Caso Romano Fenati: con chi correrà il GP del Giappone?

Paolo Gozzi Blog
sabato, 15 settembre 2018 alle 7:38
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Romano Fenati, ad oggi, può tornare a correre a partire dal GP del Giappone del 21 ottobre, dopo aver scontato i due GP di squalifica comminati dal FIM Steward MotoGP Panel a Misano, cioè Aragon (23 settembre) e Buriram (7 ottobre). Gli mancano moto e team, visto che è stato licenziato in tronco dal team Snipers Moto2, ma se spuntasse fuori un'alternativa Fenati sarebbe un pilota libero di tornare in pista. Non è da escludere che qualcuno nel paddock ci stia pensando: okay, Romano ha fatto una grande cazzata, ma resta pur sempre uno dei migliori talenti in circolazione. Ha un carattere un pò difficile, ma io personalmente non ho mai conosciuto piloti forti che avessero carattere "facile". Genio e follia sono elementi imprescindibili nell'animo di tutti i campioni di questo sport. Vi piaccia o no. Fenati con la moto e la struttura giusti, può giocarsi i Mondiali. Quindi tutto il casino che hanno montato le varie federazioni sportive che senso avrebbe? Nessuno. Ecco perchè.
FEDERMOTO FUORI GIOCO - Venerdi la FMI ha confermato la sospensione della licenza italiana, ma i federali si sono dimenticati di spiegare al grande pubblico che sta seguendo la vicenda che questo tipo di licenza non serve per correre nei GP. Lo stabilisce l'articolo 1.10.1 delle norme sportive del Motomondiale emesse dalla Federmoto Internazionale. "Per correre nel Campionato del Mondo, i piloti devono far parte di una squadra iscritta all'Irta (l'associazione dei team). Il pilota deve essere in possesso della "Licenza FIM Grand Prix" rilasciata da una Federazione nazionale (...) La Federazione Internazionale non obbliga un pilota GP ad essere in possesso di una licenza nazionale. In ogni caso l'obbligatorietà di avere la licenza nazionale è riservata (dipende dalla legislazione nazionale applicabile)." Sarei curioso di sapere se TUTTI i piloti italiani che corrono nei GP hanno chiesto anche la licenza italiana. Risulta che alcuni, anche famosissimi, non ce l'abbiano. Quindi la "sospensione della licenza italiana" confermata venerdi dalla FMI non ha alcun effetto sportivo. Fenati ha fatto un grande gesto di cortesia a presentarsi all'udienza di Roma, avrebbe potuto farne a meno. Se volesse, potrebbe chiedere licenza nazionale di un'altra Federazione. I piloti italiani impegnati nelle corse su strada sono tutti licenziati "esteri", perchè la polizza assicurativa FMI da quest'anno non copre i rischi di questo genere di gare. Hanno gareggiato al Tourist Trophy, fra case e muri, e la FMI non ha potuto impedirlo. La domanda da farsi è: se la licenza italiana non è necessaria per correre i GP, perchè la FMI si è mobilitata per mettere il cappello sula vicenda Fenati?
INTERNAZIONALE - Martedi 18 settembre Romano Fenati andrà in Svizzera per essere ascoltato dal presidente della Federazione Internazionale, Vito Ippolito, che vuole approfondire i fatti. Ma anche la FIM ha un grave problema: un organismo giudicante FIM ha già esaminato i fatti di gara, e comminato due GP di sospensione. Si tratta del "FIM MotoGP Steward Panel" che, come dice la sigla stessa, dipende (o dovrebbe...) dallo stesso Ippolito. E' vero che il Presidente potrebbe fare in modo da aggravare la sanzione, ma politicamente non gli conviene. Perchè cambiare il giudizio dei commissari di gara sarebbe ammettere esplicitamente quello che tutti in realtà già sanno, cioè che la FIM nei giochi regolamenti e della gestione sportiva dei GP c'entra quanto il due di picche. Alcuni dei massimi responsabili della sicurezza (Franco Uncini) e della gestione sportiva (il direttore di gara Mike Webb) hanno la camicia griffata FIM ma in realtà sono personaggi scelti, sostenuti ed avallati dal promoter Dorna. Il caso Fenati si sta rivelando un pericolosissimo boomerang per tanti che ci hanno avventatamente messo il cappello sopra, trascinati dall'onda dell'indignazione popolare.
EPILOGO - Romano ha fatto un errore gigantesco, ma è stato già sanzionato dall'autorità sportiva e le due gare di sospensione (il massimo della pena mai comminato nei GP per fatti di gara) sono un precedente che qualsiasi legale potrà usare per controbattere ad eventuali inasprimenti di sanzione che Ippolito dovesse decidere. Fenati, prima o poi, tornerà a correre: perfino tantissimi piloti sono intervenuti per sostenere che merita un'altra opportunità. La perdita di potere delle Federazioni, a vantaggio degli interessi economici dei promoter, invece resterà sul tappeto...

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