Superbike, il difficile cammino di Oliver Bayliss: il peso del cognome

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venerdì, 19 settembre 2025 alle 14:00
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Spesso cognome non basta, anzi, talvolta è un fardello pesantissimo. In Formula Uno ogni tanto capita che qualche figlio d'arte riesca a sfondare. Damon Hill vinse il Mondiale circa trent'anni dopo il titoli iridati di suo padre Graham. Jacques Villeneuve si dimostrò un degno erede di Gilles senza dimenticare Max Verstappen, nettamente più forte di suo padre Jos. Ci sono stati però anche casi come Mick Schumacher che non ha ereditato il talento del suo leggendario papà. Nel motociclismo su pista, Valentino Rossi, figlio di Graziano, ha scritto la storia. Remy Gardner, erede di Wayne Gardner (campione del mondo 500 nel 1987) ha vinto il Mondiale Moto2 nel 2021, è stato in MotoGP ed è protagonista in Superbike. Nicolò Bulega ha trionfato nel Mondiale Supersport e da un paio d'anni è ai vertici assoluti della SBK: suo padre Davide è un ex Campione Europeo ed ex pilota del Motomondiale. C'è però anche chi non brilla. E' il caso di Oliver Bayliss.
Suo padre, Troy Bayliss, è una vera leggenda delle due ruote, simbolo della Superbike. Con il suo stile aggressivo e spettacolare ha conquistato tre titoli iridati (2001, 2006, 2008), entrando di diritto nella storia della Ducati. Troy Bayliss era un pilota velocissimo e carismatico, estremamente amato dal pubblico.

Oliver Bayliss: i paragoni ingombranti con suo padre, leggenda della Superbike

Quando suo figlio Oliver, per tutti Oli, ha iniziato a gareggiare nel Mondiale Supersport tanti si aspettavano facesse faville. Nel campionato australiano era andato forte e molti speravano che rinverdisse i fasti di suo padre. Invece no. Probabilmente è arrivato in Supersport quando era ancora troppo acerbo: aveva appena 18 anni. Nonostante suo padre lo proteggesse ha avuto pressioni enormi.
Nelle sue prime stagioni è stato frenato da una serie d'infortuni ed ha dovuto saltare varie gare. Nel 2022 ha gareggiato con la con la Ducati del team Barni Racing ed suo miglior piazzamento stagionale è stato il sesto posto in gara-2 all' Estoril. Nel 2023 ha corso con il D34G e sono state più le gare nelle quali è stato assente per infortunio che quelle in cui è sceso in pista. Il miglior piazzamento è stato un ottavo posto. Davide Giugliano gli ha rinnovato la fiducia. Nel 2024 l’australiano è migliorato rispetto al 2023, con un quinto posto in Gara 1 a Phillip Island come miglior risultato. Oliver Bayliss ha terminato poi il campionato al 14esimo posto.

Supersport, da Ducati a Triumph ma con risultati analoghi

In questa stagione corre con il team PTR Triumph Factory Racing, è al suo quarto anno nel Mondiale Supersport. L'esperienza non gli manca ma i risultati tardano ad arrivare. La moto non sarà la migliore della griglia ma il suo compagno di squadra, Tom Booth-Amos, è terzo in classifica iridata con una vittoria ed otto podi complessivi in bacheca. Oliver Bayliss è undicesimo, con 138 punti in meno del pilota inglese. L'australiano non è mai salito sul podio anche se c'è andato vicino in gara-2 al Balaton dove si è classificato quarto, suo miglior risultato in carriera nel paddock della Superbike. Bayliss Jr è ancora molto giovane e chiaramente ha il futuro dalla sua parte ma deve invertire la tendenza al più presto.

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