Strepitoso
Nicolò Bulega: fra le insidie di Most accende il turbo e stampa il giro record più veloce di sempre, quattro decimi sotto il precedente di Toprak Razgatlioglu. Il vincitutto della Superbike in un colpo solo ha regolato i conti gli avversari del presente e anche con quello del passato.
La prestazione è estremamente suggestiva, perchè arriva in un momento particolare. Cioè nel pieno delle trattative per approdare in MotoGP '27 (Ducati con VR46?) e in coda alle nuove polemiche suscitate dalla terza (e ultima) sforbiciata regolamentare imposta alla Ducati. Da questa gara tutte le Panigale in pista hanno mezzo chilo/ora di carburante a disposizione. Ma dite voi cos'è cambiato: niente. Bulega è in serie vincente da sedici corse e intanto ha firmato la quinta pole in questa stagione, quattordici in tutto. E adesso provate a prenderlo: ricordate che gara 1 è anticipata alle 14:00
Cinque rosse davanti a tutte
Qui la Superpole conta più che altrove, perchè partire davanti sarà il modo di evitare i guai che spesso accadono alla prima curva di Most. A dispetto del regolamento, in griglia ci saranno cinque Ducati nelle prime cinque posizioni: vediamo quanto impiegheranno Dorna e Federmoto a comprendere che la scelta del flussometro per bilanciare le prestazioni delle moto è stata fallimentare. La quantità di benzina, appunto regolata da questo dispositivo, non incide per niente sulle prestazioni. Con meno carburante il motore dovrebbe perdere potenza, diventare più scorbutico e rischiare problemi di surriscaldamento. Ma la Ducati aveva la soluzione: ecco perchè ha dato via libera a questa regolamentazione...
Iker Lecuona speranza vana
Nel paddock Superbike tanti sperano che Iker Lecuona sia in grado di infastidire Nicolò Bulega, per rendere lo spettacolo più appassionante e il risultato meno scontato. Ma lo spagnolo, almeno al momento, non è allo stesso livello del compagno di squadra. Anche questa volta ha preso sonoramente paga, cioè mezzo secondo. E ha pagato tre decimi anche ad uno scatenato Yari Montella, superlativo con la Ducati Barni. La formazione bergamasca in FP3 ha perso
Alvaro Bautista, causa un grande incidente con plurifratture al piede destro che lo terranno a lungo lontano. Ma il pilota campano, un'ora dopo, ha ridato un pò di sorriso. Sam Lowes e l'emergente Alberto Surra hanno dato il loro contributo nella prova di forza Ducati.
Terza fila tutta italiana, Yamaha non riemerge
L'altra faccia del cambiamento regolamentare deciso alla vigilia di Most è il mezzo chilo/ora di benzina concessa alla Yamaha. Ma anche in questo caso il contributo è nullo: la prima R1 è quella di Stefano Manzi, decimo, mentre continua l'imperscrutabile crisi di Andrea Locatelli, che nei piani sarebbe il pilota di punta dello squadrone Yamaha. Non può sorridere neanche la BMW: Danilo Petrucci parte in terza fila, ma il divario è netto sia da Bulega (un secondo) che dal riferimento di Toprak Razgatlioglu di un anno fa: sei decimi. Davanti al ternano Axel Bassani con la Bimota e Lorenzo Baldassarri sempre veloce con la Ducati Go Eleven.
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