MotoGP, Paolo Ciabatti

MotoGP, Paolo Ciabatti sul caso Yamaha: “Precedente pericoloso”

Nel paddock MotoGP di Valencia tiene banco la vicenda dei motori Yamaha. Paolo Ciabatti e Davide Brivio all'unisono: "Un bel pasticcio".

6 novembre 2020 - 12:27

Nel paddock della MotoGP a Valencia tiene banco la questione delle sanzioni a Yamaha. La casa di Iwata tiene a precisare che non si tratta di una irregolarità volontaria, ma di una errata interpretazione del regolamento. Nessuna intenzione di malafede nell’usare valvole di due costruttori differenti ad inizio campione, senza avvertire la MSMA. Nel comunicato diramato dalla casa dei diapason si legge: “Yamaha desidera chiarire che non vi è stato alcun malinteso nell’uso delle valvole di due diversi fornitori che sono state prodotte secondo una specifica di progetto comune“.

L’opinione di Ciabatti

I sei costruttori si sono riuniti giovedì al Ricardo Tormo alla presenza degli Steward della FIM. Alla fine hanno deciso di sanzionare Yamaha ma non i piloti, anche per non rovinare una stagione MotoGP già precaria per l’emergenza Covid-19. “Ieri c’è stata una riunione della MSMA in cui i costruttori hanno ritenuto che il minimo fosse una penalizzazione per i punti della squadra e del costruttore – ha spiegato Paolo Ciabatti a Sky Sport MotoGP -. Il FIM Panel ha deciso in questa direzione, noi la rispettiamo, però è un po’ strano che i piloti non vengano sanzionati. In questo caso possiamo capire il perché di questa decisione“.

I costruttori hanno deciso di non fare appello a questa sentenza, ma in futuro potrebbero sorgere problemi. “Credo abbiano ritenuto che sia un errore di Yamaha, noi accettiamo, ma questo crea un precedente pericoloso per il futuro. La situazione si protrae da mesi, abbiamo chiesto questo minimo di penalizzazione – ha aggiunto Paolo Ciabatti -. Resta un precedente discutibile perché i piloti hanno girato a Jerez con delle moto non regolamentari“.

Il commento di Brivio

Sulla stessa lunghezza d’onda il commento di Davide Brivio, team manager Suzuki, che vanta entrambi i suoi piloti in lotta per il titolo MotoGP. “Si è creato un bel pasticcio. C’è questa irregolarità riconosciuta, qualunque sentenza avrebbe gettato un’ombra sul campionato. La sentenza è stata data per non influenzare il campionato piloti. Vincere o perdere è meglio farlo sul campo e lottare alla pari. Ma questa sentenza getta un’ombra sul campionato della Yamaha, perché nella prima gara hanno fatto punti pesanti con delle moto irregolari. Alla fine la classifica team e costruttori non interessa, se vinci lo pubblicizzi, se lo perdi non interessa a nessuno. Comunque alla fine chiunque vincerà non avrà nulla da recriminare“.

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