Il pilota ternano non ha impressionato nel giorno 1 di test Superbike in Australia, però predica calma: è fiducioso di migliorare martedì.
Uno dei piloti più attesi del 2026 è sicuramente
Danilo Petrucci, che per la prima volta guida per un team ufficiale del Mondiale SBK. Dopo gli anni sulla Ducati Panigale V4 R della squadra Barni Spark, è approdato nel box ROKiT BMW Motorrad e ha tante cose da imparare. La M 1000 RR è una moto molto differente da quella a cui era abituato, di conseguenza gli serve tempo per adattarsi ed essere competitivo. Nella prima giornata di test a Phillip Island si è classificato quattordicesimo a 1"3 dal leader,
Nicolò Bulega: un gap grande, ma è presto per le sentenze definitive.
Superbike, Test Phillip Island: Petrucci non fa drammi
Nonostante non sia riuscito neppure a chiudere in top 10, Petrux non è affatto preoccupato della sua situazione, considerata non così anormale avendo ancora poca esperienza con la M 1000 RR: "È stata una buona giornata - ha dichiarato a Speedweek - Stamattina mi sono trovato in una situazione difficile perché sono arrivato su una pista dove conosco i punti di riferimento e come dovrei guidare. Ma il modo in cui vorrei guidare non è il modo in cui questa moto vuole essere guidata. Non avevamo ancora una base su cui costruire. A causa del mio stile di guida e della mia corporatura, ho sempre bisogno di qualcosa di speciale. Niente di folle, ma qualcosa che mi faccia sentire a mio agio sulla moto. Stamattina non eravamo in quella finestra, quindi abbiamo discusso su cosa dovevamo fare".
I riferimenti utilizzati con la Ducati non valgono con la BMW, Petrucci e il team hanno dovuto lavorare per trovare delle soluzioni che lo rendessero maggiormente efficace alla guida: "Nella sessione del pomeriggio - spiega - sono riuscito a migliorare di un secondo solo nel primo giro. Siamo ancora a un secondo di distanza, ma ora abbiamo una base su cui lavorare. Stamattina abbiamo navigato alla cieca. Devo capire di cosa ha bisogno la moto e la squadra deve imparare cosa mi serve per essere veloce. Ecco perché è stata una buona giornata: sappiamo in quale direzione dobbiamo lavorare. La squadra si è avventurata in aree in cui non era mai stata prima".
SBK, Petrux: feeling con il team BMW
Il pilota umbro è soddisfatto di come sta lavorando assieme al team ROKiT BMW Motorrad, che sta seguendo le sue indicazioni per cercare di metterlo a suo agio sulla M 1000 RR: "Si fidano di me e ascoltano quello che chiedo perché vedono risultati immediati. Sarebbe stata una sorpresa se fossi arrivato subito tra i primi tre, era quasi impossibile. Ci arriveremo, anche se forse non domani, o venerdì, o domenica".
BMW ha conquistato due titoli mondiali Superbike con Toprak Razgatlioglu, un fenomeno con un'abilità di guida che nessun altro ha nel campionato. Serve esplorare qualcosa di diverso per permettere a Petrucci e Miguel Oliveira di trionfare con la M 1000 RR: "Una delle cose più importanti che dobbiamo fare - aggiunge l'ex pilota del team Barni Spark - è rendere la moto più facile da usare per tutti. Non può essere estrema come Toprak voleva che fosse. D'altra parte, sto anche cercando di adattarmi al meglio. So che questa moto può vincere. Forse non a Phillip Island, ma dalle gare successive in poi, possiamo puntare più in alto. Mi aspettavo di fare fatica, non è una sorpresa per me".
Phillip Island non è una delle piste migliori per la BMW, neppure Razgatlioglu è riuscito a vincere negli scorsi due anni. Normale che i nuovi piloti facciano un po' di fatica con una moto che devono ancora conoscere bene. Entrambi hanno talento e dispongono di una squadra di alto livello, troveranno il modo di avvicinarsi alle prime posizioni, vedremo quanto ci metteranno. Ma in Australia bisogna già mettere in conto che il primo round Superbike del 2026 potrebbe non essere esaltante per Petrucci e Oliveira.