritirare le buste, gli sticker, i trasponder, e dei social. La comunicazione la segue qualcun altro, visto che io non sono una giornalista né ho una formazione adatta. Mi sono appassionata di più all'aspetto pratico: il regolamento è diventato la mia Bibbia, me lo studio prima di ogni gara. Anche perché sono la persona che fa da tramite tra il team e la Federazione, come ad esempio nel caso delle verifiche tecniche.
Non solo, giusto?
L'aspetto che più mi piace è quello sportivo, quindi cercare di capire cosa può essere andato storto durante una qualifica o una gara, come mai una penalità... Da questa mia curiosità nel 2022 mi sono iscritta al corso per ufficiali di percorso al Mugello: volevo sapere anche dall'altra parte del muretto come vengono veicolate le informazioni. Mi è servito tantissimo! Le bandiere, i ritardi di gara, come vengono date le sanzioni... A volte non li sai interpretare, quindi ho voluto fare questo corso apposta per arricchimento personale e per avere una visione un po' più completa.
Hai mai fatto l'ufficiale di percorso?
Fisicamente non c'è stata l'occasione, nel 2022 sono rimasta incinta. Dal 2014 non ho mai saltato una gara, se non le due del periodo della nascita del mio bimbo. Ho comunque seguito da casa, anche se ammetto che non è fattibile seguire una squadra da remoto! Io devo stare nel box, mi piace tanto. E ho un po' questa mania di avere tutto sotto controllo, ma sempre a beneficio del team. Un esempio: non mi tornavano alcuni settori nelle qualifiche in notturna a Misano, alle dieci di sera sono andata dai cronometristi per vedere lo storico!
DMR Racing, CIV Superbike 2023
Per capire cosa non ha funzionato
Certe cose non le vediamo dal box, solo così mi sono accorta di una bandiera gialla e ho capito perché Alessandro [Delbianco] non aveva fatto il giro veloce nonostante i tempi di alcuni settori. Il pilota sa cos'è successo, ma per quando torna al box voglio avere già il riscontro.
Che rapporto hai con Alessandro Delbianco?
Non dico che sia il mio secondo figlio, ma quasi. Nel 2019 veniva dal Mondiale Superbike, un anno un po' funesto... Quando lo contattai a fine stagione per venire a correre con noi, dalle prime battute è diventato di famiglia, lo stesso vale per lui. Dal suo ritorno l'anno scorso s'è rivisto l'affiatamento con tutti i ragazzi del team. Stiamo facendo una bella stagione anche per quello, oltre all'aspetto tecnico: abbiamo veramente dei ragazzi bravissimi, visti i mezzi (la moto dell'anno scorso) e le risorse a disposizione. La parte più importante però l'ha messa Alessandro, mentalmente e fisicamente.
I piloti però dicono sempre che l'armonia in squadra fa già metà lavoro
Non posso chiamarlo lavoro, però è un compito che mi sono autoimposta: cercare di creare l'armonia. Ci sono stati anni con persone in conflitto tra di loro, tornavo a casa piangendo perché cercavo sempre di smorzare, ma era davvero pesante anche per me. Dall'anno scorso, come ho detto subito a Valter, sto tirando un sospiro di sollievo, perché non devo più badare a determinate cose. Dormiamo in otto in un camion, gli spazi comuni sono ristretti e bisogna cercare di andare d'accordo. Se loro stanno bene si lavora bene e si rende bene, che è l'obiettivo di tutti: questo vuol dire essere una squadra.
Specialmente in questa stagione CIV Superbike sembra ci sia quel qualcosa in più, o no?
Sì, quello però lo attribuisco tutto ad Alessandro. Ha cambiato il suo modo di allenarsi, anche per affrontare il caldo. Ad esempio, tra il Mugello e Vallelunga usciva tutti i giorni a l'una, sotto il sole, ad allenarsi. Negli anni scorsi magari si allenava in palestra, quest'anno ha cambiato, e ogni volta che si toglieva il casco non aveva una goccia di sudore! Per la Racing Night poi era da tre settimane che andava ad allenarsi di sera su un kartodromo per abituare gli occhi alla notte. L'Alessandro di quattro anni fa non le faceva queste cose.
Un cambiamento importante per l'attuale leader CIV Superbike.
La sua fortuna, glielo dico sempre, è stata sia quella di trovare Alessia [Tonini, anche lei pilota, ndr] che di aver trovato in Simone Saltarelli un fratello. Vive vicino a Senigallia e si allenano insieme, sono una spalla l'uno per l'altro. Il cambiamento c'è stato e noi siamo felici di questo. C'è poi anche il lato umano: ad esempio, in qualifica c'era stata un'incomprensione in pista con le bandiere blu, lui e Simone si sono anche toccati. Ha passato la serata in giro per il paddock a parlare con gli altri piloti, o a mandare messaggi, per spiegare cosa vogliono dire le bandiere blu, per chi sono. Alessandro è una persona estremamente umana, ha cura sia di sé che degli altri. Ma è anche molto genuino e trasparente, molto diretto, anche troppo, e a volte devo frenarlo! [risata]
Da mamma, vedresti mai tuo figlio pilota in futuro?
No. Sono tanti anni che sono dentro questo mondo e ne ho viste anche di brutte. Da mamma, per quanto io abbia la passione, cambia il mio metro, vedo le cose in maniera diversa. Può studiare, fare il telemetrista o il meccanico, che sarebbe anche molto gratificante!