Parla Marco Melandri “Ducati sa che posso tornare a vincere”

Parla Marco Melandri “Ducati sa che posso tornare a vincere”

Ecco l’ntervista esclusiva al neoacquisto della Ducati Superbike pubblicata domenica 7 agosto da La Gazzetta dello Sport

Alla Superbike del dopo Max Biaggi mancava il pilota da copertina, il personaggio che entusiasma e divide. E’ bastato che Marco Melandri rispuntasse un pomeriggio d’agosto su un pista deserta, da solo, in sella ad una Ducati stradale, per riaccendere la scintilla. Tagliato dall’Aprilia per scarso rendimento a metà MotoGP, tredici mesi dopo Marco riemerge con la Rossa per puntare al Mondiale Superbike che a Bologna aspettano da sei anni e Marco da sempre. Ha firmato per un anno, con opzione di rinnovo a favore dell’azienda. Oggi Melandri compie 34 anni.

“Ducati è la moto che mi fa sognare. Ho viaggiato con lei tante notti con la mente, è l’inizio di una nuova storia”.

Tredici mesi senza corse. Com’è stare a casa per un campione?

“Prima o poi sai che la carriera finisce, ma così era un epilogo anomalo, brutto. Colpa di scelte sbagliate, non mie. Avevo dentro tanto male”.

Melandri con la Ducati stradale ad Adria
Melandri con la Ducati stradale ad Adria

Com’è nata la storia con la Ducati?

“Ne parlavamo da me mesi ma quando mi hanno chiamato ero incredulo. Credo che le mie statistiche in Superbike siano state convincenti. Sanno che posso fare bene, io l’ho sempre saputo”.

Melandri in Yamaha, con la BMW perfino con Kawasaki privata. Quanto c’era di vero nel valzer di mercato?

Il progetto più concreto era andare in Kawasaki con la squadra di Manuel Puccetti, una bravissima persona. Stava lavorando per mettere in piedi un progetto interessante. Ma la Ducati è stato un richiamo irresistibile. Ho seguito istinto e cuore”.

Come si riparte dopo uno stop così lungo?

“Stare fermo mi ha fatto riflettere, ho cercato di indagare i miei punti deboli, di risolverli. Fisicamente sono a posto, non ho mai smesso di allenarmi perchè aspettavo una nuova opportunità, anche se essendo realista a volte mi demoralizzavo”.

La Ducati non vince dal 2011 e la Panigale è senza titoli. Dubbi?

“Salirò in moto senza pregiudizi, da fuori è difficile capire a che punto stanno. Chaz Davies in alcune giornate è imbattibile, altre volte arriva dietro ma è molto vicino”.

Marco Melandri 34 anni oggi
Marco Melandri 34 anni oggi

E’ vero che non guardava più le corse neanche in TV?

“Ho ricominciato quando avevo qualcosa di concreto in mano. Prima no, volevo staccare la spina. Guardare gli altri era una grande sofferenza: sapevo che avrei potuto esserci e dire la mia, invece ero seduto su un divano”.

Melandri è già stato con Ducati in MotoGP 2008. Casey Stoner vinceva, lei finì dallo psicologo. Il passato può pesare?

“Ritorno a mentre sgombra. E’ un altro campionato, ci sono ingegneri diversi, il team manager (Serafino Foti, ndr) ha già lavorato con me e sa come prendermi. Trovo la squadra già fatta ma avrei preso esattamente le stesse persone. E’ gente che mi capisce.”

Quanto conta aver ritrovato il direttore corse Luigi Dall’Igna?

“Ci siamo inseguiti da quando approdai in Superbike con Yamaha, nel 2011. Sono andato in Aprilia nel 2014 proprio per lavorare con lui. Purtroppo a fine stagione lasciò l’azienda, fosse rimasto non sarei finito nell’abisso. Adesso si riparte. Abbiamo entrambi un conto aperto con il destino”.

Ritrova anche Chaz Davies con lei già in BMW 2013. Compagno o nemico?

“Avrà lo stesso trattamento tecnico e il primo obbiettivo sarà stargli davanti. E’ un bravo ragazzo, non ci siamo mai pestati i piedi. In pista è normale che ci sia battaglia”.

Lei ha già vinto con Yamaha, BMW e Aprilia. Con la Ducati sarà la sfida più dura?

“Questa è la Sfida, con la S maiuscola. Sento che là fuori pochi credono ancora in me, sono ancora più motivato di prima. Voglio prendermi quello che ho lasciato per strada, ho perso dei Mondiali che potevo vincere. Adesso ho testa solo una cosa: riportare la Rossa davanti“.

In Ducati arriva anche Jorge Lorenzo. Chi rischia di più, tra i due?

“Ci sono dei punti di contatto, anche lui si rimette in gioco per dimostrare che vincere con la Ducati si può. In Ducati c’è grande entusiasmo per l’arrivo di Jorge, se i nostri fratelli MotoGP andranno bene per noi in Superbike sarà positivo, significherà meno problemi e più scambio di informazioni”.

Torna sotto i riflettori anche l’avvenente compagna Manuela. E adesso non è sola….

“La piccola Martina (due anni, ndr) mi fa bene alla testa, la guardo e dimentico il male. Verranno alle gare, sono le mie tifose super.>>

Video La prima volta di Melandri sulla Ducati Superbike

Il primo test con la Ducati stradale

Le date dei prossimi test Melandri-Ducati

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