Superbike Magny Cours, Prove 2: Ducati prende slancio, ma occhio a Toprak

Superbike
venerdì, 05 settembre 2025 alle 15:54
bulega
Il fenomeno Toprak Razgatlioglu prepara un'altra possente spallata alla Superbike ma Nicolò Bulega intanto chiude al comando le prove del venerdi. E' una boccata d'ossigeno per le aspirazioni della Ducati ma occhio all'asso della BMW: velocissimo al mattino, ancor più imprendibile nella sessione pomeridiana, la più indicativa in ottica gare lunghe. Il cronometro brilla sul giro secco, ma ancora meglio il passo: Toprak ha fatto 1'35"860, due decimi sotto il primato ufficiale, nel bel mezzo di una simulazione lunga sedici giri. Impressionante. Nella girandola finale con gomme nuove però Bulega ha preso il volo: 1'35"428, nuovo primato assoluto per la Superbike sul toboga di Magny Cours. Quanto conta questa prestazione e soprattutto quanto è indicativa la quarta posizione finale di Toprak?

Nicolò Bulega si interroga

La domanda frullerà sicuramente nella mente dell'inseguitore, il nostro Nicolò Bulega. La Ducati che spadroneggia in MotoGP, qui rincorre. Toprak ne ha vinte nove di fila, cioè undici delle ultime dodici: dopo un inizio un pò balbettante, il campione in carica ha riacceso il turbo ristabilendo le distanze dal binomio italiano. Durante le prove di giornata Bulega ha parlato fitto fitto con la sua squadra, in cerca di quel click che possa cambiare l'inerzia di questo round e del finale di stagione. Mancano 4 round, cioè dodici gare, ma i 26 punti di vantaggio del capofila sembrano una montagna ripidissima da scalare. La prestazione finale però forse è un segnale di riscossa. Intanto, se non altro, è apparecchiato un sabato al alta tensione: non era scontato, visto il potenziale di Toprak.

Il marziano Superbike si può battere?

Qui in Francia Razgatlioglu ha vinto otto volte, inclusa la prima volta assoluta con la Kawasaki Puccetti nel 2019. Ma con la BMW non ha mai gareggiato, perchè il fine settimana di un anno fa si concluse rovinosamente contro il muro della curva del Liceo. Un terribile schianto che avrebbe potuto costargli carissimo, invece anche costretto saltare due round (Francia e Cremona) il Mondiale non era comunque sfuggito. E come lo batti un campionissimo così?

Honda più benzina, stessi risultati

In base alla complicatissima formula di bilanciamento di prestazioni, da questa tappa di Magny Cours la Honda HRC ha avuto in concessione un chilo/ora di benzina in più. Ma Xavi Vierge è rovinosamente caduto in inizio turno, parcheggiando la CBR-RR in ottava posizione. Qui non corre Iker Lecuona, sempre infortunato e già destinato alla Ducati ufficiale '26. Nella combinata del venerdi davanti al Cannibale ci sono anche Sam Lowes, sempre abilissimo nel giro secco, e la Yamaha di Andrea Locatelli. Con la stessa R1 si rivede in posizioni nobili anche il Jonathan Rea, settimo. La decisione di uscire di scena, fra un mese, gli ha dato serenità?

Andrea Iannone missione disperata

Intanto nel paddock il manager Gelete Nieto sta cercando di mettere insieme il puzzle del futuro di Andrea Iannone. In rotta con Go Eleven Ducati, l'attuale squadra, l'ex MotoGP al momento non ha offerte per il 2026. Incredibilmente non figura nella lista di Yamaha, Honda e BMW, tre costruttori ancora in cerca di un pilota ufficiale per l'anno prossimo. Lo staff di Andrea Iannone sta cercando di creare un team personale, ma pare un'impresa difficilissima da realizzare. Non tanto per motivi finanziari, visto che Iannone già nei due anni precedenti ha pesantemente contribuito al budget di Go Eleven, per cui disporrebbe di una notevole sponsorship. Ma piuttosto per motivi tecnici: bisogna trovare la moto e mettere insieme un pool di tecnici all'altezza di un pilota ex top class, per cui esigente per definizione. Il tempo stringe e l'eventualità che Iannone possa uscire di scena non è da scartare a priori. In queste prove Iannone è anche scivolato, senza danni: piove sul bagnato.
Foto: Silvio Tosseghini

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