Chili "Oggi la vittoria è passare più tempo possibile con mia moglie"

Storie di Moto
domenica, 06 ottobre 2024 alle 16:00
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Per tutti era semplicemente Frankie, altri lo chiamavano "Tigre" per la sua fame di vittorie o "Tonno" per le sue doti di guida sul bagnato. Pierfrancesco Chili è stato uno tra i piloti più amati. Prima dell'arrivo di Marco Melandri e Max Biaggi era l'italiano che aveva vinto più gare nel Mondiale Superbike. Non ha mai conquistato un titolo iridato ma ha regalato emozioni fortissime negli anni d'oro della serie più amata dagli appassionati. Terminata la sua carriera di pilota nel 2006 con all'attivo 17 vittorie e 61 podi complessivi, per un paio d'anni ha lavorato come commentatore televisivo poi come team team manager. Poi però è uscito completamente dal mondo del motociclismo e da qualche anno lotta contro il morbo di Parkinson.
"Mi ero stancato di stare dentro l'ambiente ma non trovare più le stesse emozioni, le stesse sensazioni di quando correvo - racconta Pierfrancesco Chili - Assieme a mio cugino Alessio Aldrovandi ho provato a mettere su una squadra, far correre dei piloti, hanno corso per noi pure Mattia Casadei, Stefano Manzi, Luca Marini, Fabio Di Giannantonio... Però io non provavo più le stesse sensazioni. Mi sono reso conto che mi stavo facendo del male ed ho deciso di lasciare. Sono rimasto comunque affezionato a tutti i piloti con cui ho collaborato. Sono passati da me tanti ragazzini e quando si ricordano di me mi fa un gran piacere".

Pierfrancesco Chili, qual è stata la tua vittoria più bella?

"Io ho avuto la fortuna di vivere uno dei più bei periodi del motociclismo. Quelli che sono venuti dopo di me diranno lo stesso della loro epoca. Quando correvo dicevo che la vittoria più bella sarebbe stata quella di domani".

Oggi?

"Adesso la vittoria per me è gestire due stabilimenti balneari, gli appartamenti che affitto in estate e passare più tempo possibile con mia moglie".

Dall'esterno, cosa ne pensi della Superbike di oggi?

"Sono soddisfattissimo della scelta di Toprak Razgatlioglu perché probabilmente alla BMW mancava qualcosa per poter vincere. Lui è un funambolo, uno che guida veramente al di sopra, non lascia respirare un attimo. Massimo rispetto per lui e gli auguro veramente una carriera lunga e proficua".

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