MotoGP, Valentino Rossi

MotoGP, Valentino Rossi e la storia di una decadenza tecnica

Valentino Rossi sacrificato da Yamaha per fare posto a Vinales e Quartararo. I motivi di una scelta irreversibile.

1 febbraio 2020 - 12:10

Nella stagione MotoGP 2019 Valentino Rossi ha chiuso 7° in campionato con due secondi posti. Maverick Vinales ha vinto due GP (Assen e Sepang) e concluso 3° in classifica piloti. Il rookie Fabio Quartararo si è affermato 5° con sei pole e sette podi. Franco Morbidelli ha tagliato il traguardo nella top-6 in sette occasioni e ha guadagnato il 10° posto assoluto.I risultati spiegano chiaramente le scelte della Yamaha in termini di mercato piloti. Ma come si è arenato il Dottore dopo un inizio di Mondiale travolgente?

IL GAP DELLA YAMAHA

Nel 2019 la scuderia di Iwata ha provato ad aumentare la potenza del motore, ma Honda ha fatto un passo avanti più grande che gli ha permesso di pareggiare Ducati. Allo stesso tempo anche KTM ha compiuto un ulteriore step in termini di top speed. Yamaha si è ritrovato tra i costruttori più lenti della MotoGP e il congelamento dei motori non ha consentito di ridurre il gap. A quel punto i tecnici giapponesi hanno dovuto lavorare su altre aree, per provare a vincere su tracciati dove la potenza massima non è influente. In Catalunya Vinales ha trovato l’equilibrio perfetto per la sua M1, consentendogli di agguantare la prima vittoria nel week-end di gara successivo. E svolgere una seconda parte di stagione ad alti livelli.

Yamaha ha provato a migliorare l’accelerazione per raggiungere la top speed il prima possibile. Di conseguenza i due piloti necessitavano di velocità in percorrenza e uscita di curva, quindi di una decelerazione ottimale. Il pesarese si è lamentato più volte dell’uscita di curva, viceversa Maverick dell’ingresso. Diverse le modifiche apportare all’elettronica e al telaio. Alla fine della stagione MotoGP in quasi metà delle 19 gare registriamo una M1 in pole, per 10 volte la Honda di Marc Marquez. “Quando abbiamo migliorato la configurazione di Maverick in entrata e provato con Valentino, ha funzionato anche per lui. Le lamentele di entrambi i piloti sembravano diverse – ha spiegato il project leader Takahiro Sumi a mr-bike.jp -, ma la soluzione era simile. Di conseguenza, entrambe le moto erano quasi identiche e non c’erano grandi differenze“.

IL GAP DEL DOTTORE

Ma nell’angolo di box di Valentino Rossi qualcosa non ha funzionato. Per compensare il gap in velocità massima ha stressato oltremisura la gomma posteriore in curva. Ha provato in ogni modo a modificare lo stile di guida e a testare nuove componenti (come il forcellone in carbonio). Con un solo obiettivo: ridurre l’usura delle gomme. Ma ha fallito in questa impresa. Fabio Quartararo e Maverick Vinales hanno un modo di guidare somigliante per molti versi, aggressivi in ingresso curva. La nuova generazione di piloti sa come sfruttare al meglio l’elettronica, il veterano dovrebbe invece resettare decenni di carriera che ormai sono nel suo Dna.

La sfida, per quanto possa risultare di difficile comprensione e accettazione, non è ad armi pari. Il tempo fa il suo corso irreversibile e Valentino Rossi si ritrova, ahimè, in un’epoca che non è più sua, pur riuscendo a restare ai vertici. Di questo bisogna dare merito al campione di Tavullia. Ma non basta per puntare al titolo MotoGP. E per battere Marc occorrono due frecce nell’arco, come Fabio e Maverick. Velocità e massima intesa (questa è ancora da vedersi…) sono gli ingredienti per riportare la Yamaha sulla cima del Motomondiale. E l’arrivo di Jorge Lorenzo potrà aiutare ad affinare le punte per ferire la belva Marquez.

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