MotoGP, Seamless

MotoGP, la tecnica: il cambio ‘seamless’, parte 1

La prima parte dell'analisi del cambio 'seamless', adottato da tutti i costruttori in MotoGP. Le differenze tra questo ed il cambio 'classico'.

19 aprile 2020 - 18:12

La Ducati non ha il monopolio delle nuove tecnologie in MotoGP. Nel 2011, Honda ha introdotto il cosiddetto cambio “senza soluzione di continuità” sui suoi prototipi. Da allora tutti gli altri produttori hanno adottato questa tecnologia. In che modo questo cambio è diverso da uno convenzionale ?

Mentre un cambio convenzionale disinnesta la velocità utilizzata durante un cambio di marcia, questo cambio consente di cambiare marcia senza scalare quella in uso. Si evita così una breve interruzione nella trasmissione della coppia ad ogni cambio di marcia. La gradualità dei ‘seamless’ migliora quindi la stabilità delle moto, eliminando i sussulti durante l’accelerazione, offrendo anche una migliore efficienza del freno motore durante la decelerazione.

Cambio “classico”

In una trasmissione convenzionale, è possibile innestare solo una serie di pignoni in un determinato momento. Poiché è possibile inserire una sola marcia alla volta e gli ingranaggi devono scorrere lungo gli alberi, è previsto un certo tempo per ogni cambio di marcia. Durante questi momenti il motore non è in grado di fornire potenza alla ruota. Ciò è reso possibile meccanicamente dall’utilizzo della frizione, o grazie a un interruttore di cambio di velocità integrato nel collegamento.

Si interrompe così l’accensione del motore per un istante programmato: è la famosa leva del cambio. Se la frizione non fosse utilizzata o l’accensione non fosse disinserita, il motore accelererebbe fortemente durante il periodo di folle, un fatto che potrebbe danneggiare il cambio a lungo termine. Anche così c’è una variazione nella velocità del motore durante il periodo di folle.

Pertanto, anche con il cambio, è necessario arrestare il movimento della trasmissione del motore per consentire alle parti del cambio di attivarsi e disattivarsi. Questa momento di “rottura”, durante il quale la frizione si disinnesta e si reinnesta, provoca una scossa che destabilizza la motocicletta e porta a una riduzione dell’efficienza. La moto oscilla in avanti, poi la massa si sposta nella parte posteriore non appena la marcia è innestata. Questo si fa sentire sulle sospensioni e contribuisce all’usura prematura delle gomme.

Peggio ancora, se il guidatore è in curva, accelerando fuori dalla curva, questo impulso continua sotto forma di una leggera inclinazione anteriore e posteriore, che varia i carichi sulle due gomme e riduce quindi l’aderenza.

Il cambio “senza soluzione di continuità”

Il termine seamless viene utilizzato per la capacità di questo cambio di passare agevolmente da una marcia all’altra senza la solita rottura che si verifica quando si disinnesta la frizione. Non c’è neutralità tra il disinnesto della prima coppia di ingranaggi e l’impegno della coppia successiva. Pertanto, non vi è alcuna interruzione di coppia tra il motore e la ruota posteriore ed il tempo di cambio viene ridotto al minimo (solo il giusto tempo per l’elettronica di gestire la deviazione del regime del motore).

Da un punto di vista logico, il concetto è semplice. Due marce si innestano contemporaneamente, con un sistema che consente il passaggio simultaneoda un rapporto all’altro. Funziona sia in salita (dalla prima alla sesta marcia) che in discesa (dalla sesta alla prima). C’è un dispositivo meccanico che scollega uno dei due rapporti non appena quello successivo inizia a trasmettere la coppia. Per darvi un’idea: la moto è in terza marcia, il pilota preme la leva del cambio per passare alla quarta, ma in effetti mette questa velocità specifica solo in modalità “preselezionata”. Il motore rimane in terza marcia, la quarta è preselezionata, fino a quando un complesso sistema di meccanismi gli ordina di passare alla marcia successiva, appunto la quarta. Quando il cambio trasmette la coppia, la terza marcia viene automaticamente disattivata.

Nella seconda parte forniremo la spiegazione più tecnica del funzionamento del cambio senza soluzione di continuità. Vedremo poi quali sono i vantaggi per il pilota ed infine parleremo del suo costo.

L’articolo originale di Paul-Emile Viel su paddock-gp

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