SBK, Jonathan Rea

SBK, Jonathan Rea: “Non voglio correre per tutta la vita”

Jonathan Rea è in procinto di rinnovare con Kawasaki per la stagione 2021 di SBK. Sul futuro prevede un ruolo nella grande famiglia Kawasaki.

10 gennaio 2020 - 16:22

Jonathan Rea prosegue la sua preparazione nel Nord dell’Irlanda in vista del primo test del 22-23 gennaio a Jerez. Il pentacampione della SBK rincorre il suo sesto titolo, ma c’è da pensare anche al rinnovo con Kawasaki. Certo il prolungamento di contratto per un anno con opzione sul secondo oppure biennale. Ma cosa sarà del fuoriclasse di Ballymena dopo che avrà appeso il casco al chiodo? Di certo non sarà uomo da pantofole e divano, i rischi sono troppo alti…

Nel 2020 Jonathan Rea inizia la sua sesta stagione con Kawasaki e punta alla sestina d’oro. Il contratto è in scadenza, ma basterà qualche successo per mettere fine alle voci che lo vorrebbero sulla via della pensione. Vive di vittorie ed emozioni in pista, difficilmente riuscirà a privarsene a breve termine. Ma arriverà il giorno in cui dovrà dire addio al Mondiale Superbike. “Non ho bisogno di correre per il resto della mia vita – ha detto a Speedweek.com -. Sono finanziariamente sicuro, ho anche una bella vita fuori dalle corse. Mi godo il mio tempo in moto, mi piace la competizione. Dipenderà anche da ciò che Kawasaki ha in mente per il 2021. Dopodiché posso pensare alle dimissioni“.

Sicuramente troverà qualcosa da fare, legato al mondo delle corse ma con un impegno meno assiduo e stressante. “Parlerò con Kawasaki, vediamo se c’è un lavoro in azienda per me dopo le corse. Come test driver, come ambasciatore, nella gestione della squadra, qualunque cosa. Se dovessi sedermi sul divano con mia moglie tutto il giorno – ha concluso Jonathan Rea – saremmo presto divorziati. Devo anche avere qualcosa per me stesso. Probabilmente avrò bisogno di un anno dopo le mie dimissioni per pensare al mio futuro“. Ma difficile immaginare un futuro in un altro team: “I più bei ricordi li ho con Kawasaki. Il mio tempo alla Honda è stato stancante“.

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1 commento

fabu
18:40, 10 gennaio 2020

Piú che stancante con la Honda direi deprimente. Chissá cosa avrebbe potuto fare anche lí con una moto decente.

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