Valentino Rossi al Ranch di Tavullia

Ranch di Tavullia: il tempio di Valentino Rossi in tre configurazioni

Valentino Rossi è l'unico pilota del Mondiale a poter vantare un circuito privato come il Ranch di Tavullia. Tre piste diverse per il tempio del flat track.

4 luglio 2020 - 14:33

Valentino Rossi è l’unico pilota del Motomondiale a poter vantare un luogo privato per gli allenamenti. Il Ranch di Tavullia è il perno centrale della VR46 Academy, ampliato ulteriormente negli ultimi anni, compreso un sistema di illuminazione per girare in notturna. Dopo il lockdown si è rivelato un posto prezioso per tornare in moto, sfruttato soprattutto dal Dottore, da Franco Morbidelli e Luca Marini che abitano nei dintorni.

Il Ranch presenta tre diverse configurazioni. “Abbiamo una pista da motocross che abbiamo modificato un po’. È un terreno morbido, facile da guidare“, spiega Valentino Rossi. “Poi abbiamo un ovale piatto come in America. E poi abbiamo il percorso più lungo, con una lunghezza di 2,5 chilometri“. Non si tratta di una pista piatta, ma ci sono diversi cambi di pendenza. Il tracciato più lungo ha una larghezza da 8 a 12 metri ed è omologata per le gare di flat track. “La base è in cemento ed è molto dura. Mettiamo pietre su questo cemento. Ecco perché la nostra pista è più dura di una normale pista da motocross“. Il composto superiore cambia a seconda delle stagioni: più cemento per l’inverno, per fare fronte alle intemperie, più terroso in estate.

RANCH TEMPIO DEL FLAT TRACK

L’idea del Ranch è venuta molti anni fa a Graziano Rossi ispiratosi ai piloti americano. Con la sostanziale differenza che non ci sono solo curve a sinistra, come nel flat track, ma anche a destra. “Il Ranch è nato da un ovale, poi ne abbiamo fatto un altro e infine la pista“, ha sottolineato Valentino Rossi. “E’ un posto per allenarci specialmente in inverno, per migliorare le nostre capacità di controllo della moto. Per trovare grip devi muoverti sulla sella, un lavoro utile anche per la guida sull’asfalto“. Tutto avviene all’insegna del divertimento e della professionalità. Infatti un “transponder” rende visibili i tempi su uno schermo sotto il porticato, spesso utilizzati per gare all’americana o per una semplice classifica di giornata.

Un casolare costituito da un paio di stanze funge da spogliatoio e sala da pranzo. Quest’ultima può ospitare fino a 30-40 persone, dove ci si incontra soprattutto la sera per cenare e scambiare opinioni, rivedere la giornata di allenamento con immagini professionali, anche dal drone. Sotto al porticato del casolare solitamente si parcheggiano le moto prima della partenza. Nei programmi futuri c’è ancora dell’altro: allestire delle stanze dove poter ospitare i piloti che arrivano da fuori. Come ad esempio avviene nel corso della 100 KM dei Campioni. Trasformare il Ranch in un tempio del flat track potrebbe essere uno dei sogni di Valentino Rossi all’indomani dell’addio alle corse.

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