La Superbike si lancia verso la resa dei conti con qualche tensione che agita il paddock:
Toprak Razgatlioglu, il mattatore di questo 2024, ha uno stile di guida eccessivamente aggressivo? L'interrogativo è sorto in coda al round di Aragon, quando il leader del Mondiale è finito sotto investigazione da parte dei Commissari per un sorpasso al giro tredici di gara 2 ai danni di Nicolò Bulega, l'avversario che lo insegue più da vicino in classifica. L'esame dell'azione non ha rilevato alcuna irregolarità per cui, a livello disciplinare, tutto è sfumato in un baleno. Ma il fatto stesso che si sia accesa l'attenzione dei giudici scatena discussione: eccessivo zelo, oppure Toprak in talune circostanze è eccessivamente aggressivo nei confronti degli avversari?
La difesa di Toprak
"E' stata un'indagine davvero stupida" non la manda a dire il pilota turco. "Noi piloti facciamo le corse, non siamo in gita nel parco. Ho superato Bulega senza toccarlo e senza che lui dovesse allargare la traiettoria per farmi spazio. All'ultimo giro, sempre nella stessa punto, ho subìto un attacco molto simile da Alvaro Bautista. Entrandomi dentro all'ultima chicane prima del rettilineo da un chilometro, mi ha spezzato il ritmo e non sono più riuscito ad attaccarlo e riprendermi la prima posizione. Ma non mi sono lamentato. Sono le corse."
I conti in tasca
In questa stagione Razgatlioglu ha vinto quindici gare, di cui tredici consecutive, quasi sempre per distacco. Quindi i sorpassi che ha dovuto compiere sono stati rarissimi, e tutti estremamente puliti. Non poteva essere altrimenti, visto il divario prestazionale che ha fatto pesare almeno fino all'incidente di Magny Cours che lo ha costretto a disertare due round. Invece al Motorland Aragon i ducatisti gli sono tornati prepotentemente sotto. Un pò per le caratteristiche del circuito, storicamente favorevole alla Panigale, e un pò perchè Toprak dopo tre settimane di stop non poteva essere al massimo della condizione fisica. Nella prima uscita ha dovuto cedere ad uno scatenato Andrea Iannone, nelle altre due è stato battuto da Alvaro Bautista. Ma a conti fatti, pur senza vincere, ne è uscito benissimo:
Bulega era piombato a -13 punti, dopo Aragon il vantaggio è tornato a livelli di sicurezza: +39.
Superbike Style
L'indagine dei commissari ad Aragon è sembrata fuori luogo anche alla luce di quella che dovrebbe essere la filosofia fondante del Mondiale altnernativo. Negli anni d'oro la Superbike ha costruito il proprio mito proprio per i finali di gara a furor di carenate. I piloti si prendevano a spallate, non badavano certo al galateo, per superarsi. Poi dopo la corsa andavano a bersi una birra insieme, almeno così piace raccontarsela agli appassionati. Dimenticando, per esempio, che ad Assen '98 Carl Fogarty e Pierfrancesco Chili andarono ad un soffio da una scazzottata clamorosa, sotto al podio, mezz'ora dopo la fine. Con Foggy che festeggiava con la coppa in mano e Frankie piombato lì sotto in accappatoio, con la bellicosa intenzione di farsi giustizia da solo. Che bei tempi!
Metro arbitrale
Toprak potrebbe chiudere i conti, in anticipo, già la prossima settimana all'Estoril, guadagnando ulteriori 23 punti su Nick. In vista delle sei gare decisive, le ultime il 19-20 ottobre a Jerez, però sarebbe auspicabile che i tre piloti che ancora possono vincere il Mondiale, cioè Toprak, Bulega e Bautista, ricevessero dai commissari indicazioni precise su quello che sarà il "metro arbitrale" che verrà applicato per valutare eventuali fatti di gara in un finale che potrebbe essere più bollente del previsto. Cosa si potrà fare, e quali manovre invece saranno a rischio di sanzione? Fare chiarezza servirebbe a tutti: ai piloti, a chi giudica e anche a noi che ci prepariamo a gustare questo finale inaspettatamente ricco di suspence.