MotoGP, dottor Claudio Costa

“Valentino Rossi è un bimbo fenomenale”: l’epilogo del Dottor Costa

Il Dr. Claudio Costa parla del finale di carriera di Valentino Rossi e lo descrive con parole leggendarie. "L'unico erede poteva essere Marco Simoncelli".

29 ottobre 2021 - 12:02

Tra il Dottor Claudio Costa e Valentino Rossi non è stato sempre un rapporto rose e fiori. Era l’anno 2020, Gran Premio del Mugello, il campione della Yamaha aveva riportato la frattura di tibie e perone nelle prove libere del venerdì. In quella occasione Vale rifiutò i consigli medici del capo della Clinica Mobile, nonostante tutto il medico bolognese ha chiesto scusa al fuoriclasse a distanza di tempo. E non ha mai mancato di sfoggiare tutta la sua ammirazione per l’eroe del Motomondiale.

A distanza di 11 anni Valentino Rossi sta per lasciare la MotoGP, il dottor Costa non nasconde una vena malinconica. “Io la vivo già con nostalgia, dire che è una pagina del motociclismo non è neanche sufficiente, non basta neppure un poeta per scrivere l’emozione di una vita di un campione come Valentino Rossi. E’ un bimbo fenomenale che gioca per un sogno che è già suo, per rendere contento sua mamma Stefania e il campione Graziano, ma anche tutti gli abitanti del mondo“.

Il Dottore, gli infortuni e le rivalità

Un’attenzione quasi maniacale per i dettagli tecnici hanno contraddistinto il nove volte iridato. Ma anche per la sua condizione fisica. “Era molto attento alle sue infermità, quindi voleva sapere quello che facevo. Quando capivo che era convinto di quello che era il programma e la strategia, sapevo già che avrebbe fatto il miracolo. Mentre gli altri piloti erano meno consapevoli, Valentino certe cose non voleva scoprirle a gara in corso, ma già sulla linea di partenza, quando abbassava la visiera“.

Le rivalità sono state il pane quotidiano del pilota di Tavullia: Gibernau, Biaggi, Lorenzo, Stoner solo per citarne alcune. Da qui Valentino Rossi ha saputo distillare la stoffa del campione che oggi lo proietta tra le leggende dello sport mondiale. “Un bambino quando nasce è già rivale di qualcuno anche se è da solo. La rivalità è una spinta che abbiamo dentro per fare strada. E se la rivalità è forte cancella l’invidia“. Difficile immaginare che qualcuno possa ripetere quanto fatto da lui. “Passeranno tanti altri grandi piloti, ma come Valentino per me non ce ne saranno. E se ce n’è qualcuno non lo conosco“, ha aggiunto Claudio Costa. Non lascia eredi diretti, l’unico poteva essere Marco Simoncelli se il destino non fosse stato crudele. “Guardando da vicino l’animo di Simoncelli, la capacità di superare il dolore e le avversità, la sua leggerezza e il divertimento… Poteva essere l’erede di Valentino”.

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