La stagione 2025 della MotoGP è cominciata subito con una scia di infortuni che porta con sé alcuni strascichi di polemica. Sull'asfalto di Sepang sono caduti Raul Fernandez, Fabio Di Giannantonio e il campione in carica
Jorge Martin, tutti costretti a finire sotto i ferri. Casualità o qualche problema alle gomme? Michelin respinge ogni principio di accusa, ma nel paddock potrebbe avanzare l'ombra della Pirelli.
L'incubo di Jorge Martin
Jorge Martin ha compiuto pochissimi giri sulla sua nuova Aprilia RS-GP. Doveva essere l'anti-Ducati per eccellenza in questo campionato, ma la strada si fa tutta in salita per la Casa di Noale. Il madrileno resta con un lavoro importantissimo in sospeso, una moto ancora da assettare e non si sa se riusciremo a vederlo ai nastri di partenza il 1° marzo, quando si correrà la MotoGP Sprint in Thailandia. Una corsa contro il tempo, speranze che si rincorrono, dopo un colpo di mercato strepitoso messo a segno da Massimo Rivola e i suoi uomini la scorsa estate. Complice anche la preferenza di Borgo Panigale su Marc Marquez, quindi per Jorge una scelta quasi subita e non certo voluta...
Oggi verso mezzogiorno 'Martinator' entrerà in sala operatoria, alla clinica Quiron Dexeus di Barcellona. Sarà operato alla mano destra, non è ancora certo se i dottori dovranno intervenire anche sul piede sinistro fratturato. Il test MotoGP in Malesia si è rivelato un incubo per il pilota numero 1, ha trascorso una notte, con tac e risonanza, in osservazione all'Aurelius Hospital di Nilai, alla periferia Sud di Kuala Lampur. Nel pomeriggio di giovedì ha preso un volo per la Spagna, con l'augurio di poterci essere nel prossimo test a Buriram. Resta adesso da capire le cause delle due cadute nel day-1 a Sepang. Prima alla curva 1, poi
il brutto highside alla 2. L'ad Massimo Rivola ha assicurato che Jorge non ha commesso errori e che la moto non presentava problemi. Di contro, Michelin fa sapere che quella gomma con mescola media aveva un anno di vita e il decadimento inizierebbe non prima dei 15 mesi.
RS-GP25 nelle mani del 'Bez'
A mettere a punto la RS-GP25 ci penseranno Marco Bezzecchi e Lorenzo Savadori, di conseguenza
Jorge Martin dovrà per certi versi adattarsi alle scelte altrui. Anche se si vocifera che il grosso del lavoro era stato già svolto nel test al Montmelò lo scorso novembre. Per i team senza concessioni (Ducati, Aprilia e KTM) i motori verranno punzonati giovedì 27 gennaio in Thailandia e non potranno subire modifiche fino alla fine del 2026. Sarà una grande sfida per il marchio veneto, contro una Ducati che sembra andare avanti a gonfie vele. Ma l'incidente di Jorge Martin nel primo giorno di test MotoGP a Sepang farà discutere ancora a lungo.
Michelin risponde alle accuse
Piero Taramasso, responsabile Michelin, fa chiarezza contro alcune voci critiche che si diffondono nel paddock. Innanzitutto finisce sul banco degli imputati la mescola media, ritenuta indigesta sul circuito di Sepang. "Questo è un circuito particolare, con poco grip e alta temperatura. La gomma media posteriore, rispetto alla Soft, è meno performante. E' vero che i piloti preferirebbero avere solo specifiche soft, ma il regolamento impone due specifiche come avviene in gara. Ed è pur vero che tutte le marche hanno avuto qualche problema per metterle a temperatura".
Massimo Rivola ha chiesto esplicitamente delle spiegazioni al fornitore francese, per sapere se non fosse una di quelle gomme che restano chiuse in un container per un anno. Taramasso esclude problemi strutturali allo pneumatico di
Jorge Martin dopo le dovute analisi. "
Noi dobbiamo cercare sempre la ragione, abbiamo guardato la gomma posteriore di Jorge. La gomma è stata fabbricata l'anno scorso, non è mai stata riscaldata. Dopo i run di Jorge l'abbiamo portata qui, ha lavorato bene sia a destra che a sinistra. Analizzando i tempi era in linea con gli altri piloti. Un po' strano che l'abbia tenuta per tredici giri, di solito un pilota la cambia subito se riscontra anomalie".
La temperatura interna
Nel corso della terza giornata di test MotoGP, Taramasso ha fornito ulteriori dettagli, grazie alla collaborazione di Aprilia. "Dai sensori McLaren abbiamo verificato che quando Jorge è caduto la temperatura interna era 15 gradi in meno rispetto alle precedenti, e sono parecchi. La gomma non era pronta... più le condizioni della pista, hanno contribuito alla caduta di Jorge. La temperatura interna dipende dal carico che mette il pilota, dall'aria che metti dentro, ci sono vari parametri che la condizionano. Per me non c'è una responsabilità, bisogna capire cosa è successo e trovare una soluzione. Di sicuro il pneumatico non era difettoso, ma non ha dato grip perché era freddo".
Non è la prima volta che Michelin finisce sotto i riflettori sebbene si sia difesa sempre bene e a suon' di dati e numeri. Avanza l'ipotesi che Pirelli possa accaparrarsi la fornitura gomme dal 2027. "Noi vorremo restare, abbiamo fatto la nostra proposta a Dorna, stiamo aspettando una riposta entro la prima gara. Sono ottimista - ha concluso Taramasso -, ma so che la concorrenza è forte".
Foto Michelin Motorsport