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MotoGP, Marc Márquez: “Io il favorito? Al momento non è la mia guerra”

Marc Márquez fa il punto sulla sua situazione. Conferma l'assenza nei test in Qatar, ammette l'errore di Jerez e sottolinea che "Ci vorrà un po' per essere il Marc di prima."

22 febbraio 2021 - 14:14


Nella giornata della presentazione Repsol Honda, senza dubbio l’osservato speciale è Marc Márquez. Nessuno si aspettava la sua totale assenza nel 2020 dopo quell’infortunio occorsogli nel GP a Jerez, né certo tutte le conseguenze inattese. Il pluricampione MotoGP ammette la scelta sbagliata al momento di optare per il frettoloso ritorno ed ora non vuole avere nessuna fretta. Dopo quanto è successo, attende le risposte dei medici e del suo corpo per pensare al ritorno alle corse. I rivali lo vedono come favorito 2021, ma è lo stesso pilota catalano a scartare l’idea: ora l’unico pensiero è ritrovare la giusta condizione fisica per tornare in sella alla sua RCV.

“Ci vorrà un po’ per essere il Marc di prima” ha sottolineato nel meeting online tenuto dopo la presentazione ufficiale. Oltre a confermare la sua assenza ai test in Qatar. “L’obiettivo era quello, ma i dottori hanno detto di no. Pensiamo quindi alla prima gara a Losail, se non sarà possibile la seconda, o più avanti. A metà marzo avrò un’altra visita, mi diranno. Servirà ancora tanto per tornare al 100%, ma quando ci saranno le giuste condizioni fisiche allora ripenserò a guidare una MotoGP.” Ammette anche di aver imparato molto dal 2020. “Ci si prende sempre qualche rischio, cercando di tornare presto, ma questa non è la cosa più importante. Ho sbagliato a tornare a Jerez, pensavo di poterlo fare.”

Non punta il dito contro nessuno: “È stata una scelta collettiva, e l’ultima parola l’ho avuta io. Abbiamo ricevuto commenti positivi dai dottori ed abbiamo deciso di provarci: io sentivo di poterlo fare, ma non era lo stesso per il mio corpo. Abbiamo sbagliato lì, ma anche a provarci per Brno, visto che la lesione non era assolutamente consolidata.” Dura a livello fisico, ma anche mentale. “Soprattutto a settembre/ottobre: il braccio non migliorava, ho svolto tanti esami ma non si capiva quale fosse il problema. Per fortuna non abbiamo mai avuto problemi ai nervi, ma c’è stata la pseudoartrosi, l’infezione… Ma così lieve che inizialmente non risultava.” Riguardo alla placca rotta, “Quello non è stato un problema. L’errore è stato sforzare il braccio, che ha portato alla rottura.” 

Precisa anche che “Non ho mai pensato che non sarei tornato a correre. Anzi, pensavo alla prossima gara!” Non manca un commento su quale sarà il suo livello al ritorno. “Per prima cosa dovrò ricominciare a divertirmi, per poi tornare piano piano ad essere quello di prima. Pensarmi veloce già alla prima gara non è un obiettivo realistico, sono fermo da troppo tempo: certo punto a tornare competitivo, ma non sarò subito quello di prima.” Risponde poi con un sorriso a chi lo vede favorito per il 2021, Mir in primis. “È certo lusinghiero, ma irrealistico al momento” ha sottolineato. “Chi deve pensarci è il campione Joan Mir. Questa non è la mia guerra al momento, devo pensare solo a tornare in sella.”

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