Superbike, Sacchetti: "Go Eleven-Iannone sfida vinta. Rinnovo? Ecco la situazione"

Superbike
martedì, 01 ottobre 2024 alle 19:33
andrea iannone go eleven sacchetti
Ad Aragon il team Go Eleven ha vissuto un weekend meraviglioso. Andrea Iannone ha vinto Gara 1 ed è arrivato quarto nelle successive manche. Per il pilota abruzzese un trionfo speciale. Non solo perché è il primo in Superbike e il primo a distanza di oltre otto anni dall'ultimo conquistato in MotoGP, ma anche perché arriva dopo aver vissuto un periodo difficile. Una vera liberazione essere risalito sul gradino più alto del podio. Di tutto questo abbiamo parlato con Denis Sacchetti, team manager della squadra Go Eleven.

Superbike, Iannone e Go Eleven in trionfo: l'intervista a Sacchetti

Denis, raccontaci le emozioni che avete vissuto sabato con la vittoria di Iannone.
"L'emozione è stata fortissima. A un team privato non capita tutti i giorni di vincere una gara, questa per noi è la seconda. Quella con Andrea ha un valore speciale, perché lui viene da un lungo periodo in cui ha sofferto e si è messo in gioco in prima persona. Noi abbiamo seguito il suo percorso di rientro, abbiamo accolto la sua sfida e lo abbiamo accompagnato fino ad arrivare a questo successo, che è il simbolo della vittoria della sfida che abbiamo deciso di fare assieme. Non è solo la vittoria di una gara. Non era facile per Andrea dopo tutto quello che ha passato. Io sono stato pilota e magari posso capire più di altri i suoi stati d'animo e le sue emozioni. Quando ha tagliato il traguardo, avevo gli occhi lucidi per due motivi: innanzitutto perché ero contento per il team e poi perché ero strafelice per lui. Si è preso veramente la vittoria della vita, come ha detto Iannone stesso".
Una soddisfazione enorme per tutti gli uomini di Go Eleven.
"Per la squadra è stato un anno impegnativo, tutti lavorano al massimo e ad Aragon sono stati impeccabili, come sempre. Sono felice anche per loro, se lo meritano tutti e li ringrazio. È merito di tutti se è arrivato questo risultato. Ma non dobbiamo fermarci qui, dobbiamo cercare di avere più costanza. Abbiamo ancora due round e soprattutto a Jerez, pista che conosce, Iannone può fare bene. Durante la stagione abbiamo avuto qualche alto e basso, però è normale con un pilota che rientra dopo anni e non conosce campionato, moto, gomme, squadra e alcuni circuiti. Speriamo di fare un bel finale".
Come avete festeggiato il trionfo di Gara 1 ad Aragon?
"Abbiamo festeggiato fino a sera, anche troppo. Secondo me ora sono un po' malato perché Andrea mi ha lavato con lo spumante, poi correndo su e giù per le interviste e il resto mi sono bagattato! Abbiamo fatto festa in hospitality, ma abbiamo anche dovuto andare a dormire presto, perché comunque domenica c'erano altre due gare da correre. Nei prossimi giorni troveremo un attimo per festeggiare per bene".
A che punto è la trattativa per il rinnovo di Andrea?
"Ne stiamo parlando in modo abbastanza frequente e stiamo cercando di ottenere le migliori condizioni possibili sia per noi che per lui. Spero che nel giro di pochi giorni arriveremo a una soluzione definitiva. Ci stiamo lavorando e speriamo di riuscirci. Insieme stiamo bene, lavoriamo bene, c'è fiducia reciproca e il clima è ottimo, altrimenti i risultati non arriverebbero. Ci piacerebbe proseguire questo progetto insieme".
C'è più un problema di carattere economico oppure tecnico?
"Le trattative sono sempre un mix di fattori. Devi far tornare la massima condizione tecnica in relazione con ciò che un team privato può fare. Noi siamo i primi a volere il massimo. Quest'anno avevamo un bel pacchetto tecnico, non c'erano altri team privati con un pacchetto come il nostro. Ovviamente, l'obiettivo è avere sempre di più e con Ducati lavoriamo anche su questo. Quando si fa un contratto, ci sono tante cose sul piatto, non è solo una questione pacchetto tecnico-soldi. Stiamo cercando di mettere tutto assieme. Comunque il discorso economico non è il limite in questo momento".
Su quali aspetti tecnici Iannone chiede più interventi?
"Lui viene dalla MotoGP, in cui ha lavorato con dei team ufficiali come quelli Ducati, Suzuki e Aprilia. È abituato ad avere alle spalle una squadra di lavoro a livello di casa costruttrice, soprattutto per quanto riguarda l'elettronica; si lavora su tantissimi aspetti e questo è quello che un po' gli manca. Quando sei abituato a lavorare con un gruppo di ingegneri della casa costruttrice sullo sviluppo di un pacchetto elettronico e hai delle aperture molto importanti, è difficile quando poi sei un team privato Superbike che ha un raggio di azione più piccolo. Lavoriamo con Ducati per potergli dare qualcosa in più".

SBK, serve un regolamento stabile per il futuro

Parlando invece del regolamento tecnico attuale del Mondiale Superbike, che opinione hai?
"Io non credo molto nei regolamenti troppo complessi, perché questi hanno bisogno di essere rivisti e modificati continuamente. Questo non crea stabilità, soprattutto agli investimenti della squadre. Oggi la Superbike ha uno sviluppo tecnologico importante e un po' lontano da quelle che sono le moto di serie. Sportivamente è bellissimo, perché scoprire nuove soluzioni è il motivo per cui si fanno le corse, altrimenti per le case costruttrici non avrebbe senso investire. Dall'altra parte, c'è un campionato con costi molto importanti. La cosa più bella per lo sport è quella di creare un regolamento stabile per tanti anni, poi vinca il più forte e il più bravo. Gli altri devono essere stimolati a migliorare. Se cambi le regole di continuo, rischi di creare sempre dei dubbi. Ad esempio, abbiamo avuto Bautista con la questione peso, ora Razgatlioglu-BMW con le super concessioni...".
È già stato annunciato che ci sarà un nuovo cambiamento delle regole in futuro, per rendere meno veloci le Superbike e mantenere un certo gap dalle MotoGP. Avete già avuto delle indicazioni precise in merito?
"Si sta parlando di ridurre la quantità di benzina che viene immessa nella camera di combustione. Credo che questo verrà provato nei prossimi test, con l'obiettivo di avere sempre una erogazione lineare senza rinunciare troppo alla potenza. Magari servirà lavorare di più su giri motore, mappe di coppia e altri aspetti. Ma, fatta una regola, ciò spingerà gli ingegneri a trovare una soluzione per non perdere prestazioni. Questo vuol dire lavoro e vuol dire costi. Per questo dico che la stabilità dei regolamenti è fondamentali. Spesso di fanno regole per ridurre la velocità, poi ogni anno andiamo più forte e facciamo nuovi record sulle piste. E senza che Pirelli ci porti delle gomme speciali...".
Foto: Go Eleven

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