Il diario di Alessandro Di Mario: "Eccomi, finalmente sono sul podio!"

Storie di Moto
di Alessandro Di Mario
venerdì, 17 luglio 2026 alle 12:00
Il diario di Alessandro Di Mario: qui è impegnato al Cavatappi di Laguna Seca
Il risultato più bello, il primo podio in carriera nel MotoAmerica Supersport, arriva a Laguna Seca, la pista dei campioni. Alessandro Di Mario, 17 anni, sta raccontando ai lettori di Corsedimoto la sua stagione d'esordio nella più importante serie Usa con la Ducati Panigale V2 del team Rahal. Ecco com'è andato il round disputato a Laguna Seca (California).
Per trovare la chiave di svolta di questa mia prima stagione nella Supersport del Motorsport bisogna tornare al round di Road America. In quel week end non era andata proprio come volevo io, ma ero riuscito a trovare finalmente la giusta posizione in sella. Quindi anche a trovare un setup ottimale per le mie caratteristiche di guida.

La Supersport, una scuola impegnativa

Trovare il giusto setting nelle Supersport attuali non è semplice, specialmente per un giovane che come me si trova per la prima volta davanti a certe problematiche. Queste moto sono dei semiprototipi. Oltre alle regolazioni standard delle sospensioni che tutti conosciamo, ci sono una miriade di parti aggiustabili. Ad esempio lunghezza ed altezza del forcellone che però, per complicare la vita, non sono indipendenti ma su un unico eccentrico 😊 Ci sono poi tante parti sostituibili, ad esempio il link del mono posteriore.
Con le esperienze maturate nei precedenti weekend di gara siamo arrivati a Laguna Seca con le idee ben chiare. Volevamo provare due differenti assetti, uno più standard ed uno più estremo ma pensato più per le mie caratteristiche di guida.
Già con il primo (quello più standard) ci siamo trovati abbastanza bene. Abbiamo fatto un sesto posto durante le prime prove ed un terzo posto nelle qualifiche 1. Nelle qualifiche 2 ci è mancata un po’ di confidenza ed anche di fortuna e siamo tornati al sesto posto iniziale, ma a soli 3 decimi dal terzo.

La partenza è il tallone d'Achille

Per Gara 1 non abbiamo voluto rischiare e siamo partiti con lo stesso assetto. Purtroppo in partenza, come ci capita troppo spesso, abbiamo perso tre posizioni e, pur con una bella rimonta, non siamo riusciti ad andare oltre il sesto posto. Già questo è stato un grande miglioramento, in quanto il passo di gara era buono per stare subito dietro ai primi tre.
Nel warmup della domenica abbiamo provato il secondo assetto, quello più estremo ma misurato sulle mie caratteristiche. E qui le cose sono cambiate. Il feeling con l’anteriore è diventato finalmente quello che desideravo e la mia confidenza è aumentata di pari passo.
Alessandro Di Mario: il primo podio non si scorda mai!

Il mio primo podio!

Pur facendo una buona partenza in Gara 2 ho perso due posizioni, anche perchè Yamaha partono veramente forte. Ma con una tattica aggressiva che mi ha permesso il ritrovato feeling con la moto, sono partito all’attacco e, dopo aver recuperato le due posizioni già a metà del primo giro, passo dopo passo (complice anche una caduta ed un ritiro tecnico), a metà gara sono riuscito ad agguantare la terza posizione che non ho lasciato più fino al traguardo. Così CONQUISTANDO IL MIO PRIMO PODIO IN SUPERSPORT!!
E farlo proprio a Laguna Seca, su una delle piste più iconiche e tecniche d'America, per me vale doppio.

Il pilota qui conta

Su questo tracciato il pilota conta tanto e l’emozione di affrontare il Cavatappi aggredendolo, è stata fantastica. Conquistare il mio primo podio in Supersport su una pista così speciale è qualcosa che difficilmente dimenticherò.
Il mio passo di gara è stato stupefacente. Meglio di me, di solo un paio di decimi, hanno fatto solo Josh Herrin e Darrin Binder. Il primo è una leggenda del MotoAmerica, il secondo è un pilota di ottimo livello con tanta esperienza fatta nel Motomondiale
Non mi illudo e so che ci saranno ancora alti e bassi. Ma io devo solo lavorare a testa bassa e fare tanti chilometri per sfruttare al meglio il setup trovato, recuperare quel piccolo gap che è ancora rimasto e migliorare le partenze, così da arrivare a giocarmi la vittoria. Incrociate le dita per me.

Grazie Ben Spies e tanti altri

Infine, ma non meno importante, questa volta vorrei ringraziare tutte le persone che mi stanno aiutando a crescere in questa mia prima avventura nel MotoAmerica Supersport. Ben Spies, il Team Ducati Rahal, il mio crew Brian, Dustin, Justin, Steve il telemetrista, Mike il tecnico Öhlins e tutti quelli che a vario titolo hanno lavorato per mettermi nella migliore condizione. Ma al primo posto i miei de sponsor principali, Roller Die + Forming e KYT Helmets.
Hanno tutti sempre creduto in me e mi hanno dato questa possibilità, aspettando che facessi le mie esperienze e senza mettermi alcuna pressione.
Ora testa bassa e lavorare per sfruttare al meglio i risultati raggiunti. Ci risentiamo a fine mese dopo la tappa a Mid-Ohio o forse prima, perchè ne ho di cose da raccontarvi...
-> Seguici anche su Instagram: @Corsedimoto

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading