La
Yamaha YZF-R6 va in pensione, almeno al Mondiale, è il pensiero vola ai suoi esordi. La moto entrò in produzione nel 1999 e nello stesso anno si svolse la prima edizione del Trofeo Yamaha R6 Cup con il successo di Maurizio Gennari. Il trofeo riscosse subito un enorme successo. Le gare si svolgevano nell'ambito del Campionato Italiano Velocità, organizzato dal compianto Alberto Fantini e dall'intramontabile
Giuseppe Morri.
Costi alla portata
Il costi d'iscrizione erano piuttosto contenuti ma il montepremi era ottimo. A fine stagione il primo classificato si aggiudicava una R6, per il secondo ed il terzo c'erano notevoli premi in denaro. Erano presenti varie sottocategorie quindi era un trofeo ideale per tutti: per i giovani che sognavano un futuro da piloti ed anche per i più esperti. Nel 2000 vinse il campionato Paolo Bentivogli a cui seguirono Mirco Ferrini, Ermanno Rossi, Massimo Roccoli con il Team Bike Service e tanti altri.
Ascensore per il paradiso
Sebastiano Zerbo vinse il Trofeo R6 Cup per tre volte. Tra i trionfatori anche Cristiano Erbacci e Riccardo Russo. Alcuni pur, non vincendo il trofeo, riuscirono comunque farsi notare. Su tutti Danilo Petrucci, ma anche
Luca Salvadori all'esordio nel motociclismo e Roberto Tamburini che, chiusa la parentesi nel Motomondiale 125, ripartì della R6 Cup per arrivare poi fino al Mondiale Superbike.
La livrea della R6 nel corso delle varie stagioni cambiò: prima bianca e rossa, poi gialla bianca e nera, poi blu e bianca...
L'organizzazione era impeccabile, per certi aspetti estremamente moderna con eventi-show, il coinvolgimento di aziende importanti come Metzeler, testimonial famosi ed una straordinaria copertura mediatica per l'epoca. Ed è così che il Trofeo
Yamaha R6 Cup nel 2006 superò i 150 iscritti e anche negli anni successivi aveva tantissimi partecipanti. Il livello era molto alto: già essere tra i primi 35 era un successo. Il trofeo era estremamente formativo e dava a tutti la possibilità di sognare. Chi non aveva particolari disponibilità economiche con qualche sacrificio poteva comunque riuscire ad iscriversi, mostrare il proprio talento e sperare di far carriera anche senza un grande budget. Altri tempi.