I prossimi saranno gli ultimi quattro round nel Mondiale Superbike per Jonathan Rea, che recentemente ha annunciato il proprio ritiro per fine 2025. Dopo due stagioni travagliate con la Yamaha non ha trovato una buona sistemazione per il 2026 e ha preferito farsi da parte. Scelta comprensibile: è un sei volte campione del mondo. Ovviamente, rimane il dispiacere di non averlo visto competitivo nell'ultimo biennio, caratterizzato anche da infortuni che lo hanno indubbiamente condizionato.
Superbike Magny-Cours, Rea commenta il ritiro
In una conferenza stampa a Magny-Cours, sede del prossimo round del Mondiale Superbike, l'attuale pilota del team Pata Maxus Yamaha ha spiegato quando ha deciso di ritirarsi: "Dopo Balaton c'è stato un momento in cui ho condiviso un bicchiere di vino con mia moglie a casa e ho deciso. Ma è qualcosa a cui pensavo da molto tempo. Era il momento. C'è stata una combinazione di più fattori. All'inizio della scorsa stagione ho avuto due grosse cadute a Phillip Island, hanno danneggiato la mia fiducia e anche il mio corpo. Ho ripetuto la stessa caduta quest'anno e ho subito un grande infortunio".
Rea ha avuto infortuni che gli hanno complicato le ultime stagioni ed è arrivato a un punto nel quale ha capito che non vale più la pena proseguire la sua carriera nel WorldSBK: "Ho lavorato duramente per tornare al 100%. Anche se riesco a guidare, ho ancora dolore al piede sinistro. A Most nella FP1 sono stato uno dei piloti caduti, ricordo di aver visto la moto che mi veniva incontro e ho pensato: 'Cosa sto facendo?'. Ora è meno emozionante andare alle gare che restare a casa. È stata una decisione dura e coraggiosa quella di dire basta, però era quella giusta per me. Dopo Balaton ho deciso di mettere un punto, era abbastanza per me".
SBK, una scelta "facile" per Jonathan
Il pilota nord-irlandese è appagato dal tipo di carriera che ha avuto in Superbike e di conseguenza non soffre troppo per la scelta che ha preso: "È stata una decisione facile da prendere, considerando il successo che ho avuto nella mia carriera. Non sono arrabbiato, non sono frustrato, ho vinto più di quanto avrei mai sognato. Questo ha reso la scelta più semplice. Ovviamente, la mancanza di competitività è stata un fattore, perché soprattutto quando invecchi è un grande sacrificio riuscire ad essere competitivi".
Jonathan ha ottenuto di tutto e di più in questi anni nel WorldSBK, compresa una vita privata fantastica con una moglie e due figli: "Ho una bella vita fuori dalla pista - spiega - e quando il sacrificio non vale più la pena... Parlo di appagamento, perché ero arrivato in cima e ora sento di non aver raggiunto quel potenziale. Così diventa facile prendere questa decisione. Ora mi sento più leggero, non mi ritiro amareggiato o arrabbiato".
Rea wild card in Superbike?
Parlando del suo futuro e anche di una eventuale wild card in Superbike, Rea ha confermato che l'intenzione di continuare a correre c'è, però non sa a quali discipline si dedicherà: "Cosa succederà dopo il ritiro è ancora un mistero per me. Ci sono alcune opportunità, ho la passione per le corse. Nell'annuncio ho specificato che mi ritirerò dalle corse a tempo pieno, perché sicuramente correrò in futuro, magari qualche gara locale di motocross o altre gare locali. Ho voglia di continuare a fare qualcosa e di essere coinvolto. Continuerò ad andare in moto, ma non so se magari sarà motocross, offroad o enduro. Vedremo".
Interpellato sui dialoghi avuti con Marco Barbabò per un possibile passaggio nel Barni Spark Racing Team, dove invece correrà Alvaro Bautista, il sei volte iridato SBK si è così espresso: "Ho parlato con diversi costruttori e team, niente mi ha entusiasmato e niente mi ha fatto pensare che sarei stato super competitivo. Credo che le informazioni che ho ricevuto io e quelle che sono state date siano diverse".