Immaginate qualcuno che oggi ha guardato la
MotoGP per la prima volta in vita sua. Avrà acceso la TV perchè attratto dal claim sui "
ventidue piloti più veloci della terra". O magari per aver letto di sfuggita da qualche parte che c'è uno spagnolo che vince sempre, e corre con una moto italiana. Nei venti minuti che è durata la Sprint si sarà chiesto perchè i piloti di testa hanno improvvisamente rallentato, facendosi passare. Sarà rimasto stupito osservando il numero 93 riprendersi con velocità disarmante la prima posizione, come quando sei in fila e torni davanti al bancone dicendo al commesso "
c'ero prima io". Ma soprattutto si sarà chiesto perchè, dopo l'arrivo, i telecronisti continuassero a chiedersi chi avesse vinto. Senza capire un'acca sulla motivazione tecnica di questo imbarazzo generale. Avrà notato che cominciava la premiazione, ma nessuno premiava nessuno perchè non si sapeva a chi dare la medaglia.
L'antitesi dello show
Ora: a noi appassionati ormai va bene tutto, da anni siamo abituati a vederne di ogni. Ali che spuntano come nei cartoni di Mazinga, veicoli che si accucciano come se le sospensioni fossero rotte e tante altre diavolerie. Tipo la norma sulla pressione minima delle gomme: basterebbe controllarla prima del via, e chi ce l'ha bassa non parte, o viene subito penalizzato. Troppo semplice: dovevano inventarsi un sistema di sensori che in caso di irregolarità avverte il pilota, che tenta di far rialzare la pressione come può. Attaccandosi ai freni, o facendosi superare affinchè, stando in scia, il minore flusso d'aria non raffreddi lo pneumatico. Mettetevi nei panni dello spettatore "della prima volta": cosa racconterà stasera agli amici all'ora dello Spritz?
MotoGP la strada sbagliata
Da poche settimane la
MotoGP è nelle mani di Liberty Media, la stessa grande major americana del divertimento sportivo a che sta facendo piacere la Formula 1 anche a chi non l'aveva mai vista. Un fenomeno planetario. Come nuovi padroni del Motomondiale ne avranno di lavoro da fare. E' già previsto un radicale cambio di impostazione tecnica a partire dal 2027: motori meno potenti, riduzione drastica dell'elettronica, via i dispositivi che modificano l'assetto alla partenza e durante la gara. Ma dopo la Sprint di Brno ci viene un sospetto: sarà sufficiente, oppure ci sarebbe bisogno di un cambiamento ancora più repentino?
Com'è adesso e come dovrebbe essere
La svolta vera sarebbe togliere il giocattolo dalle mani dei Costruttori: oggi le scelte regolamentari sono affidate ad un manipolo di ingegneri che, ovviamente, puntano a dirigere le scelte nella direzione che ritengono più redditizia per la loro azienda. Non interessa lo show, nè lo sport, tantomeno rendere la
MotoGP comprensibile, e di riflesso affascinante, ad un pubblico sempre più numeroso. In Formula 1 i regolamenti li fanno ingegneri incaricati e pagati dal "
sistema" (cioè Federazione e promoter), non li scrivono i tecnici dei team. Sembra banale, ma in MotoGP succede proprio così: chi corre si detta le regole.
E alla fine tutti felici e contenti
A Brno è stato il massimo perchè dopo l'arrivo non solo siamo stati quindici minuti buoni dopo senza sapere chi avesse vinto. Ma avevano fatto il podio nel "motodrom", cioè nel settore più popolare, davanti a giganteschi terrapieni gremiti di gente. Un'idea bellissima. Solo che piloti, squadre e ospiti VIP erano lontanissimi da paddock. Se i commissari tecnici avessero giudicata
"non regolare" la pressione gomme di
Marc Marquez, sarebbe stato necessario richiamare dal paddock Marco Bezzecchi (e tutto il team Aprilia, moto inclusa...) che essendo arrivato quarto in pista avrebbe guadagnato il terzo gradino. Quanto ci sarebbe voluto? Ci è venuto da pensare: meno male che è andato tutto a posto, sennò con le tempistiche della premiazione in mondovisione come avrebbero fatto?