E' nata la Superbike del futuro: motori contingentati, sospensioni e freni a prezzo politico

Paolo Gozzi Blog
sabato, 13 aprile 2013 alle 19:34
Ad Aragon ha preso forma la Superbike del futuro. Non ci sono ancora comunicati ufficiali e mancano dettagli, però siamo in grando di anticipare le principali novità che verranno introdotte dal 2014.
Non ci sarà alcun riavvicinamento alla produzione di serie, com'era stato paventato qualche mese fa, ma solo qualche aggiustamento dell'attuale formula. L'accordo tra Costruttori, Federmoto Internazionale e l'organizzatore Dorna è stato raggiunto in appena un paio di mesi e senza alcun braccio di ferro. Non era scontato perchè le Case corrono in Superbike con soluzioni tecniche diverse e in passato avevano sempre cercato di far pendere la bilancia regolamentare dalla propria parte. Stavolta il comune denominatore è stato conservare le prerogative del campionato: grande spettacolo, equilibrio di prestazioni e fascino della sfida tecnica.
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MOTORI CONTINGENTATI – Il mercato europeo langue e la riduzione dei costi è stata la priorità. La novità più rilevante riguarda la limitazione dei motori da utilizzare nell'arco dell'intera stagione. Saranno concessi quattordici motori per ogni due piloti, che non significa necessariamente sette a testa. Perchè le Case potranno determinare gli accoppiamenti come preferiscono, coinvolgendo anche i team satellite, indicando la coppia all'inizio della stagione. Esempio: la Bmw potrà designare Melandri e un privato della stessa marca. Sarà quindi permesso che Melandri utilizzi dieci propulsori e il compagno di marca quattro. Questo strano sistema è stato ideato per permettere alle Case di fornire ai team satellite moto ufficiali a costi ridotti. Aprilia già adesso fornisce moto ufficiali a due formazioni esterne, al costo di 350 mila € a stagione, revisioni motore e assistenza incluse. Le concorrenti si adegueranno e il prezzo è destinato a calare, anche perchè alcuni stanno pensando di proporre pacchetti “base” a prezzo ridotto. L'Aprilia fornirà una RSV4 “kit”, cioè meno sofisticata delle ufficiali, a 200 mila €: una soluzione ideale per le new entry. Per aumentare i piloti in griglia, quest'anno appena venti, si spera di convincere alcuni team Superstock (strettamente derivate dalla serie) o impegnati nelle serie nazionali a salire in top class, godendo di una visibilità enormemente superiore. Curiosità: in MotoGP si possono utilizzare solo cinque motori per 18 GP.
FRENI E SOSPENSIONI A PREZZO POLITICO – La componentista è una voce che incide molto sul budget dei team. Le squadre che usano sospensioni Ohlins, tutte eccetto Kawasaki, spendono circa 100 mila € l'anno per la stessa forcella che si usa in MotoGP (prototipi), compresa l'assistenza che può essere fatta solo da un tecnico specializzato del fornitore svedese. Dal 2014 componenti così costosi finiranno al bando: la FIM indicherà un tetto massimo di prezzo alla quale sarà necessario adeguarsi. Lo stesso avverrà per gli impianti frenanti. I team satellite potranno dunque disporre, a prezzo “politico”, dello stesso materiale in uso agli ufficiali.
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SUPERSTOCK 1000 SALVA – Se la Superbike si fosse avvicinata alla serie, mantenere in vita la Superstock 1000 non avrebbe avuto senso. Invece la FIM World Cup under 26 anni è stata confermata e andrà avanti anche nelle prossime stagioni.

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