MotoGP, il team VR46 di Valentino Rossi

Valentino Rossi sceicco di Tavullia: a breve l’annuncio del costruttore

Valentino Rossi ha annunciato l'ascesa della VR46 in MotoGP nel quinquennio 2022-2026. Gli scenari possibili per la scelta del costruttore.

29 aprile 2021 - 8:33

Trovato lo sponsor ora occorre legarsi ad un costruttore. Il team Aramco VR46 atterrerà in MotoGP dal 2022, sconvolgendo gli scenari all’interno del paddock. Pareva che il progetto potesse svanire per mancanza di uno sponsor, Alessio Salucci aveva seminato un dubbio qualche settimana fa, forse una strategia di dissuasione. D’improvviso l’annuncio che tutti si aspettavano al Mugello, l’accordo trovato con la Tanal Entertainment Sport&Media. La struttura di Vale correrà in top class dal 2022 al 2026 con Saudi Aramco, compagnia petrolifera di stato araba come nuovo sponsor principale.

La via giapponese

Varie le ipotesi sul tavolo, a cominciare da Yamaha. Sembra difficile che la scuderia malese Petronas SRT divorzi da Iwata. I primi due anni insieme in MotoGP hanno regalato grosse soddisfazioni, il 2021 resta incerto. La nuova YZR-M1 non calza a pennello per lo stile di guida di Valentino Rossi, la concorrenza è agguerrita, Franco Morbidelli non è soddisfatto del trattamento (tecnico). Troppi malumori che potrebbero spingere entrambi a lasciare l’orbita Yamaha. Scenario altrettanto complicato, ma non impossibile, quello che porta a Suzuki. Dopo l’addio di Davide Brivio, amico stretto del Dottore, l’alleanza Tavullia-Hamamatsu è iniziata a scricchiolare. La casa nipponica è intenzionata ad avere un team satellite, ma procede con troppa cautela.

La strada italiana

La via più plausibile parrebbe quella italiana, con la VR46 già di casa in Ducati. Ma anche in questo caso ci sono nodi da sciogliere. Valentino Rossi e Saudi Aramco non approdano certo in MotoGP per fare la comparsa, quindi esigerebbero due moto ufficiali. E non è da escludere che il nove volte iridato decida di inaugurare questa nuova avventura mettendosi personalmente in sella e chiudere la sua carriera. Borgo Panigale già offre due Desmosedici factory al team Pramac Racing, sfornare sei GP22 è un impegno non da poco. A quel punto gli equilibri interni rischierebbero di scricchiolare e il rapporto Campinoti-Dall’Igna potrebbe risentirne.

KTM non è intenzionata a un secondo team satellite per il 2022, anche se il progetto è invitante. La casa arancione potrebbe espandere i suoi mercati e trovare un’enorme cassa di risonanza. L’intenzione è di continuare con Tech3 per il prossimo quinquennio e rafforzare l’asse austro-francese. Ultima opzione, Aprilia, dal prossimo anno squadra factory. “Maggio sarà un mese chiave — dice Massimo Rivola a ‘La Gazzetta dello Sport -, sia per capire il reale valore della nostra moto, nata bene, ma ancora acerba, sia per lo scacchiere del 2022. Se si realizzasse il “6×4” caro ad Ezpeleta sarebbe storico per la MotoGP. Confermiamo l’interesse a un team satellite e la Gresini Racing sarebbe la prima con cui parleremmo, per trascorsi e anche rispetto della memoria di Fausto. La VR46? Può scegliere il progetto migliore e noi dovremo essere bravi a rendere la nostra moto più appetibile“.

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