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MotoGP, la storia: Moto Guzzi, pochi anni ricchi di titoli mondiali

Un'altra casa storica del Motomondiale è senza dubbio Moto Guzzi: pochi anni, ma quanti titoli piloti e costruttori! Rivediamo quel periodo trionfale.

24 gennaio 2021 - 15:07

La nostra storia motociclistica è costellata di marchi nati alla fine di una guerra mondiale. Testimonianza della voglia di rinascita unita all’inventiva ed alla passione di alcuni grandi uomini del passato. Non è diverso il discorso per Moto Guzzi, che abbiamo trovato per breve tempo anche nel Motomondiale. Parliamo infatti di una presenza in questo campionato dal 1949 al 1957, prima di lasciare questo palcoscenico internazionale. Ma la sua è una storia di grandi successi, visto il gran numero di titoli piloti e costruttori ottenuti in più di una categoria. Rivediamo quel periodo d’oro.

LA NASCITA

Facciamo prima un breve focus sulle origini di questo storico nome. È il 1921 quando nasce l’azienda di motociclette inizialmente chiamata Società Anonima Moto Guzzi. Suoi primi fondatori sono il cavaliere Emanuele Vittorio Parodi, suo figlio Giorgio e l’amico Carlo Guzzi. I soci avrebbero dovuto essere quattro: Giovanni Ravelli, motociclista ed aviatore, aveva però perso la vita nel 1919 in un incidente aereo. Per questo motivo quindi nel logo dell’azienda di Mandello di Lario compare un’aquila, il simbolo dell’aviazione del Corpo della Regia Marina nella Prima Guerra Mondiale. In poco tempo si afferma nel panorama motociclistico, soprattutto per il fatto che fin da subito i suoi modelli apportavano qualcosa di innovativo nel settore: nel 1934 diventa il maggior produttore di moto in Italia. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale il nome diventerà definitivamente Moto Guzzi.

LE PRIME CORSE 

L’esordio su pista avviene nel 1921 alla Milano-Napoli, ultima prova stagionale del Campionato Motociclistico Italiano su Strada (l’antenato del CIV). Mario Cavedini ed Aldo Finzi, in sella a due Normali (che raggiungevano gli 80 km/h, velocità incredibile per l’epoca), hanno completato senza intoppi meccanici gli 877 km previsti. Seguiranno 28 titoli italiani nelle classi 250-500 tra il 1927 ed il 1957. Cominciando con Arrigo Cimatti, passando per Nello Pagani, Dario Ambrosini, Omobono Tenni, Bruno Ruffo, per finire con Giuseppe Colnago, giusto per citare alcuni nomi. Nel 1924 Guido Mentasti aveva conquistato il successo in prova unica a Monza nel neonato Campionato d’Europa FICM. Nientemeno che la prima versione di quello che oggi conosciamo come Motomondiale. Non l’unico trionfo, visto che ci si ripete più volte in 250: nel 1932 a Roma con Riccardo Brusi, nel 1937 con Tenni a Bremgarten, nel biennio ’47-’48 con Bruno Francisci (Bremgarten) e Maurice Cann (Clady). Successi in campionato però anche nella classe 500 grazie a Tenni ed Enrico Lorenzetti in quest’ultimo biennio, più un titolo sidecar con l’equipaggio composto da Luigi e Paolo Cavanna. Non dimentichiamo il prestigioso Tourist Trophy, vinto per cinque volte e con Tenni primo italiano a vincere questa corsa.

IL MONDIALE: 1949-1951

Nel 1949 l’allora Campionato d’Europa FICM diventa ufficialmente Campionato mondiale di velocità. Moto Guzzi è in prima fila, continuando così un percorso sempre più di successo. L’acuto arriva subito con Bruno Ruffo, che porta il marchio sul tetto del mondo in 250cc con titolo piloti e costruttori. Otto piloti sui 15 a punti sono legati alla casa tricolore, con referto anche tre storiche vittorie (Ruffo-Cann-Barrington) ed altri quattro podi. Presenze interessanti anche in 500cc: arriva subito il primo podio con Enrico Lorenzetti in Belgio, a punti anche Guido Leoni e Bruno Bertacchini. Moto Guzzi è una solida realtà soprattutto nella quarto di litro: Ruffo bissa il successo nel 1951, arriva anche il secondo titolo costruttori, in una classifica punti con 12 piloti del marchio italiano su 20. Segnaliamo anche in classe regina il primo storico trionfo in gara grazie a Fergus Anderson, più altri tre podi con Lorenzetti e Sante Geminiani. Primi punti pure in 350cc con lo spagnolo Fernando Aranda, 4° nel GP di casa.

IL MONDIALE: 1952-1954

Nel 1952 è un altro tripudio tricolore in 250cc: Moto Guzzi si rivela imbattibile, arriva un altro titolo piloti con Enrico Lorenzetti, più l’iride costruttori: 11 piloti della casa italiana su 22 a comporre la classifica iridata, 32 punti totali contro i 9 di Velocette 2°. L’anno successivo l’impegno riguarda tre categorie: per la prima volta la vittoria mondiale arriva in 350cc grazie a Fergus Anderson (tre vittorie ed altri due podi stagionali), immancabile un altro campionato costruttori per l’azienda italiana con i punti del vice-campione Lorenzetti e di Duilio Agostini (un podio). Nello stesso anno arriva un successo in gara in 500cc on Anderson, si rimane sempre nelle zone alte anche in 250cc. Il 1954 non è meno memorabile, con Anderson che mette a referto il secondo iride consecutivo di categoria, mentre il titolo costruttori non viene assegnato per contrasti con la FIM. Da sottolineare però la grande performance in classe regina: Ken Kavanagh porta Moto Guzzi fino al terzo posto iridato piloti, il miglior risultato di sempre per la casa di Mandello di Lario in 500cc.

IL MONDIALE: 1955-1956

Anno nuovo, altro titolo in 350cc: stavolta ci pensa Bill Lomas, con annesso nuovo mondiale costruttori (sette piloti Moto Guzzi a punti). Non manca un vice-campionato con Cecil Sandford in 250cc, in classe regina invece il marchio completa una top 3 costruttori tutta italiana dietro a Gilera e MV Agusta. Nel 1956 Lomas si ripete in 350cc, altra doppia festa con il titolo costruttori di categoria, non manca anche un terzo posto iridato in 250cc con Lorenzetti. La marcia trionfale nella stessa classe continua, nel 1957 è Keith Campbell a coronarsi campione con il marchio tricolore, che immancabilmente vince anche il titolo costruttori. Nella classifica delle case è parte della top 3 iridata tutta italiana in 250cc, 3^ dietro a FB Mondial e MV Agusta. Questo è l’ultimo anno del marchio nel Mondiale, anzi si chiude un’epoca d’oro: oltre a Moto Guzzi, anche Gilera e Mondial si ritirano definitivamente con la firma del Patto di Astensione.

L’EPILOGO 

Con l’ultimo doppio titolo nel 1957 si conclude il percorso mondiale trionfale di questa storica casa italiana. Seguirà una grave crisi economica del settore con l’avvento delle automobili, che chiaramente coinvolge anche Moto Guzzi e porta a svariati passaggi di gestione. Nel 2000 si arriva all’acquisizione da parte di Beggio e della casa veneta Aprilia, prima che la crisi di quest’ultima la porti a diventare parte del gruppo Piaggio, discorso valido quindi anche per il marchio lombardo. Le corse nel Motomondiale sono ormai un lontano ricordo, ma rimane tutt’ora un nome di grande peso nel settore delle motociclette.

Foto: wide.piaggiogroup.com

1 commento

Anonimus
21:17, 24 gennaio 2021

Grande marchio!!

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