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MotoGP: Ragazze veloci, le storie delle donne pilota nel Mondiale

Nella storia del Motomondiale abbiamo avuto anche qualche ragazza veloce al via. Conoscete le loro storie? Ve le raccontiamo.

7 dicembre 2020 - 20:00

Il Mondiale MotoGP, lo sappiamo, è uno sport disputato prevalentemente da piloti uomini. La parola ‘prevalentemente’ è dovuta al fatto che nel corso degli anni abbiamo registrato anche qualche sporadica presenza femminile, alcune per qualche gara ed altre per campionati interi. La prima donna nel Motomondiale la troviamo negli anni ’50, le ultime invece risalgono a poche stagioni fa. Tra loro c’è chi ha scritto la storia ottenendo punti a livello mondiale. Ricordiamo chi sono queste ‘ragazze terribili’.

Ingeborg Stoll-Laforge, Germania

Cominciamo da questa pilota tedesca, classe 1930. La sua carriera comincia come passeggero di suo padre su un sidecar NSU. In seguito inizia a competere assieme al pilota francese Jacques Drion ed insieme trionfano in due campionati transalpini di categoria. Dal 1952 al 1957 li troviamo nel Campionato del Mondo, quando era ancora presente anche questa classe: chiudono per tre stagioni come quarto equipaggio in classifica generale. Lei è anche la prima donna a competere al TT Isola di Man, non proprio ben vista dagli altri concorrenti… Il finale non è dei migliori: nel 1958, nel corso di un evento in Cecoslovacchia non valido per il mondiale, Drion e Stoll sono protagonisti di un grave incidente. Lei morirà sul colpo, il collega spirerà poco dopo il ricovero in ospedale.

Beryl Swain, Gran Bretagna

C’è poi questa pilota britannica (nata Beryl Tolman, poi Swain per matrimonio) classe 1936, dalla carriera molto corta. È la prima donna in singolo (a differenza di Stoll, in sidecar) ad essere ai nastri di partenza sul pericoloso tracciato dell’Isola di Man, in sella ad una Itom 50cc, nel 1962. Chiude 22^ (su 25) e senza la marcia più alta, persa nel corso del secondo giro. La sua storia però finisce qui: in seguito infatti le viene revocata la licenza con l’introduzione di un peso minimo che lei non poteva rispettare. Scatta così il divieto alle concorrenti donne di prendere parte a questo evento, un fatto che dura fino al 1978. In quell’anno ci pensa Hilary Musson, al via come pilota in World Championship Formula 3 TT.

Gina Bovaird, U.S.A.

Passeranno circa vent’anni prima di rivedere una donna nel Motomondiale. Si tratta di una ragazza statunitense, classe 1949, la prima donna a piazzarsi in top ten in una gara AMA. Partecipa anche alla 200 miglia di Daytona, conquistando il premio per il debuttante più veloce, ed alla Daytona International Speedway. Risultati che la portano a competere in Europa. Nel biennio 1981-1982 la troviamo anche nel Campionato del Mondo, tra 125cc e 500cc. I suoi risultati non sono stati memorabili, ma quella di Bovaird è stata una vera prova di coraggio per quei tempi: rimane tutt’ora l’unica donna ad aver corso nella classe regina del Motomondiale.

Taru Rinne, Finlandia

È la volta di una giovane finlandese classe 1968, la cui carriera era iniziata nei karting, sfidando ed anche battendo futuri piloti F1 come Hakkinen o Salo. Nel 1983, ad un passo dal terzo titolo nazionale, viene squalificata per combustibile irregolare. Dopo un anno di stop, decide di passare alle due ruote: il suo debutto mondiale avviene nel 1987 in 125cc, con l’italiana MBA (ormai defunta) nel GP di Svezia. La storia viene scritta l’anno successivo: passata a Honda, è 14^ nella tappa francese, diventando la prima donna a prendere punti nel Mondiale. Nel 1989 vive la sua stagione migliore: arrivano ben cinque piazzamenti a punti, spicca in particolare il 7° posto ottenuto al Hockenheimring. Disputa 12 GP anche nel 1990, mentre l’anno seguente è protagonista di un incidente al Paul Ricard, con frattura delle caviglie. Una lunga convalescenza condita dalla lettera di Bernie Ecclestone, in cui diceva che non la riteneva in grado di partecipare al successivo campionato: questo mette la parola fine alla sua carriera.

Tomoko Igata, Giappone

Passa davvero poco ed ecco un’altra giovane pilota. Classe 1965, di Tokyo, la troviamo per tre stagioni nel Motomondiale, anche lei nella categoria 125cc. La stessa in cui aveva corso in precedenza nel campionato giapponese, chiudendo costantemente in top ten. Nel 1992 ecco il debutto a livello internazionale: disputa una wild card nel GP di casa a Suzuka in sella ad una Honda, chiudendo 20^ sotto la pioggia. L’occasione però arriva nel biennio 1994-1995: saranno infatti le sue uniche stagioni complete nel Campionato del Mondo. Nel primo anno conquista tre piazzamenti a punti, che nel secondo diventano 5: spicca il 7° posto a Brno, seguito all’ottava piazza arrivata nel secondo GP stagionale in Malesia. Torna poi nei campionati nazionali, senza risultati di rilievo, prima di ritirarsi.

Daniela Tognoli, Italia

C’è stata anche una pilota tricolore nella storia del Motomondiale. Classe 1972, prima del grande salto aveva già scritto un pezzo di storia delle due ruote nel nostro paese. Dopo essersi distinta nel campionato monomarca Honda femminile e nella gara di Sport Production per donne, nel 1992 disputa il Trofeo Italia nella classe 125cc, scontrandosi così con i colleghi uomini. Nella prova a Misano la Tognoli, in sella alla Honda del team Ipa-Rumi, trionfa: diventa così la prima ragazza a vincere una gara motociclistica a livello nazionale. Nel biennio 1993-1994 eccola nel Campionato del Mondo, sempre nella classe minore: a referto 9 gare in totale e come miglior risultato un 24° posto, ottenuto a Laguna Seca.

Katja Poensgen, Germania

Fine anni ’90, inizio del nuovo millennio ed ecco che troviamo un’altra ragazza nel Mondiale. Una pilota classe 1976 che farà la storia, visto che sarà la prima donna a qualificarsi ad una gara nella categoria 250cc. Dopo essersi distinta in campionati nazionali ed europei, ecco il debutto a livello internazionale, ma in Supersport nel 1998. Arriverà poi nel Motomondiale nel 2001: inizia la stagione con Aprilia (con cui ottiene un 14° posto ed i suoi unici punti), per finirla con Honda. Nel 2003 è di nuovo al via con Honda: sarà la sua ultima annata nel Campionato del Mondo, chiusa senza punti.

Markéta Janáková, Repubblica Ceca

Negli stessi anni c’è anche una ragazza ceca in azione nel Motomondiale, ma in 125cc. Classe 1987, il suo debutto mondiale avviene nel 2003, quando stava comandando il campionato nazionale. Disputa una wild card nell’appuntamento di casa a Brno: 34^ in qualifica, riesce a compiere una buona rimonta chiudendo 25^. L’anno successivo la ritroviamo nel GP d’Olanda, sesto appuntamento della stagione: un weekend particolare, con qualifiche sotto la pioggia e gara asciutta, su una pista a lei totalmente sconosciuta. Scatta dal 35° posto in griglia, chiude 27^. “La situazione peggiore, non avevo riferimenti. Gli aspetti positivi? Non ho commesso errori e non ho fatto troppa fatica” aveva dichiarato a gara conclusa. Ma le viene data l’occasione di completare la stagione, la sua unica nel Mondiale: ottiene come miglior risultato un 23° posto in Giappone.

Andrea Touskova, Repubblica Ceca

Segnaliamo dallo stesso paese anche questa ragazza classe 1992, al via nel Mondiale 125cc. Le occasioni sono due wild card nel Gran Premio di casa. La prima avviene nel 2008, in sella alla Honda del team Eurowag Junior Racing, chiudendo la gara in 31^ posizione. Due stagioni dopo ottiene un’altra occasione, sempre guidando una Honda ma del team Moto 82: stavolta però manca la qualificazione e non riesce a disputare la gara al Masaryk Circuit.

Ornella Ongaro, Francia

In una occasione abbiamo visto all’opera anche la giovane motociclista transalpina classe 1990 nel Campionato del Mondo. Non una carriera facile la sua, ostacolata inizialmente dai genitori, senza parlare dei trucchetti subdoli adottati da alcuni rivali in pista… Ma la talentuosa pilota francese è riuscita a mettersi sempre più in evidenza a livello nazionale, riuscendo in più di un’occasione a battere i colleghi uomini. Seppur con tante difficoltà, alla fine arriva la tanto sperata wild card nel 2009 nel Mondiale 125cc: è schierata quindi nel GP di casa a Le Mans. Il meteo purtroppo non la aiuta: a causa del maltempo non riesce infatti a realizzare un tempo utile per qualificarsi in gara.

Nikolett Kovács, Ungheria

È la motociclista ungherese di maggior successo. Classe 1982, figlia di piloti di rally, ha iniziato da piccolissima sulle due ruote. Tra il 1991 ed il 2002 conquista ben 29 titoli nazionali e 6 coppe in diverse categorie, con anche in mezzo un infortunio alla schiena dalla quale si è in seguito ripresa. Nel 2007 ecco la sua unica occasione nel Motomondiale: è al via nel Gran Premio di Turchia, di scena a Istanbul Park, ma sfortunatamente non riesce a qualificarsi per la gara. Da un decennio è giornalista accreditata per il Mondiale MotoGP.

Elena Rosell, Spagna

È la prima di tre ragazze spagnole che troveremo al via nel Motomondiale. Classe 1986, inizia la sua carriera motociclistica a 13 anni, arrivando sei anni dopo al campionato nazionale. Nel 2009 diventa la prima donna ad imporsi in una gara nel campionato spagnolo, la tappa di Ninja Cup ad Albacete. A metà 2011 passerà alla categoria Moto2 nazionale, debuttando nello stesso anno anche nel Campionato del Mondo nella medesima classe. La prima gara, da sostituta, si ferma alle qualifiche, non riuscendo a piazzare un tempo valido per la gara, disputando poi altre due wild card. Il 2012 è il suo primo ed unico anno completo nel Mondiale, schierata da QMMF Racing (prima su Moriwaki e poi su Speed Up). Non ottiene punti, il miglior risultato è un 19° posto in Malesia.

Ana Carrasco, Spagna

Ben tre stagioni mondiali invece per la seconda ragazza spagnola da ricordare. Già nella sua nazione scriverà la storia, visto che diventa la prima pilota donna a conquistare punti nel CEV 125cc. Il suo debutto mondiale avviene nel 2013, compagna di box di Maverick Viñales in Moto3. Sarà proprio questa la sua stagione migliore: in Malesia in particolare chiude 15^, prima donna a punti nella rinominata categoria minore, raccogliendo l’eredità dell’ultima pilota a punti, la citata Poensgen nel 2001. Ma arriverà un altro piazzamento di rilievo, un gran 8° posto a Valencia. Nei due anni successivi non riuscirà più a ripetersi, tra problemi economici e infortuni. Dopo alcuni anni deludenti, farà la storia nelle derivate di serie: è campionessa del mondo Supersport 300 nel 2018 (seconda donna iridata dopo la finlandese Kirsi Kainulainen in sidecar due anni prima).

María Herrera, Spagna

Arriviamo all’ultima ragazza spagnola nel Motomondiale, classe 1996. La sua carriera inizia nel 2002 con le minimoto, molto attiva nel campionati nazionali fino ad approdare al CEV. Nel biennio 2013-2014 registriamo le prime wild card mondiali, finché non debutta a tempo pieno nel 2015. Mette a referto tre piazzamenti a punti, il migliore di questi l’11° posto ottenuto in Australia, risultato che non migliorerà nelle due stagioni successive, pur chiudendo ancora a punti quattro volte nel 2016 ed una nel 2017. In seguito passa alle derivate di serie, ma nelle stagioni 2019 e 2020 la ritroviamo nuovamente nel Motomondiale, stavolta nella neonata MotoE, ‘costola elettrica’ della MotoGP. Il miglior risultato è stato un 5° posto in Gara 2 a San Marino nella scorsa annata.

Shizuka Okazaki, Giappone

Per finire la lista, ecco questa giovane e sorridente ragazza giapponese, autrice di due wild card a livello mondiale. Classe 1992, ha iniziato a competere a 10 anni, influenzata dal fratello. Vince per due volte la MFJ Women Road Race Championship, passando in seguito in All Japan Road Race Championship, categoria J-GP3 (l’equivalente giapponese della Moto3). Nel 2016 ecco il debutto mondiale in occasione del Gran Premio di casa, che chiude in 26^ posizione. Due anni dopo ecco la replica, e sua ultima opportunità (per limiti d’età). Riesce a migliorare il piazzamento precedente, chiudendo in 23^ posizione la gara al Twin Ring Motegi.

Elena Myers, U.S.A.

Non ha disputato nessuna gara nel Mondiale, ma a titolo informativo ricordiamo il suo test in sella ad una MotoGP nel 2011. Classe 1993, la giovane pilota statunitense ha scritto la storia nel suo paese diventando nel 2010 la prima donna a vincere una gara AMA Pro Road Racing nella categoria SuperSport, la prima a vincere due anni dopo al Daytona International Speedway. Come ‘premio’ per i risultati a livello nazionale ha percorso cinque giri sul circuito Indianapolis Motor Speedway in sella alla Suzuki GSV-R 800cc di Alvaro Bautista. Il suo addio alle corse, anni dopo, avviene dopo una brutta storia: subisce un’aggressione a sfondo sessuale da un massaggiatore. Rivoltasi ai responsabili della struttura in cui l’uomo lavorava, non viene ascoltata. Questa persona verrà arrestata solo in seguito, su denuncia di altre donne.

 

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