MotoGP, la tecnica: il sistema desmodromico, marchio di fabbrica Ducati

Negli anni '50 l'ingegnere Fabio Taglioni diede vita al sistema desmodromico che fece la fortuna Ducati. Di cosa si tratta? Ecco la spiegazione.

14 gennaio 2021 - 19:20

Quando Fabio Taglioni, appena laureato in meccanica, ha introdotto in Ducati il ​​comando desmodromico delle valvole, aveva buone ragioni per cercare di sviluppare un tale sistema. Le molle delle valvole si rompevano più velocemente con l’aumentare del regime del motore. Negli anni ’50, la 125 del marchio Mondial raggiungeva i 13.000 giri. Serviva qualcosa di meglio delle molle metalliche e Ducati, nel 1958, introdusse in gara il sistema desmodromico. Questo permise alla fabbrica di Borgo Panigale di spingere più di là i limiti della fisica.

Questo successo ha permesso infatti a Ducati di intraprendere una strada che non ha mai lasciato. Se chiedi a Claudio Domenicali, attualmente CEO Ducati, perché solo il suo marchio utilizza il sistema desmodromico in MotoGP, la risposta è semplice. “Perché è il sistema che conosciamo meglio.” Come i suoi concorrenti, la società bolognese era interessata allo sviluppo delle sospensioni pneumatiche, ma aveva anche capito che lo sviluppo sarebbe costato molto caro. Oltre ad aggiungere che sarebbero partiti da zero in termini di feedback.

Come in un motore con una distribuzione convenzionale, un lobo della camma viene utilizzato per azionare l’apertura della valvola. Ma il comando desmodromico delle valvole non affida più la chiusura di queste ultime alle molle. Comanda invece questa chiusura mediante una seconda camma tagliata sull’albero a camme. Abbiamo quindi una camma di apertura e una di chiusura, con linguette o nottolini per trasmettere il movimento dell’albero a camme alla valvola. Questo consente il controllo totale dello schema di distribuzione. Facilitando gli alti regimi del motore, un miglior riempimento dei cilindri e maggiore coppia del motore.

Inoltre, grazie all’eliminazione delle molle di richiamo, si riducono notevolmente le sollecitazioni meccaniche sugli apparati destinati all’apertura delle valvole. Si riduce così anche l’energia consumata per azionare questo tipo di distribuzione.

Alla fine, la Ducati utilizza il sistema desmodromico perché conosce questo sistema da quando lo ha sviluppato. Nel 1955 infatti l’ingegnere capo Fabio Taglioni (alias il papà del sistema Desmo) sviluppò la distribuzione desmodromica che ne ha fatto la sua gloria. Ma è anche responsabile di buona parte del fascino del marchio italiano.

L’articolo originale di Paul Emile Viel su paddock-gp

1 commento

Anonimus
13:35, 15 gennaio 2021

Eccellenza italiana!!!

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