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Danilo Petrucci: “Nessuno mi ha chiesto di vincere il Mondiale”

Danilo Petrucci ha chiuso il primo anno da pilota ufficiale. Una stagione a due facce, anche per qualche errore di troppo. Nel 2020 serve un sensibile miglioramento.

10 gennaio 2020 - 16:16

Sembrava un sogno diventato realtà l’approdo di Danilo Petrucci nel team ufficiale Ducati, componendo una squadra con due alfieri tricolori. “Se sei un pilota e sei italiano, è normale pensare di competere in Ducati un giorno.” Sembrava, ma in realtà gara dopo gara la situazione si è trasformata in un incubo. Petrucci, il nuovo arrivato, ha iniziato bene con la squadra di Borgo Panigale, ma il finale di stagione non è stato quello che ci si aspettava.

Il ternano ha cominciato con un sesto posto nelle prime tre gare della stagione. In seguito ha conquistato anche la prima vittoria in carriera al Mugello. Questi risultati, assieme ad altri tre podi, hanno fatto sì che il pilota Ducati portasse a casa 121 punti solo nella prima metà di stagione. Per questo motivo non è stata una sorpresa quando al Sachsenring, prima delle vacanze estive, la squadra ha ufficializzato l’estensione del contratto per un altro anno.

In seguito non è andata come ci si aspettava: nella seconda metà del campionato ‘Petrux’ non è riuscito a concludere nemmeno nelle prime sei posizioni. In dieci gare ha conquistato solo 55 punti, passando dal 3° al 6° in classifica iridata. Sorge spontanea una domanda, alla quale il pilota italiano sembra avere la giusta risposta. La stanchezza e la pressione potrebbero essere state determinanti nella sua prima stagione completa da pilota in un team ufficiale.

“Certamente c’è stato qualche problema con la moto. Le sensazioni non erano più le stesse della prima metà di stagione. Da dire che avevo iniziato con grande energia, mi aspettavo molto. Per la prima volta ero pilota ufficiale, per questo quasi non avevo fatto vacanza in inverno, ma ad agosto ero un po’ stanco. C’è stata poi la pressione: ero terzo iridato e ho commesso qualche errore nelle libere, in qualifica… I risultati non sono più arrivati. Questa situazione ha aggiunto altra pressione.”

“A Brno ero un po’ stanco” ha continuato Danilo Petrucci. “In Austria invece ero abbastanza veloce, anche se non sono riuscito a qualificarmi in una bella posizione. In seguito a Silverstone sono riuscito a rimontare dal 13° al 7° posto. Queste ultime sono state due buone gare, ma i risultati delle qualifiche ci hanno impedito di fare ancora meglio in gara. Il Gran Premio negativo è stato decisamente quello a Misano.”

Nonostante tutto, alla sesta stagione in MotoGP l’italiano ha ottenuto il miglior risultato dal suo debutto. “Ad inizio stagione nessuno mi aveva chiesto di vincere il Mondiale” ha precisato. “Certo, non sono contento della seconda metà di campionato, ma ho lottato per la top 5 fino alla fine. Non so quanti avrebbero pensato che sarei riuscito a vincere una gara o che mi trovassi in terza piazza iridata a sei gare dalla fine.”

Dopo la prima stagione in un team factory, il vincitore del Mugello sa che “Questa pressione è normale. Ho commesso qualche errore, soprattutto in qualifica, perché volevo di più. Non avevo grandi aspettative nella prima parte dell’anno, piuttosto nella seconda.” “Questo sarà un aspetto chiave: bisogna concentrarsi di più in gara ed essere più costante. L’obiettivo è migliorare nettamente” ha concluso Danilo Petrucci.

Autore: Raquel Jiménez Rodríguez; Traduzione: Diana Tamantini

L’articolo originale su motosan.es

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