MotoGP, Marc Marquez

MotoGP, Stoner: “Marquez si può battere spingendolo al limite”

Casey Stoner ha lasciato la MotoGP alla fine del 2012. La sfida contro Marc Marquez resta un sogno di tanti fan, ma l'ex pilota svela un consiglio.

13 giugno 2020 - 17:29

La stagione MotoGP 2013 sarà ricordata per il debutto di Marc Marquez e per la mancata sfida contro il “dimissionario” Casey Stoner. L’australiano ha lasciato le corse a soli 26 anni, annunciando il suo addio durante il week-end di Le Mans 2012. Nel 2015 si è fatto avanti per sostituire l’infortunato Dani Pedrosa, ma HRC si oppose, forse su richiesta del campione di Cervera o per non infastidirlo.

Oggi sono in tanti a studiare lo stile di guida dell’otto volte campione del mondo, sempre vincente in classe MotoGP. Ad eccezione di quella stagione 2015, quando a contendersi il titolo furono le Yamaha di Jorge Lorenzo e Valentino Rossi. Marc Marquez ha introdotto un nuovo modo di guidare i prototipi della Top Class, con un fare spregiudicato e sempre alla ricerca del limite. “Marc è fantastico. È incredibilmente veloce e la sua velocità di reazione è di un altro mondo – ha ammesso Casey Stoner -, nessuno può avvicinarsi a lui. Ma ho anche la sensazione che sia costantemente al limite, a volte inutilmente. Marquez è arrivato in MotoGP pronto ad esplorare i limiti che nessuno aveva esplorato prima“.

IL SEGRETO DEL LIMITE

Cosa avrebbe fatto l’australiano per provare a sconfiggere il Cabroncito? Spingere ulteriormente la ricerca del limite per indurlo a sbagliare. Non a caso ha collezionato numerose cadute in passato. “Marc può anche commettere errori. Quindi penso che la cosa migliore sarebbe prendere il comando e fare giri veloci all’inizio della gara per convincerlo a inseguirti . Spingendolo ai suoi limiti può commettere errori“, ha aggiunto Casey Stoner ai microfoni di Motogp.com. Una strategia in teoria giusta, ma complicata da mettere in pratica. “La gente mi chiede sempre se penso che avrei potuto sconfiggere Marc. Jorge [Lorenzo], Andrea [Dovizioso] e altri che ho battuto lo hanno battuto, quindi non vedo perché non avrei potuto riuscirci“.

L’ex campione del mondo vede troppo orgoglio nel paddock. Troppi piloti che pretendono di modificare la moto, pochi che vogliono cambiare se stessi. “Cambiare il comportamento di una moto richiede un sacco di soldi e sforzi, senza la sicurezza di ottenere il risultato desiderato. L’adattamento, tuttavia, può essere una soluzione più rapida e gratificante“, ha concluso Casey Stoner, sottolineando l’importanza degli allenamenti sullo sterrato. “Quindi se vuoi battere Marc Marquez, devi affrontare le tue debolezze!“.

Video: Instagram @marcmarquez93

1 commento

dinosaur_14861264
8:31, 14 giugno 2020

Casey, tu, a parita’ di eta’ e problemi fisici, lo avresti battuto ad occhi chiusi ma non credere che il solo fatto di essere australiano renda un pilota in grado di battere Marc!

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