Storie di Motoestate: Alessandro Costantino campione 1000 Open "Ci sono anche io!"

Storie di Moto
martedì, 05 novembre 2024 alle 10:59
alessandro costantino motoestate 1000 open
Il ritorno nella velocità ed il primo titolo in carriera. Un'annata indimenticabile per Alessandro Costantino, Classe 1997 da Semarate (Varese), che festeggia la vittoria nella categoria 1000 Open nel Motoestate. Il primo risultato importante in una carriera "travagliata" nelle moto, come lui stesso la definisce: anni di gare, alcune pause, le ripartenze... Non è mancato il pensiero di lasciar perdere, ma ha anche ammesso che "C'è troppa passione!" Quest'anno la nuova sfida: un bel salto con la Ducati V4 ed Atomico Racing Team per affrontare i Trofei Motoestate, un azzardo rivelatosi vincente. Tutte le emozioni di questo traguardo e la sua storia nella nostra intervista.

Alessandro Costantino, campione Motoestate in 1000 Open. Ci racconti la tua stagione?

È stata tosta e lunga, però veramente bella! È stato tutto abbastanza inaspettato, ero al debutto con la 1000, con Ducati... Un po' con tutto. Decisamente non ce l'aspettavamo, sono davvero contento, non avevo mai vinto nulla più di un interregionale. La mia ragazza ha pianto per circa 40 minuti! È stato molto, molto emozionante.

Pensare che avevi cambiato specialità... Un ritorno vincente nella velocità!

Ci ero rimasto fino al 2019, nel 2020 non ho corso, post Covid sono passato in Supermoto. Ho vinto il titolo interregionale nel 2022, mentre nel 2023 ho chiuso 5° nell'Italiano. In verità dovevo continuare lì anche quest'anno, ma quando si è presentata l'opportunità della velocità ho interrotto quel percorso. Devo ringraziare tutto il team Gazza Racing, Max e Vittoria in primis, per aver capito e avermi dato il benestare. Un salto nel buio, ma già dal primo test mi sono trovato bene.

Com'è arrivata questa occasione di tornare nella velocità?

A marzo io ho cominciato a fare l'istruttore per "Tutti pazzi per la pista". Un altro istruttore era amico di Atomico Racing, squadra che stava cercando un pilota e voleva provare qualcuno di nuovo. Mi ha detto di provare a fare un test per vedere se mi ricordavo come si faceva! [risata] Abbiamo provato con un Triumph 675 e sono andato bene. Inizialmente l'idea era di rimanere su una cosa simile, quindi fare una 600 col V2.

Quant'è stato "traumatico" il ritorno nella velocità?

La parte più traumatica è sicuramente la potenza! Oltre alla velocità. Il rapporto peso-potenza del motard è già abbastanza buono, e correndo in piste generalmente di un chilometro, quindi molto piccole, c'era tanto fisico. Quando sono tornato nella velocità ho visto appunto che fisicamente non ero impreparato, ma lo ero dal punto di vista dell'occhio, dei riflessi. Ho lavorato tanto sulla posizione in moto, che è totalmente diversa, e l'allenamento con un CBR mi ha dato una grossa mano.

Idea 600, invece eccoti in 1000. Cos'è successo?

Qualche settimana dopo Andrea Tomio [fondatore Atomico Racing] mi chiama dicendomi che il V2 l'ha stufato e se mi andava di buttarmi sul V4. Non ho saputo dirgli di no! Abbiamo fatto un test al volo con la moto ancora originale appena ritirata da Ducati. Ci siamo però conosciuti che era fine marzo ed a fine aprile c'era già la prima gara del Motoestate! Praticamente abbiamo fatto un test e poi siamo andati lì.

Debutti quindi nei Trofei Motoestate.

Siamo partiti con calma e ho fatto 4°, c'è stato poi un altro test e siamo andati a Cremona, dove abbiamo fatto podio! Da lì abbiamo cominciato a capire la moto e nelle gare successive siamo andati sempre a podio. Con le due vittorie di Varano sono passato in testa in campionato e nell'ultima a Cervesina mi bastava solo stare davanti al secondo nella generale. Ho chiuso 3° e abbiamo vinto il campionato.

C'è stato un momento della stagione in cui hai iniziato a credere che fosse possibile?

Fino a Cremona no, i primi due in particolare erano un filo più avanti, erano avanti di mezzo secondo o anche di più. Dopo il test a Magione abbiamo cominciato ad essere veloci, un bello step sia mio che della moto. In quel round ho chiuso sempre secondo dietro ad una wild card, quindi come se avessi fatto pole e avessi vinto, stavolta dando io un po' più di mezzo secondo a quei primi due in campionato. Abbiamo fatto il salto di qualità, ho capito che si poteva fare e da lì è cambiato tutto.

Tagli il traguardo, sei campione Motoestate in 1000 Open. Primo pensiero?

Quello di Cervesina è stato un weekend particolare. Per la prima volta abbiamo avuto un problema elettronico, di temperatura, che non mi ha permesso di fare nessun turno di libere e solo due giri in qualifica 1. In qualifica 2 poi pioveva... Sono quindi partito direttamente dalla gara, per buona parte della corsa ho tenuto l'occhio sulla temperatura, ma ha funzionato tutto e quando ho tagliato il traguardo è stata una liberazione! Alla fine tutto ha girato abbastanza bene, finalmente. In questi anni di motard ero andato forte, ma ancora non ero riuscito a concretizzare così in fretta.

A che punto sei come feeling con la Ducati?

Ancora non sono arrivato al livello del motard, dove ormai ero a mio agio. La recente wild card in Pirelli Cup a Misano mi ha fatto capire che ho ancora un po' di strada da fare dal punto di vista della velocità nel fare ogni cosa, ho dovuto fare tanto lavoro in poco tempo e senza fare veramente chilometri.

Quanto vale per te questo titolo Motoestate, il primo titolo nella tua carriera?

La mia è una carriera molto travagliata. Ho fatto un po' le minimoto, un po' l'Italiano Velocità, però mi sono dovuto sempre fermare per problemi di budget... Saltare così in sella ad un 1000 e vincere è un modo per dire "Io ci sono! Non ho ancora smesso, sto imparando, ma ci sono! Sono capace di vincere!" L'emozione principale è questa, ci siamo anche noi ed arriviamo dove dobbiamo arrivare.

Le gare, poi le pause, le ripartenze... Non è facile, giusto?

Purtroppo è un mondo molto, molto particolare. Ad esempio 17 anni ero sulla Supersport 600 del CIV, poi non ho corso per due anni, a 20 anni ho ricominciato con la 300... Prima nel 2014, ripartendo dopo uno stop dal 2011, ho fatto il Trofeo KTM Duke, nel 2018 ho fatto il Kawasaki Challenge con la Ninja 400. Nel 2019 ero nel CIV Supersport 300 con Yamaha, nel 2020 non ho corso... È stato tutto un saliscendi, con anni buchi in mezzo. La cosa difficile più che altro è adattarsi a quello che c'è. Sono passato al motard anche per cercare di non smettere: prima del 2021 quasi non sapevo cosa fosse. Sono partito da solo senza un team, nel 2022 ero con TM... Come detto, bisogna adattarsi a tutto.

Hai mai pensato di smettere definitivamente?

Ci ho pensato molte volte, nel 2020 in particolare. Quello è stato un anno abbastanza difficile, arrivavo dal CIV e mi trovavo improvvisamente a piedi. Mi è capitato parecchie volte di dirmi "Non è cosa", ma in verità c'è troppa passione! Quindi in qualche modo ho sempre cercato di fare qualcosa, ho colto ogni minima possibilità.

Quale consideri il momento peggiore della tua carriera?

Nei momenti peggiori non ci metto gli anni di pausa: ero solo fermo, non c'erano motivi di dubitare della mia velocità. Un momento brutto è stato il 2019, diciamo che mi sono fatto ingolosire dall'Italiano Velocità e non è andata bene, è stato un anno di sofferenza. Poi è arrivato il Covid... È stata tosta.

Il miglior momento invece?

Direi il primo anno col motard. Quest'anno è stato sicuramente fantastico perché sono riuscito a vincere il campionato, ma il 2021 è stato una rinascita, l'anno in cui ho dovuto letteralmente fare tutto da solo. Non avevo un'associazione sportiva, un furgone, una moto... Niente. A fine 2020 mi ero chiesto cosa potevo fare. Ho aperto la mia associazione sportiva, AC19 ASD, che tutt'ora gestisce i miei sponsor: Peugeot mi ha prestato un furgone, uno sponsor mi ha permesso di comprare un motard e con un mio amico siamo andati a correre. Era un campionato regionale, ma siamo andati così, pronti via e abbiamo vinto!

Sei un pilota-lavoratore, ci racconti cosa fai?

Non lavoro più a tempo pieno da nessuna parte, quest'anno mi sono dedicato ai corsi di guida, faccio l'istruttore. Col discorso di istruttore e gare non riesco a fare altro, sono queste le mie attività. In precedenza ne ho fatti di lavori! Negli ultimi anni ho lavorato principalmente in vari magazzini come magazziniere o mulettista, ho anche fatto un po' il meccanico in qualche concessionario, per diversi anni ho fatto il barista... Ho fatto parecchie cose.

Stagione Motoestate finita, adesso quali sono i programmi? E per il 2025?

Intanto recentemente abbiamo fatto un evento con Ducati Castellanza e Ducati Varese, i due concessionari che appoggiano Atomico Racing. Stiamo cercando poi di capire cosa farà Ducati l'anno prossimo con l'arrivo della nuova moto, adesso c'è l'EICMA... Le idee sono o il National Trophy o la Pirelli Cup, da decidere anche in base agli sponsor, e continuo con lo stesso team, non ho neanche cercato altro. Grazie ai social ho iniziato alcune collaborazioni con diversi partner, ad esempio Jetprime o Radial Clutch, e ho anche il supporto di un grosso gommista di Bergamo: in questo periodo parleremo per l'anno prossimo. Diciamo che dicembre sarà il momento chiave per impostare la prossima stagione.

Tornerai a correre anche nel motard o solo velocità?

Rimane tutto concentrato sulla velocità anche per questioni di budget. Mi piacerebbe molto fare una gara, se dovesse capitare non direi di no. La velocità però è la priorità al 100%. Nel frattempo continuerò con corsa, bicicletta, il solito allenamento, anche se calerò un po' per vari incontri. Vado poi spesso a Varese, c'è la pista Varese Motorsport gestita da alcuni miei amici, quindi faremo l'inverno con le pitbike: ci sarà il PitBike Winter Trophy con cinque gare, molto bello. Quest'inverno quindi sarà principalmente "botte sulle pitbike"! [risata]

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