Coronavirus, calcio, MotoGP

Coronavirus: Se riparte la Champions League, ripartiranno anche le moto

La Champions League vuole assegnare la coppa entro il 15 agosto: se riparte il calcio, possono ripartire anche le moto

4 aprile 2020 - 9:35

Se il calcio europeo spera di concludere la stagione entro agosto, si può ipotizzare che anche MotoGP e Superbike abbiano qualche possibilità di cominciare entro inizio estate questa disgraziata stagione 2020. Da giorni seguiamo con attenzione quello che avviene nel mondo del pallone, perchè i punti di contatto tra i due “movimenti” sono numerosi. A cominciare dai soldi in ballo e dalla difficoltà di mediare fra situazioni che dal punto di vista sanitario e della gestione dell’emergenza sono diversi (anche molto…) da Paese a Paese.

IN GERMANIA RIPARTONO IL 2 MAGGIO?

In Germania da lunedi le squadre di serie A riprenderanno ad allenarsi. Il progetto dei responsabili della Bundesliga è ricominciare il campionato sabato 2 maggio o al massimo la settimana successiva. Il motivo lo ha rivelato la rivista specializzata “Kicker”: se la stagione non venisse portata a termine, almeno quattro formazioni della massima serie chiuderebbero i battenti, addirittura nove in seconda divisione. La Germania è una delle Nazioni più investite dal virus: ad oggi si contano 91.159 casi, peggio solo Stati Uniti (278.458), Italia (119.827) e Spagna (119.199). In Germania riportano 1275 vittime, contro 14.681 dichiarate dalle autorità italiane. Anche la Germania è in lockdown, ma dopo Pasqua  le attività produttive verranno riattivate.

LA  CHAMPIONS LEAGUE SCALPITA

Il piano della EUFA, gestore del calcio europeo, è ancora più ambizioso: riprendere la Champions League, la coppa più ricca, da dove si era fermata completando le 17 partire che restano. Significa un impegno di almeno undici giornate di gara, spalmante in almeno sei settimane. La data-frontiera per la finale è il 15 agosto. Questo “sforamento” comporterebbe ovviamente cominciare la prossima Champions League solo ad ottobre 2020. Se la fine dei lockdown dovesse procrastinarsi, l’EUFA ha già previsto di cambiare format. Le partite si giocheranno a porte chiuse, ma meglio che niente: al calcio interessa soprattutto salvare la quota di diritti TV che, senza show, andrebbe in fumo. Dorna ancora non si è espressa su questo punto: la MotoGP senza pubblico, ma con tutte le TV collegate, sarebbe sostenibile?

MOTOGP SULLA STESSA BARCA

Appunto, il nodo è la TV. Anche per la MotoGP, ovviamente. Dorna proprio ieri ha deciso di aiutare i team satellite con un versamento di 750 mila € a favore di sei team satellite, per coprire i costi operativi fino a giugno. Anche le squadre di Moto3 e Moto2 hanno già ricevuto 50 mila € di aiuto straordinario. Il promoter spagnolo, grazie allo sforzo compiuto dai suoi azionisti, ha dato una mano al “movimento”, ma che succederebbe se Dorna dovesse rinunciare in toto ai proventi dai diritti TV dell’intero 2020? Un disastro biblico: la MotoGP, esattamente come il calcio d’elite, non può permettersi di restare ai box. Ripartire non è un’opzione, è l’unica possibilità per salvare la baracca. Se riparte la Champions League, con squadre di tutto il continente in viaggio tre volte la settimana, ripartirà anche la MotoGP.

SPORT, ECONOMIA E POLITICA

Calcio e MotoGP sono aziende, e hanno necessità e  problemi identici alle attività produttive e commerciali. Devono ripartire, prima possibile. Per questo motivo gli industriali  stanno premendo sui governi per riaprire almeno le fabbriche. Gli scienziati invitano alla cautela: fosse per loro, il lockdown totale durerebbe ancora per mesi.  A questo punto i governi mondiali, Italia inclusa,  sono fra l’incudine e il martello: da una parte la comunità scientifica, che finora ha orientato tutte le decisioni, dall’altra l’economia, che spinge per una riapertura graduale, ma immediata.

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