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MotoGP, la tecnica: quante prelibatezze tecniche in top class

È sempre interessante analizzare da vicino qualche dettaglio sulle MotoGP. Vediamo alcuni aspetti Aprilia, KTM, Ducati e Yamaha.

28 agosto 2020 - 17:20

Gli ultimi GP della top class, fra Repubblica Ceca ed Austria, ci hanno emozionato con tanti colpi di scena. Ma sono stati anche l’occasione propizia per apprezzare alcune prelibatezze tecnologiche che abbondano in questa MotoGP. Vediamo in questa carrellata di immagine parecchi dettagli molto interessanti.

Se ci soffermiamo appena sotto lo scarico della Aprilia di Aleix Espargaró, notiamo la presenza di una piccola scatola nera da cui escono due cavi. Questa controlla una valvola a farfalla nello scarico, che viene aperta e chiusa da un piccolo servomotore all’estremità dei due cavi.

Seguendo i due cavi, vediamo i fissaggi metallici a cui si attaccano proprio sopra  alla ruota posteriore. La valvola a farfalla nello scarico si apre e si chiude a determinate velocità per favorire la contropressione nel sistema di scarico, che aiuta a migliorare la coppia e la potenza alle basse velocità.

Questa è un’ottima illustrazione delle griglie presenti alle estremità dei tubi di scarico. Queste griglie a forma di nido d’ape non fanno nulla in termini di prestazioni, ma servono semplicemente come protezione aggiuntiva durante le cadute. Nello specifico, impediscono alla ghiaia di entrare nello scarico in caso di caduta e potenzialmente di danneggiare il motore.

Inoltre, a sinistra e leggermente sotto lo scarico presente sotto la sella, possiamo vedere lo spazio per la telecamera. Non tutte le MotoGP sono dotate di questo tipo di telecamere anteriori e posteriori in ogni gara. Prima del fine settimana di gare, gli addetti Dorna TV decidono quali di queste moto ne saranno dotate, quindi gli spazi sono presenti a prescindere su tutte le moto.

Qui possiamo soffermarci sulla Ducati GP19 di Tito Rabat. Ciò che è interessante osservare è il pacchetto aerodinamico nella parte inferiore della moto e sulle ruote. La parte che sporge nella parte anteriore destra è la presa d’aria delle pinze freno, che permette di convogliare l’aria verso di esse per evitare surriscaldamenti.

Appena sotto, vediamo il pezzo aerodinamico che circonda la ruota anteriore. Da lì ti rendi conto di quanto questo componente si incurvi formando una linea continua che va verso la superficie del pneumatico. Proprio all’interno di questa protezione possiamo vedere il disco del freno anteriore.

Ci sono infine tante piccole cose da osservare sulla moto di Valentino Rossi. Nella parte anteriore, possiamo vedere il misuratore di posizione della forcella anteriore, appena dietro i tubi della forcella. Ciò consente di conoscere con precisione il lavoro delle sospensioni, così ingegneri, tecnici e meccanici possono dire se la moto si sta comportando come vogliono.

Al centro della moto poi si vede la frizione a secco utilizzata dai team MotoGP. Le squadre della classe regina usano frizioni a secco perché richiedono meno olio, che comporta una minore resistenza a quel fluido. Di conseguenza meno possibilità di contaminare quell’olio, perché il materiale dei dischi della frizione non vi penetra.

Guardando appena dietro, ci si può soffermare sul punto di articolazione del forcellone. In MotoGP questi possono essere regolati, più alti o più bassi, avanti o indietro. Cambiando la sua posizione cambia notevolmente il comportamento della moto. Si influisce così sulle caratteristiche della sospensione posteriore, che porta a conseguenze significative sul suo comportamento.

L’articolo originale di Paul Emile Viel su paddock-gp

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