Ducati, Superbike

Ducati, è un sabato da impazzire: doppietta MotoGP e tripletta Superbike

Pecco Bagnaia e Axel Bassani sono i volti della felicità per una Ducati dominante nelle due categorie principali della moto. Fra Misano e Barcellona è stato una giornata memerabile

18 settembre 2021 - 19:00

E’ probabile che anche quest’anno la Ducati non vincerà nessun titolo Mondiale. Pecco Bagnaia in MotoGP e Scott Redding in Superbike hanno due montagne da scalare, e potrebbero farcela solo se l’imponderabile darà una grossa mano. Ma quello che davvero conta è che, ogni volta, la Rossa sia sempre là, a recitare il ruolo di guastafeste nelle due categorie di vertice del motociclismo mondiale. E, soprattutto, a regalare agli appassionati giornate memorabili come quella di oggi. Giorni colorati di rosso e di grandissime emozioni. Okay, la Ducati da qualche anno ha il cuore un pò tedesco, per via dei capitali del Gruppo Audi. Ma i cervelli di chi ci mette intuizione e coraggio sono tutti italiani.

Misano sogna il contropiede

A Misano Pecco Bagnaia ha stracciato il record, conquistando una pole che scatena sogni bellissimi. Subito accanto, in prima fila, partirà l’altra Ducati dell’australiano Jack Miller: meglio era difficile, che perchè è andato fortissimo anche l’emergente Jorge Martin, con la Desmosedici di Pramac Racing. Un tris di ragazzi giovani, ambiziosi, affamati.  La Yamaha del nuovo asso Fabio Quartararo è accerchiata: il vantaggio del francese è solido, ma la MotoGP di oggi è imprevedibile. Con l’ex mattatore Marc Marquez ancora nei guai con il fisico, il pronostico è più aperto di quanto non dica la classifica. Bagnaia ha davanti cinque battaglie, con 125 punti punti in palio per provare a recuperne 53. Il divario è grande, più di due GP. Già giocarsela fino alla fine sarebbe una (mezza) vittoria.

Superbike, la rimonta pazzesca

Nelle derivate di serie una volta la Ducati era l’asso pigliatutto: gli italiani vincevano e i giapponesi per anni sono stati a domandarsi come si faceva. Ma nel 2011 l’incantesimo è finito, e per una serie di motivi il fiume di vittorie Superbike che negli anni ’90 era stato motore del travolgente successo globale del marchio, si è inaridito. Manca il titolo, ma le vittorie continuano. Oggi al Montmelò, sul bagnato, Scott Redding è risalito dalla decima posizione, azzannando il sesto trionfo in stagione proprio nel finale. La Rossa sembrava finita un pò ai margini della contesta fra Yamaha e Kawasaki, invece il potenziale è sempre altissimo. Redding ha accompagnato sul podio due ragazzi italiani, lo strepitoso Axel Bassani, per la prima volta così in alto, e il compagno Michael Rinaldi. Anche qui  ribaltare la classifica sarà dura, perchè Jonathan Rea è a +53 punti, e di mezzo c’è anche il velocissimo Toprak Razgatlioglu, pupillo Yamaha, a +47. Ma restano 14 gare, macinando vittorie si potrebbe fare, eccome….

Ducati e il sorriso sognatore  di Axel 

L’espressione più bella di giornata è quella di Axel Bassani, veneto del ’99. E’ uno dei quei piloti che, pur cominciando giovanissimi, si perdono nei meandri di mille occasioni buttate via, per cui non capisci più se vanno, oppure erano solo meteore. Axel è approdato in Superbike dalla porta secondaria, cioè per l’intuizione della piccolissima formazione lombarda Motocorsa. Da privato, insomma, con la scomoda prospettiva di giocarsi una posizione dal decimo in giù. In Superbike sono impegnati cinque costruttori al massimo livello, con plotoni di ingegneri, mezzi e budget da capogiro. Bassani e il suo team però se ne sono fregati delle difficoltà. Hanno acceso il motore dell’incoscienza e hanno aperto il gas a tutta. Il bagnato ha dato una mano, ma non si regge il confronto con Rea, Razgatlioglu e Redding se non hai un talento grande così. In una manche sola, 20 giri tirati trattenendo il respiro, Bassani ha realizzato i sogni dei privati come lui. Se l’è giocata coi grandissimi, è stato per la prima volta davanti a tutti – per tre giri – e alla fine è salito sul podio. La Ducati va forte anche se non è ufficiale.

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Foto: Silvio Tosseghini

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