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MotoGP, le case dimenticate: Malanca, una favola conclusa anzitempo

Vi ricordate di Malanca? Un altro marchio italiano nato nel dopoguerra, con bei risultati nel Motomondiale grazie allo sfortunato Otello Buscherini... La sua storia.

7 gennaio 2021 - 15:17

Un tempo il Motomondiale pullulava di piloti e costruttori tricolori, questi ultimi nati da passione e voglia di rinascita soprattutto dopo l’ultima guerra mondiale. Molti sono stati capaci di lasciare un segno più o meno importante. Qualcuno vincendo più volte il mondiale, altri solo con qualche piazzamento di rilievo. Questo secondo caso rispecchia quello che fu il progetto Malanca, nato a Bologna verso la metà degli anni ’50 ed ormai scomparso anche come marchio motociclistico. Non è mancato qualche storico successo in gara, soprattutto con lo sfortunato Otello Buscherini… Ma andiamo con ordine: ecco la sua storia.

LA NASCITA 

Un altro esempio dei tanti imprenditori ‘in proprio’ spuntati nel dopoguerra, spinti dalla grande passione e capaci però di lasciare un segno nel mondo delle due ruote. Come per tante aziende, anche questa prende il nome dal suo fondatore. Parliamo di Mario Malanca, che comincia da imprenditore (circondandosi di collaboratori capaci ed affidabili) producendo nella sua officina bolognese parti meccaniche e mozzi per ruote di moto. Si pensa però sempre più in grande: nel 1956 ecco il debutto del primo motociclo di questo marchio. Questa data quindi ne rappresenta la fondazione ufficiale. Inizialmente ci si affidava ai propulsori realizzati da Franco Morini (nipote del fondatore dell’omonima azienda), passando negli anni ’60 alla produzione in proprio anche di questa componente. Il primo esempio è la mitica “Testa Rossa”, molto amata soprattutto dai più giovani del tempo. Malanca diventa così un costruttore in tutto e per tutto, che non tarderà nemmeno a farsi vedere nelle corse.

LE COMPETIZIONI 

La prima importante traccia del marchio Malanca risale al 1968, con l’ingaggio di due talenti del calibro di Otello Buscherini e Walter Villa. Cominciano ad arrivare i primi successi in ambito nazionale. In quell’anno il primo domina il Campionato Classe Cadetti 60cc con sei vittorie in sei gare disputate, oltre ad assicurarsi il primo posto nella gara in salita “Camucia-Cortona”. Il secondo si assicura il Campionato Italiano della Montagna. Ma è solo l’inizio: dal 1968 al 1974 Malanca mette a referto sei campionati tricolori divisi tra le categorie 50cc e 60cc (oltre ai già citati, aggiungiamo anche ad esempio Bruno Cretti, Alberto Ieva, Pierluigi Conforti), a cui aggiungere il titolo Seniores 125cc con Buscherini. Proprio con quest’ultimo, diventato sempre più fondamentale per il progetto della casa bolognese, arriveranno anche le soddisfazioni a livello internazionale.

IL PERIODO MONDIALE

L’esordio avviene nell’allora categoria minore, la 50cc, nel 1970 ed è proprio in quella classe che arrivano i primi piazzamenti a punti. Ci pensa soprattutto Otello Buscherini, che nel 1972 ottiene due strepitosi podi (è 3° in Jugoslavia ed in Germania Est), più altri risultati di rilievo che valgono un’incredibile quinta piazza iridata. Non dimentichiamo anche Alberto Ieva, a punti in quello stesso anno con un 6° posto al GP delle Nazioni. Nella stagione successiva è sempre il binomio Buscherini-Malanca a brillare, stavolta in 125cc: la casa bolognese infatti salirà per ben due volte sul gradino più alto del podio assieme al suo pilota di punta. A referto due storiche vittorie nel GP di Cecoslovacchia e nella tappa finlandese a Imatra.

Successi che non si ripeteranno negli anni a seguire, anche se comunque il pilota di Forlì si farà vedere qualche altra volta sul podio mondiale. Nel ’74 ne arrivano due in 50cc e 5 in 125cc, l’anno dopo invece arrivano solo due piazzamenti a punti: Pierluigi Conforti chiude 5° al GP delle Nazioni, mentre Buscherini è 6° ad Assen. Infine, nel 1976 in Austria arriverà l’ultimo podio (categoria 125cc) per il pilota di Forlì assieme a Malanca. Possiamo dire anzi che questa è la fine della favola: in quella stagione infatti Otello Buscherini perde la vita al Mugello durante la gara 250cc.

L’EPILOGO

Un finale amaro che porta al ritiro dalle corse. Solo saltuariamente rivedremo il marchio in qualche competizione: nel 1978 e nel 1985 segnaliamo qualche comparsa nel Motomondiale categoria 250cc, ma non arrivano risultati da ricordare. Non mancheranno però gli omaggi al suo pilota di punta scomparso prematuramente. È così che nel 1981 Malanca presenta l’OB One (da notare appunto le iniziali) di 125 cm³, in seguito sdoppiato nelle versioni turistica e sportiva (chiamata OB One Racing). Quest’ultima diventerà uno dei modelli più veloci della categoria all’epoca. Ma in generale l’azienda non naviga più in buone acque: la crisi riguarda soprattutto le 50cc, sulle quali si era investito maggiormente. Nel 1986 il capolinea: la casa chiude i battenti, gli stabilimenti vengono abbandonati, il marchio sparisce.

Foto: Malanca

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