MotoGP: Dani Pedrosa, un uomo in fuga?

MotoGP: Dani Pedrosa, un uomo in fuga?

Perchè lo spagnolo è andato così male ad Assen? L’operazione Petronas Yamaha non lo convince? Intanto spuntano alternative

di Massimiliano Garavini
AUSTIN, TX - APRIL 20: Dani Pedrosa of Spain and Repsol Honda Team prepares to start in box during the MotoGp Red Bull U.S. Grand Prix of The Americas - Free Practice at Circuit of The Americas on April 20, 2018 in Austin, Texas. (Photo by Mirco Lazzari gp/Bongarts/Getty Images)

La gara opaca di Dani Pedrosa ad Assen, quindicesimo al traguardo a sedici secondi dal vincitore – il compagno di squadra Marc Marquez – dietro persino alle due Aprilia di Aleix Espargarò e Scott Redding, ha innescato una serie di polemiche. Soprattutto in Spagna, dove il pilota catalano è molto amato, ma pure contestato. La prestazione del #26 ha scatenato i complottisti, provocando come effetto collaterale una rissa a colpi di tweets tra giornalisti. Il commento del pequeniño «ho troppi pensieri per la testa, non è facile svolgere un compito come quello di guidare una MotoGP quando in mente ti si affollano altre cose» arriva al termine di settimane fatte di attese disattese, di conferenze che dovevano annunciare grandi novità, sempre rimandate sine die. Un logoramento.

MOTIVAZIONE – Ad aumentare la confusione del #26 ci si mette pure Marquez, che in Olanda ha dichiarato: «Dani sta vivendo una situazione davvero difficile. Assen era inoltre il peggior tracciato per lui, a causa della sua morfologia. Ma soprattutto, per guidare una Honda, devi essere molto motivato ad andare veloce  .La  nostra moto si muove sempre, ci vuole un certo coraggio per portarla al miglior livello, ma ciò che è positivo in questo è che è il pilota che fa la differenza». Il campione del mondo non intendeva certo infierire su Pedrosa, quanto piuttosto “avvisare” il futuro compagno di squadra, Jorge Lorenzo, ma di sicuro il messaggio non deve essere stato ignorato. Mentre Alberto Puig celebrava il campione del mondo «la vittoria di Assen avviene quando c’è un pilota speciale», snobbando quasi completamente il pilota di Sabadell, Pedrosa se andava in fretta e furia da Assen.

FUGA – Come riportato da El Periodico, Dani non si è prestato alle domande dei giornalisti, preferendo affidare a un portavoce una breve dichiarazione registrata. Va detto che il catalano non è mai stato un uomo da paddock: è uno che preferisce il ritiro silenzioso alla vita del circus del motomondiale. Pedrosa quindi è un uomo in fuga. Da chi, o da cosa? Prima di tutto da Puig e dagli uomini forti di Honda, che lo hanno defenestrato senza tanti complimenti; poi da una scelta, che sembra turbarlo alquanto: l’opzione Yamaha-Petronas, benedetta da Dorna e apprezzata da Iwata, evidentemente non gli appare ancora del tutto perfezionata. Ciò che sembrava dato per scontato, in realtà è piuttosto nebuloso. Lin Jarvis, intervistato dal giornale spagnolo Marca, ha ammesso che «è normale che Pedrosa abbia qualche dubbio. Se gli avessimo offerto una moto ufficiale nel Team Factory, avrebbe già firmato con noi da tempo. Io spero in ogni caso che lo faccia, cioè che firmi con noi e mi pare normale che il suo ingaggio non avvenga in maniera così rapida come quello di Lorenzo con Honda. Non so ancora quale sia esattamente la moto che avrà, però so che disporrà di una moto competitiva».

DUBBI – Ecco forse spiegati i dubbi del pilota; il passaggio in Yamaha è stato pompato, senza preoccuparsi di garantire a Dani che tutte le sue richieste avrebbero ottenuto soddisfazione. Perché i dettagli dell’operazione Petronas-SIC Racing non sembrano ancora stabiliti con precisione. Con che tipo di moto scenderebbe in pista? Dopo essere stato una bandiera della Honda per sedici anni, sempre su mezzi ufficiali, perché dovrebbe accettare una posizione da pilota “quasi-factory”, senza neppure conoscere la futura composizione della squadra?

MANCATO RISPETTO – Che la situazione sia delicata lo conferma il giornalista spagnolo Diego Lacave su www.moto1pro.com : «sembra che ci sia una mancanza di rispetto nei confronti di Dani Pedrosa , quando non una vera e propria e intenzione di provocargli un danno tale da causare il suo ritiro dalle competizioni (che è ancora un’opzione valida fino a chenon c’è un annuncio ufficiale) il prima possibile». Quali sarebbero dunque per Dani le alternative a una Yamaha M1 simil – ma non uguale – ufficiale? Il ritiro, certamente, ma anche la “terza via”, come suggerito da Emilio Perez de Rozas : «Pedrosa potrebbe decidere di diventare il collaudatore dell’austriaca KTM , la cui offerta è pure sul tavolo. Inoltre, se decidesse per il ‘no’ alla Petronas, Pedrosa avrebbe imposto come condizione a KTM, di non fare da wild card in tre, quattro o cinque Gran Premi nella prossima stagione, assecondando la volontà dell’appassionato proprietario Stefan Pierer. Pedrosa accetterebbe quindi di essere un collaudatore, ma quello che non desidera è rischiare nuovi infortuni, visto che ha già sofferto abbastanza durante la sua lunga e fortunata carriera».

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