Valentino Rossi nel box Yamaha

Valentino Rossi: “Da Honda a Yamaha, scelta coraggiosa e un po’ stupida”

Valentino Rossi parla della sua VR46 Academy, traccia il suo circuito ideale e racconta del passaggio dalla Honda alla Yamaha nel 2004.

9 agosto 2020 - 11:33

L’emergenza Coronavirus non ha cambiato di molto la vita di Valentino Rossi, fatta di allenamenti con gli allievi dell’Academy e incontri ristretti con la fidanzata e una cerchia molto ristretta di amici. La stagione MotoGP 2020 è cominciata fra alti e bassi in termini di risultati, ma per l’ambiente VR46 sembra procedere tutto per il verso giusto. “Siamo molto orgogliosi. Non solo io, ma anche Uccio, Albi, Carlo“.

L’orgoglio VR46

Un’autentica scuola di formazione dove il campione di Tavullia mette a disposizione il Ranch, la sua esperienza professionale e le capacità manageriali. Aiutandoli non solo a trovare una buona squadra con una moto competitiva, ma anche a farli diventare uomini. “È fantastico seguirli quando corrono in Moto3, Moto2 e MotoGP. Li sosteniamo sempre, siamo sempre insieme – racconta a ‘Marca’ -. Mi danno anche molto perché quando sono con loro mi sento più giovane. Ci alleniamo insieme e ci annoiamo meno. È un ottimo progetto, mi diverto moltissimo“.

La scelta più coraggiosa

Da 25 anni nel Motomondiale, Valentino Rossi è orgoglioso di aver lasciato una moto vincente come la Honda per scommettere sulla Yamaha. “In quattro anni ho vinto tre Mondiali, ma quello che mi rende più orgoglioso è il coraggio di cambiare e andare in Yamaha. Certo, la Yamaha è ad un livello “alto”, ma in quel momento ci è voluto molto coraggio. Una scelta anche un po’ stupida passare dalla Honda alla Yamaha“. Ma il Dottore in termini di coraggio è davvero ineguagliabile, basti pensare anche al passaggio in Ducati, sebbene i risultati siano rimasti sempre deludenti, costringendolo a fare dietrofront.

Il circuito ideale

Una vita passata tra le curve, quando si tratta di elencare le favorite non ha dubbi. “Penso a Casanova-Savelli, Mugello Arrabiata 1 e 2, che sono le curve 5, 6, 7 e 8. Phillip Island le curve 1, 2 e 3 e anche le ultime tre curve di Barcellona. Penso che questo sia il mio circuito ideale. Con un rettilineo non molto lungo“. La Yamaha M1 non ha mai eccelso in top speed, facendo della percorrenza in curva il suo vero punti di forza. Un DNA che porta dietro da sempre, compresa questa stagione 2020.

I dati dei colleghi Yamaha

Per Valentino Rossi si prevede un’altra stagione MotoGP con il team Petronas SRT, forse altre due, a seconda dei risultati. Gli altri piloti Yamaha vanno davvero forte e la loro telemetria può significare tanto. “Guardiamo i dati, soprattutto quando c’è un pilota particolarmente veloce. È importante comprendere i punti di forza degli altri piloti e cercare di migliorare dove è necessario. Bello vedere i dati“.

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