Crisi Ducati: se non ora, quando?

Paolo Gozzi Blog
giovedì, 04 luglio 2013 alle 4:34
La Ducati è colata a picco ma la colpa di chi è? Quando arrivava secondo Troy Bayliss si chiudeva nel box e faceva volare i cocci. Adesso, mediaticamente parlando, pare che non ci siano problemi: la Panigale non è in discussione, perchè in Superstock fila come un treno. I piloti si danno da fare, e prima o poi ce la faranno. La squadra è al top e l'impegno del reparto corse non è in discussione. Ma allora cos'è che non sta funzionando?
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Siamo a metà Mondiale e la marca più vincente (31 Mondiali) è fanalino di coda nel campionato Costruttori. Carlos Checa, iridato appena due stagioni fa e vincitore di quattro gare nel 2012, è tredicesimo in classifica. Il suo risultato meno peggiore è stato un sesto a Portimao. Ayrton Badovini è quattordicesimo, penultimo degli ufficiali: dietro c'è solo Leon Haslam che si è frantumato una gamba.Imola doveva dare la svolta e invece ha fatto traboccare il vaso.
Pensate: con il tempo sulla distanza ottenuto anno scorso con la 1198R (che aveva debuttato nel Mondiale nel lontano 2008...) Carlos stavolta sarebbe arrivato secondo in gara-1 e terzo in gara-2. Invece con la novità Panigale è finito due volte fuori dalla top ten beccandosi prima 40 secondi e poi 52. Un crollo, nonostante le coperture Pirelli da 17” abbiano garantito un generale miglioramento dei tempi: Sykes, con la 1621 (la soluzione A a Imola, la stessa montata da Checa e Badovini...) ha stracciato il primato in Superpole, sul giro in gara e sulla distanza. Inoltre la 1198R era penalizzata dal peso (6 chili in più) e dagli air restrictor, che proprio da Imola sono stati rimossi sulla Panigale grazie alla norma regolamentare che aiuta le Case in difficoltà tecnica.
Prima di Imola Carlos Checa aveva assicurato di esser tornato in forma, poi dopo la gara ha commentato: “Questo weekend e’ stato duro, non e’ andata come avevo previsto.” Immaginavamo. Sconcertante anche la dichiarazione di Ayrton Badovini riportata nel comunicato ufficiale: “In generale posso dire di aver fatto un piccolo passo avanti con la moto in questo weekend”. Se finire ottavo a 30 secondi dal primo sulla pista dove la vecchia Ducati aveva conquistato cinque delle ultime sei gare è un passo avanti...stiamo freschi.
Finora si infuriato solo il patron Francesco Batta, l'unico al di sopra di ogni sospetto anche riguardo la scelta dei piloti. Checa ha il contratto con Ducati Corse e se lo è trovato in casa, Badovini doveva essere la scommessa, non era preventivato che dovessere diventare la guida tecnica del progetto. E sullo sviluppo tecnico l' Alstare, che ha reparto corse e motoristi di fama, finora ha avuto poca (o nulla?) voce in capitolo. Batta voleva coinvolgere Max Biaggi, almeno come tester, ma gli hanno risposto picche.
La crisi è un mistero perchè non si capisce come abbia fatto Carlos Checa a strabiliare nella Superpole di Phillip Island firmando un 1'30”234 che sarebbe valso la prima fila nella MotoGP. Okay, è stato rifatto l'asfalto e il riferimento è un po' forzato. Ma i due decimi di vantaggio sul secondo sono un dato di fatto. A Imola, sempre in Superpole, Badovini ha girato in 1'46”811 e sarebbe partito dalla quarta casella se non avesse sparato le due soffici per passare il turno. Com'è che ogni tanto la Ducati vola e poi si schianta fragorosamente?
Altro punto interrogativo: a prescindere da tutti i problemi tecnici del mondo, come ha fatto Carlos Checa sempre in Superpole a non andare oltre 1'48”446, cioè un secondo e mezzo più lento del meno esperto compagno di squadra? Che l'ex iridato non sia più lui è evidente. Ci sono ancora problemi fisici dopo i bruttissimi voli d'inizio stagione? Oppure ha perso fiducia nel progetto e non spinge più? O magari a 41 anni suonati gli è passata la voglia di rischiare e farsi male?
La Ducati in queste ore sta girando a Misano coi piloti titolari e il tester Matteo Baiocco. I tecnici sono convinti che a forza di provare la soluzione salterà fuori. Ma se non ora, quando?

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